Al colligiano Maurizio Balducci il Premio "Cairo - Arte 2015" sezione scultura

Con la partecipazione ad uno dei più importanti concorsi internazionali di arte dove è stato presente con l'opera "I Lègami" si è guadagnato, dopo una serie di selezioni di esperti della qualificata giuria, la finale nella sezione scultura. Mercoledì 21 ottobre a Milano, Maurizio Balducci è stato premiato ed insignito del diploma ad honorem. Ma i riconoscimenti non finiscono qui. Sarà infatti inserito nel Catalogo dell'Arte Mondadori in uscita a dicembre 2015 edito dalla Cairo Editore

 
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Doppio colpo per l'art designer di Colle di Val D'Elsa (Siena) Maurizio Balducci. A Milano si è aggiudicato la finale del Premio "Cairo - Arte 2015" sezione scultura e l'inserimento nel Catalogo dell'Arte Mondadori che uscirà a dicembre di quest'anno.

E' successo nell'ambito dell'esposizione di arte appena conclusa al Palazzo della Permanente, storico edificio nel centro di Milano, che ha ospitato fra le opere selezionate in merito al prestigioso Premio Cairo - Arte 2015 quella di Maurizio Balducci. L'eclettico artista toscano, inventore della "Libreria a dondolo" e già finalista  in altro Concorso Internazionale con l'opera "Gina la reGina" (tanto per fare un esempio), che con il suo estro e creatività questa volta mette a segno un prezioso riconoscimento nell'ambito artistico.

Con la partecipazione ad uno dei più importanti concorsi internazionali di arte dove è stato presente con l'opera "I Lègami" si è guadagnato, dopo una serie di selezioni di esperti della qualificata giuria, la finale nella sezione scultura.

Mercoledì 21 ottobre a Milano, Maurizio Balducci è stato premiato ed insignito del diploma ad honorem. Ma i riconoscimenti non finiscono qui. Sarà infatti inserito nel Catalogo dell'Arte Mondadori in uscita a dicembre 2015 edito dalla Cairo Editore.

Maurizio Balducci in brevissimo tempo dal suo esordio ha raggiunto obiettivi davvero importanti costituiti da mostre personali in ambite location sia nazionali che internazionali e vari riconoscimenti.

Maurizio può spiegarci quale è la genesi e cosa rappresenta la sua opera finalista "I Lègami"? «Come spesso mi accade ho tentato di trasmettere il senso di una  di un' emozione o di una riflessione. Questo è l'input che mi consente di sviluppare vari temi trasformandoli in opere. Nel caso specifico l'opera in questione è parte di una collezione  "I Lègami "che ho elaborato riflettendo sull'importanza della relazione. I Lègami sono un aspetto che ci caratterizza i cui effetti possono essere positivi o negativi di sicuro sempre molto intensi. Basti pensare , giusto per fare un esempio scontato, al legame che si crea negli affetti e quanto costa e ci segna rafforzarlo o frantumarlo. I legami sono indispensabili quanto intensi ed impegnativi. Rappresentano anche un auspicio: quello di intensificare il legame per esempio di appartenenza al territorio ed alla tradizione».

Il territorio, appunto. Il suo legame è viscerale come l'attaccamento alle origini?

«Beh, certamente. Mi definisco un albero . Le mie radici sono profonde in terra di Toscana ove siamo inconsapevolmente abituati alla bellezza».

Cosa è l'arte contemporanea?

«Non lo so . Nel senso che non capisco la domanda dal momento che l'arte , esercitandola in vita , non può essere che contemporanea».

Mi riferisco a quella attuale definita concettuale.

