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Allattamento naturale diventa di nicchia e diete troppo ricche di grassi: è allarme baby food. Sabato 24 ''Giornata Mangiasano''

E' allarme rosso per l'alimentazione di mamme e bambini. Sabato 24 maggio, nelle piazze di oltre 20 città italiane e poi in altri appuntamenti negli ospedali, si parlerà dell'importanza dell'allattamento materno, visto che oggi nel Paese solo il 10% dei neonati è allattato esclusivamente al seno per 6 mesi, come suggerito dall'Oms

 
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E' "allarme rosso" per l'alimentazione di mamme e bambini: poca frutta e verdura e troppi grassi nella dieta, l'allattamento naturale è diventato un fenomeno di "nicchia". Per questo, con la nona edizione della Giornata nazionale "Mangiasano" sotto lo slogan "Alimenti-amo", Vas-Verdi Ambiente e Società onlus e Cia-Confederazione italiana agricoltori vogliono contribuire a divulgare un nuovo modello alimentare "naturale" fin dalla tenera età (0-3 anni) e ancor prima in gravidanza.

Sabato 24 maggio, nelle piazze di oltre 20 città italiane e poi in altri appuntamenti negli ospedali, si parlerà dell'importanza dell'allattamento materno, visto che oggi nel Paese solo il 10% dei neonati è allattato esclusivamente al seno per 6 mesi, come suggerito dall'Oms.

«Il Paese della dieta mediterranea sembra aver dimenticato questi principi di benessere e il valore della biodiversità: in meno di 15 anni gli acquisti di ortofrutta sono diminuiti - ha sottolineato il vicepresidente vicario della Cia, Cinzia Pagni - di quasi il 30%. Ben il 22% dei genitori dichiara che i propri figli non mangiano frutta e verdura quotidianamente, mentre al contempo cresce del 7% il ricorso al "junk food". Questo non è solo un problema serio per i redditi degli agricoltori - ha sottolineato Pagni - ma per il Paese intero perché i costi sanitari di obesità e sedentarietà toccano, in Italia, 23 miliardi di euro all'anno».

«Nella gravidanza e nei primi mille giorni di vita - ha detto la pediatra di famiglia dell'associazione Acp Laura Reali - si decide tutto: senza dieta equilibrata il neonato sarà da adulto obeso, allergico, grasso. Il latte materno è la migliore scelta, ma la mamma va sostenuta. Oggi invece c'è qualcosa che non va: per i neonati si continua a proporre uno svezzamento anticipato e con cibi pronti e omogeneizzati, che influiscono sulla creazione di un gusto 'artificiale' e che abituano a una consistenza 'innaturale' del cibo, mentre bisognerebbe godere dalla disponibilità locale di alimenti, prediligendo quelli freschi''. Peraltro "scegliere di introdurre cibi industriali ha un costo notevole per le famiglie - ha concluso la vicepresidente nazionale dei Vas, Simona Capogna - acquistando 2 omogeneizzati di carne e 2 di frutta si spendono circa 1.200 euro all'anno, senza contare l'inquinamento».

Pubblicato il 23 maggio 2014

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