Al castello di Tignano arrivano Dante e il Sufismo fra danza e mistero, esoterismo e segrete conoscenze

Musica e danza mistica Sufi, ma soprattutto numerose e interessanti rivelazioni di carattere esoterico sull'opera del Sommo Vate, tra il mistero e la storia

 
  • Condividi questo articolo:
  • j

Al 29° Tignano Festival per l'Ambiente e l'incontro tra i Popoli martedì 12 luglio alle ore 21.15 l'originale progetto culturale di pace “Dante e il Sufismo”. Musica e danza mistica Sufi, ma soprattutto numerose e interessanti rivelazioni di carattere esoterico sull'opera del Sommo Vate, tra il mistero e la storia intrecciatasi tra Oriente e Occidente.

Relatore: prof.ssa Maria Soresina, orientalista, Milano.
Moderatore: Jamaluddine Ballabio, rappresentante Tarika Naqshbandya, Rimini.
Canti danteschi, Marco Coppola.
Danze dervishe: Amal Oursana, medico, Firenze e Associazione Caravanserraglio.
Musiche: Ensemble Sofya, Bologna.
Ingresso libero

Dante Alighieri, nato vent’anni dopo la morte di uno dei più grandi maestri del Sufismo, Ibn Arabi, scrive la Divina Commedia. Narra una profezia medievale riportata da Luigi Valli che il vero senso dell’opera di Dante sarebbe stato svelato soltanto seicento anni dopo la sua morte. Se nel Medioevo la tradizione islamica ha svolto un ruolo di mediazione fra Oriente e Occidente tramite la Spagna e la Sicilia musulmana, oggi, dopo seicento anni, l’Islam torna ad affacciarsi sull’Occidente.

Nel 1919 “L’Escatologia della Divina Commedia” del sacerdote spagnolo Don Miguel Asin Palacios rivela un’impressionante serie di corrispondenze tra testi appartenenti alla tradizione islamica (ispirati all’ascensione notturna ai cieli del profeta Mohammed) e tutta l’opera di Dante. Gli esempi della vicinanza fra il racconto simbolico dantesco e quelli dell’Oriente islamico e riportati da Don Palacios sono molteplici. René Guénon, musulmano di origine occidentale, funge effettivamente da ponte tra Oriente e Occidente con “L’Esoterismo di Dante”, illustrando le analogie che si trovano con le opere di Ibn Arabi (“Il libro del viaggio notturno” e “Rivelazioni della Mecca”), scritto ottant’anni prima, e l’opera dantesca.

Queste coincidenze non possono essere accidentali. Dante si ispira alle opere di Ibn Arabi, che era nato a Murcia ma aveva viaggiato e morì a Damasco. I suoi discepoli erano sparsi in tutto il mondo islamico, Siria ed Egitto, ed è poco probabile che le sue opere fossero di dominio pubblico. Nell’esoterismo islamico lui viene chiamato Sheykh El Akbar, cioè il più grande dei maestri spirituali. Molti dei principali ordini iniziatici, fra i più elevati e al tempo stesso tra i più segreti, discendono direttamente da lui. Nel XIII secolo alcune di queste organizzazioni ebbero rapporti con gli ordini cavallereschi. Vi furono influenze islamiche alle origini del Rosacrocianesimo, e a queste alludono i supposti viaggi in Oriente di Christian Rosenkreuz. Furono loro, durante il Medioevo, il vero legame intellettuale fra l’Oriente e l’Occidente.

Maria Soresina (1940) è nata e vive a Milano. A partire dal 1992 ha iniziato uno studio approfondito della Divina Commedia che l’ha portata alla scoperta della “dottrina” nascosta nel poema, quella dei “buoni cristiani”, ossia di quegli eretici che noi chiamiamo “catari”. Su questo tema Maria Soresina ha pubblicato tre libri recensiti su importanti giornali e riviste, tra cui il Domenicale del Sole24ore, alla radio (Radio3 Rai) e in televisione (Rai 2 e Rai 1). Nel 2002 pubblica il suo primo libro: Le segrete cose. Dante tra induismo ed eresie medievali, di cui esce nel 2010 una nuova edizione. Nel 2009: Libertà va cercando. Il catarismo nella Commedia di Dante e nel 2011 Mozart come Dante. Il Flauto magico: un cammino spirituale. Ha tenuto numerose letture e conferenze in ambiti privati e pubblici in Italia e all’estero e suoi articoli sono apparsi su prestigiose riviste letterarie.

Amal Oursana è medico e agopuntore e pone il corpo umano al centro dei suoi studi, nel suo insieme materico ed energetico. Ha appreso la tecnica Mevlevi dai Dervishi a Konya, in Turchia, da diversi anni Semazen sotto la guida di Sheykh Mohamed Nazim.

L'Ensemble Sofya nasce nel 2014 con l'obiettivo di dare voce e suono alle esperienze musicali di tradizione mistica del mondo ottomano. In un momento di forte crisi nel rapporto tra le confessioni monoteistiche è necessario diffonderne l'originale messaggio di pace e speranza, riducendo la distanza che separa Noi dall'Altro. Il repertorio dell'Ensemble è costituito da inni sacri (Ilahiler) e composizioni strumentali fortemente legate alla poesia mistica di tradizione ottomana e persiana eseguite con strumenti musicali turchi.

Diego Resta - Tanbur
Alessandra Caruso - Bendir
Fabio Resta - Ney
Basri Rufat - Canto e Daf
Amal Oursana - Danza Sema

Pubblicato il 12 luglio 2016

  • Condividi questo articolo:
  • j

Potrebbe interessarti

Torna su