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A spasso nel Parco Fluviale dell'Alta Val d'Elsa

Quante volte nel corso dei tanti mesi d’isolamento forzato abbiamo desiderato di passare qualche ora in mezzo al verde per ritemprarci a contatto della natura

 SENTIERELSA
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Quante volte abbiamo ripensato con nostalgia alle vacanze degli scorsi anni, magari in montagna percorrendo sentieri che incrociano ruscelli e ne seguono il corso per alcuni tratti, cullandoci con il sommesso mormorio dell’acqua? Non importa aspettare le prossime vacanze per rivivere certe emozioni perché in Valdelsa esiste un’oasi di pace in cui si snoda il SentierElsa che per la fitta vegetazione e le impetuose rapide ricorda in alcuni tratti la foresta Amazzonica.

L’Elsa che nasce sulla Montagnola senese e sfocia nell’Arno, ha un rapporto antico, quasi familiare con la città di Colle Val d’Elsa, alla quale ha fornito acqua grazie ad un sistema di canali interni chiamati gore che hanno contribuito nel corso dei secoli all’economia locale fornendo energia a mulini, cartiere, vetrerie,ferriere. Oggi il Parco Fluviale dell’Alta Val d’Elsa è un’area protetta che va dal Ponte di Santa Giulia fino al Ponte di Spugna con vari accessi urbani e che intende proteggere e tutelare la biodiversità combattendo il degrado ambientale e lo sfruttamento insostenibile delle risorse naturali.

Uno dei sentieri d’accesso parte da San Marziale in località Gracciano, dove si viene accolti dalla Steccaia, una delle due opere di ingegneria idraulica fondamentali per la regolazione del flusso dell’acqua che viene incanalata nelle gore, l’altra è il Callone Reale. Basta fare pochi passi verso il fiume per essere avvolti da una vegetazione rigogliosa che crea un netto contrasto con il colore dell’acqua che, grazie al carbonato di calcio presente in soluzione e derivante dalla dissoluzione delle rocce calcaree, assume una tonalità intensa che va dal turchese di alcuni tratti all’indaco delle cavità più profonde,  vere e proprie piscine naturali. Il percorso che alterna piccole cascate ad attraversamenti, guadi, grotte calcaree,tranquille pozze fino alla cascata del Diborrato alta 10 metri, è stato realizzato dall’A.R.C.I Pesca ed è lungo circa tre chilometri. Un percorso naturalistico che richiede manutenzione ma soprattutto rispetto per la biodiversità caratterizzata da una ricca vegetazione riparia, da pesci e uccelli, migratori e stanziali, i cui richiami accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso. Lo hanno soprannominato il fiume turchese per il suo colore spettacolare e in effetti l’azzurro delle acque è tanto intenso da dare l’impressione di un ambiente surreale, come essere passati per incanto dalle strade del paese a un luogo incantato proprio come accade nel mondo delle favole.

A maggio 2021 il SentierElsa è stato anche il protagonista di due passeggiate naturalistiche organizzate dal Comitato Civico Elsa Viva e finalizzate a promuovere un progetto di scienza partecipata incentrato su quest’area. Le passeggiate sono state condotte da una guida ambientale e uno zoologo del Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici (Siena), che hanno esposto alcune curiosità sul fiume e sui suoi abitanti, invitando allo stesso tempo i partecipanti ad aderire al progetto NATURE – NATura URbana Elsa.

Si tratta di un’iniziativa a cui può partecipare chiunque tramite I-Naturalist, una app gratuita che consente di caricare le proprie osservazioni naturalistiche su una piattaforma online per raccogliere dati faunistici e floristici. Nel caso del progetto Nature l’obiettivo è quello di realizzare una sorta di banca dati liberamente consultabile sulla presenza di animali e piante all’interno del parco fluviale, perché la conoscenza è il primo passo per garantire la conservazione, e questo piccolo scrigno di biodiversità merita davvero di essere tutelato per le future generazioni.

Antonella Lomonaco

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Pubblicato il 6 giugno 2021

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