«L'arte concettuale , come dice lei riferendosi a quella della nostra epoca , ha il compito di trasmettere il senso , il significato ma non da meno ha il ruolo di interrogare ed interrogarsi di porre l'accento su determinati temi anche di importanza rilevante e contribuire ad  abbattere i tabù. Ritengo indispensabile affinché un opera abbia efficacia debba trasmettere un'emozione , anche negativa, al fine di suscitare  attenzione inducendo ad una riflessione. Voglio dire che la pittura strettamente figurativa e realistica a mio personale avviso non ha alcun senso dopo l'avvento della fotografia . Non ho mai compreso le nature morte che mi fanno rabbrividire ma tanto care alle accademie d'arte quale esercizio stilistico. Preferisco le nature vive».

A quanto trapela lei non ama dipingere

«No e non so dipingere . Amo creare , comporre utilizzando qualunque mezzo e tecnica. Ho ideato  quelli che direi potrebbero sostituire i cosiddetti quadri con pannelli, art panel, così li ho definiti che presentano caratteristiche ben diverse . "I Liberi Pensatori" , per fare un esempio, sono ambientati in pannelli che creanouna rappresentazione tridimensionale».

Quanto è importante la tecnica nell'arte?

«Fondamentale ma non quanto la mente e la capacità di sfruttare la nostra intelligenza simbolica. Se fossi impossibilitato all'uso delle mani non potrei disegnare ma non mi sarebbe precluso il progetto inteso come processo mentale . Non potrei rappresentare con il segno ma potrei fare ciò che faccio adesso semplicemente delegando . La rappresentazione grafica potrebbe essere  demandata la struttura mentale ed il progetto no. Resta una componente intima arricchita dalla conoscenza esperienza e sensibilità ». 

Quindi non dipinge, realizza prevalentemente sculture?

«Ma no. Se per sculture si intende sottrarre materia da un solido per generare una forma che trasmetta un significato rispondo che è certamente nel mio DNA. Preferisco il togliere all'aggiungere. Amo scavare per rappresentare. Appiccicare per arricchire fa parte di culture lontane dalla mia . " Le Crepe" ad esempio sono art panel che ho scavato per rappresentare, con una operazione di decontestualizzazione. Un elemento negativo associato ad un cedimento lo contestualizzo all'interno di un pannello al fine di esaltarlo conferendogli  un altro significato di segno positivo».

I legami, Le Crepe , sono temi che sta sviluppando di cui ha spiegato il senso . "I Liberi Pensatori" cosa rappresentano?

«I Liberi Pensatori sono figure umane stilizzate e minimali che ho collocato in art panel. La loro i postura li riconduce ad un momento di riflessione. Il messaggio è quello dell'importanza di esseri liberi anche di  pensare utilizzando la propria testa lontano da indottrinamenti o droghe mediatiche. Una società di uomini liberi è  una società pericolosa per chi detiene e gestisce il potere ma certamente migliore, più responsabile e rispettosa».

Quali sono le sue prossime aspirazioni artistiche?

«Realizzare  installazioni artistiche che mi consentano di relazionarmi con il territorio. Questa è la mia massima aspirazione e molto vicina a quello che è il mio cruccio ed il mio metodo : il progetto. Relazionarsi con il territorio collocando elementi permanenti non è una facile operazione perché si ricade in richieste di autorizzazioni e quindi in inevitabili ostacoli. Paradossalmente questo tipo di operazione è più compreso ed apprezzato all'estero che in questo Paese di burocrati ma sarò tenace. Mi sono stancato di conoscere realtà che fuggono da nostro Paese impoverendo la nostra terra e la nostra cultura. Non dobbiamo arrenderci anche se viene da pensarlo ogni giorno ma combattere in casa nostra. I liberi pensatori servono a questo. Per troppe persone  è difficile anche solo immaginarlo ma l'arte e la buona architettura possono cambiare il destino di una Città e di una intera Nazione. Dovremmo cambiare punto di vista aprendoci a prospettive diverse con il coraggio di sovvertire le regole abbattendo pregiudizi ed un sistema a dir poco clientelistico. Invece di essere supportati spesso veniamo ostacolati. E' assurdo».

Pubblicato il 11 novembre 2015

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