Archi-Tetture Celesti, arte partecipata post quarantena nel segno della resilienza

La prima performance in un luogo pubblico, arte partecipata post quarantena, a Poggibonsi

 POGGIBONSI
  • Condividi questo articolo:
  • j

Dieci persone intente a costruire archi azzurri, utilizzando bottiglie di plastica recuperate, in Piazza Savonarola, davanti alla chiesa di san Lorenzo, Ognuno realizza un arco, nella propria postazione, nel rispetto del distanziamento fisico e delle misure di sicurezza igienica imposta dalla tragedia del coronavirus. I singoli archi collegati si uniscono, al termine, in un grande cerchio blu: la Comunità. Il luogo scelto per la performance-installazione, la prima, dopo la quarantena da coronavirus a Poggibonsi non è casuale. Non tutti sanno che la chiesa di San Lorenzo, pur subendo il crollo del tetto, ha resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale ed è perciò simbolo di “resilienza”. Sulla sua facciata campeggiano poi degli archi, non più funzionali, che evocano arcobaleni. E' questa “anima nascosta” dell'architettura a suggerire a Donatella Bagnoli la realizzazione di archi azzurri. 
 

Dice l'artista: “I materiali sono bottiglie blu, recuperate. Ogni bottiglia evoca nella sua forma un uomo e l'arco è l'unione di elementi che si affidano l'uno all'altro, premessa necessaria di ogni nuovo inizio. Ciascuno dei partecipanti costruisce il suo arco che rappresenta passaggio, cambiamento, porta verso un altrove. L'arco è unione di mondi altri, terra e cielo a costruire ponti, relazioni. Gli archi sono diversi per ciascuna persona, ma poggiati a terra danno vita al cerchio, che da sempre è l'immagine della vita, dell'incontro di una comunità: circolazione di idee, di esperienze ed emozioni”. La performance coinvolge 10 persone che hanno deciso di far parte dell'opera: ci sono commercianti, che stanno a fatica riaprendo, operatori sanitari, in prima linea, abitanti, imprenditori. C'è l'assessore all'Ambiente Roberto Gambassi, che ha sostenuto il progetto.
 

Archi-tetture celesti testimonia una sperimentazione di cosa si può fare adesso, in sicurezza, nel tempo del coronavirus. Un nylon leggero protegge il pavimento della piazza che sarà ripristinata questa sera stessa. L'evento lascerà traccia solo nelle foto di Carlo Fiorentini, nei filmati realizzati da Digitalmodi e nelle persone che vi hanno partecipato o che casualmente vi si siano imbattute passeggiando nel centro cittadino. Archi-tetture celesi è una performance/installazione (fa parte del progetto "Fammi fiorire": l'arte che ri-genera materiali, spazi, relazioni: guida il progetto un modo di percepire e praticare l'arte contemporanea come azione partecipata, coinvolgente. Le persone, il pubblico, diventano attori di una trasformazione condivisa.  Trasformare materiali aiuta a trasformare noi stessi, affrontare cambiamenti, cambiare il proprio punto di vista.  

Archi-tetture celesti è il primo di una serie di eventi previsti nel territorio di Poggibonsi e alla Rocca di Staggia che prossimamente sarà riaperta al pubblico.

Potrebbe interessarti anche: Incidente a Lecchi, muore giovane di 26 anni

Torna alla home page di Valdelsa.net per leggere altre notizie

Pubblicato il 23 maggio 2020

  • Condividi questo articolo:
  • j

Potrebbe interessarti

Torna su