Arista ai profumi del sottobosco

 TOSCANA
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Vi chiedere il perché del titolo… ve lo spiego subito. Cosimo il Vecchio, signore di Firenze, appellato in seguito “Padre della Patria” (nonno di Lorenzo il Magnifico ), per dare alla sua città fama e importanza, nel 1439 convinse il Papa Eugenio IV a spostare il concilio ecumenico della Chiesa romana e greca da Ferrara (deve c’era la peste) a Firenze, ospite del Banco de’ Medici. La leggenda narra che in quest’occasione nacquero due termini ancora oggi molti significativi della cucina toscana, e precisamente arista e vinsanto. Mentre in un banchetto il cardinale greco Bessarione gustava un arrosto di maiale pare abbia esclamato “aristos” che in greco significa il migliore. I fiorentini presenti credettero che quel nome indicasse uno specifico pezzo di carne e, trovandolo simpatico, lo ripeterono così tanto che la lombata di maiale fu poi appellata col termine di “arista”. 

Ingredienti 

- 1,5 kg arista senza osso
- olio, sale e pepe q.b.
- 2 spicchi di aglio
- erbe aromatiche (rosmarino, salvia, alloro, ginepro etc) q.b.
- 2 bicchieri di vino bianco

Procedimento

Rivestite una teglia con carta forno e adagiate l’arista. Preparate un trito di erbe e massaggiate la carne. Aggiungete olio. Cuocete in forno statico per circa 30 minuti a 180°C, coprendo la carne con dell'alluminio (renderà la carne più morbida). Servitela calda con il succo e delle ottime bucce di patate arrosto. In alternativa potete rivestire la carne con della pancetta o del lardo a metà della cottura.



Mattia Compagnucci. Classe 1996, cresce a contatto con la natura. La sua famiglia è proprietaria di un'azienda che produce vino e olio da oltre sessantacinque anni. Ha frequentato l'istituto alberghiero "Federigo Enriques" di Castelfiorentino, dove si è diplomato con una tesina dal titolo "L'influenza del cibo nella letteratura e televisione", intrecciando le sue due passioni, ovvero la cucina e la scrittura. Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo giallo, Questione d'onore, ambientato a Firenze che narra le vicende dell'ispettrice Adele Hope Olivieri. 

Nel 2018 inizia a curare rubriche di cucina per vari giornali, fino alla nascita del suo blog "La Buona Penna", dove non solo parla di ricette ma anche di lettura e aneddoti. Un incontro perfetto che lo ha portato recentemente come ospite nel programma "Casa Alice insieme".

Pubblicato il 18 novembre 2019

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