Alessandro Donati candidato sindaco per le Amministrative di Colle

Ho accettato di intraprendere quest'avventura che cercherò di portare avanti con il massimo della determinazione, cercando di pensare soprattutto alle cose da fare e non alle polemiche o a cosa è successo nel passato o con quest'Amministrazione. Vorrei mantenere un dibattito urbano e sereno, perché penso ce ne sia bisogno. Sentiamo la necessità di tornare ad essere una città coesa, una città che è stata veramente capitale della cultura a livello nazionale»

 
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Alessandro Donati è stato annunciato ieri pomeriggio alla conferenza stampa che si è tenuta al Bar Garibaldi a Colle di Val d'Elsa come candidato alle prossime Amministrative nella città del cristallo. Sarà sostenuto, per il momento, dalla lista civica Colle in Comune e dal Partito Democratico colligiano, con un'apertura a tutto il centrosinistra. Era presenta anche Fabio Berti, ex assessore alla cultura, alla coesione sociale e all'ambiente della Giunta Canocchi.

Chi è Alessandro Donati

Alessandro Donati (classe 1963) è professore associato di Chimica al Dipartimento Farmaco-Chimico-Tecnologico dell'Università degli Studi di Siena. «Sono nato a Massa Marittima, ma sono colligiano da 29 anni», ha spiegato presentandosi. 

E' proprio in una frazione di Massa, Niccioleta, uno dei principali centri di estrazione mineraria e tragico teatro di una delle più note stragi nazifasciste, che ha costruito la sua identità politica. «Ho vissuto l'infanzia e la giovinezza in un ambiente operaio, con una grande cultura del sindacato - ha detto -, che in un certo senso mi ha formato e ha generato in me anche una la passione per la politica, che mi è stata trasmessa soprattutto da mio padre. Poi la storia di questa strage ha formato dentro di me una fortissima convinzione antifascista, che mi ha portato all'interno di uno schieramento di sinistra e di centrosinistra».

Donati ha alle spalle una breve esperienza da consigliere comunale nel comune maremmano, dal '90 al '95, esperienza che lui stesso definisce poco significativa («perché ero giovane e abitavo già a Colle»). «Nel momento in cui sono entrato di ruolo all'Università ho scelto di vivere a Colle, invece che rimanere su Siena, perché veramente Colle rappresentava una cittadina in cui vivere, a differenza di altri luoghi, chiamiamoli così, dormitorio del Senese - ha spiegato -. Io e mia moglie abbiamo apprezzato il patrimonio architettonico e storico; si è rivelata senza dubbio la scelta più azzeccata».

La scelta della candidatura

La candidatura è nata partendo da un'analisi della situazione politica ed economica colligiana. «Abbiamo valutato tutta una serie di aspetti e ragionamenti - ha detto -, prima tra amici, poi con persone che hanno un ruolo nell'ambito del centrosinistra. Alla fine abbiamo individuato il profilo di un candidato che voltasse pagina e potesse tracciare una linea rispetto al passato non per rinnegarlo, ma per poter superare certe evidenti difficoltà. Una persone indipendente, che potesse avere le caratteristiche di includere e riunire finalmente il centrosinistra, che ormai da troppo tempo è frammentato. Di sicuro possiamo dire che a livello locale le differenze tra le varie anime non si riscontrano. Però, anche a livello locale, vengono proiettate le difficoltà che si ritrovano a livello nazionale anche se si riflettono relativamente poco su quello che succede nelle piccole realtà (penso al jobs act, per esempio). Le possibilità di fare aggregazione, al fine di portare il centrosinistra di nuovo alla guida della città, ci sono. 

Donati ha ammesso di essere stato inizialmente dubbioso sull'accettare la proposta. «Mi rendo conto di non essere tanto noto a Colle, però queste sono cose superabili. Inizieremo a fare campagna elettorale e inizierò a farmi conoscere. Ho accettato di intraprendere quest'avventura che cercherò di portare avanti con il massimo della determinazione, cercando di pensare soprattutto alle cose da fare e non alle polemiche o a cosa è successo nel passato o con quest'Amministrazione. Vorrei mantenere un dibattito urbano e sereno, perché penso ce ne sia bisogno. Sentiamo la necessità di tornare ad essere una città coesa, una città che è stata veramente capitale della cultura a livello nazionale e che la colligianità si esprima attraverso la coesione, l'accoglienza, l'aiuto verso le persone che sono in difficoltà, con una grande attenzione all'associazionismo che crediamo sia uno dei punti forti».

Il programma

Ovviamente è presto per svelare tutte le carte ed è ancora in corso il processo di stesura del programma, ma si possono già intuire i primi obiettivi. «Sicuramente la nostra attenzione sarà verso il sociale, verso le associazioni culturali e sportive che secondo noi sono state trascurate - ha concluso Donati -. Le associazioni, oltre a poter dare un contributo per il decoro urbano e per dare una mano alle persone, hanno la funzione importante di mettere in contatto le persone e di farle stare insieme e sono fondamentali affinché Colle torni ad essere un paese dove si esce la sera, dove si fanno iniziative, dove riprende anche un certo movimento che può essere utile all'economia. A questo mi ricollego anche per la parte culturale. A Colle ci sono delle scuole di eccellenza. Noi all'Università quelli che vengono da Colle si individuano subito, perché di solito sono ragazzi più preparati. Noi siamo super convinti che il rapporto con le scuole debba essere migliorato. La seconda cosa su cui rivolgerei subito l'attenzione è la situazione economica, su cui interverremo, ma che chiaramente è più complessa. Bisogna dare una mano alle aziende, di qualsiasi ordine e grado. Abbiamo delle idee per rivitalizzare il commercio.

Sabato 2 marzo, presso il salone dell'Hotel “La vecchia cartiera”, in Via Oberdan, si terrà un incontro pubblico, nell'occasione del quale ci sarà una presentazione e saranno rilanciati i gruppi di discussione. L'appuntamento è alle ore 17.00.

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 21 febbraio 2019

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