Arrestato rapinatore seriale. Aveva colpito sei volte in provincia di Siena

L'uomo, tra il 2016 e il 2017, aveva compiuto ben sei colpi in provincia di Siena, tutte ai danni di filiali abbastanza isolate del Monte de' Paschi di Siena, per un bottino complessivo di oltre 100mila euro. Aveva cominciato a Rosia (25 luglio 2016), poi Arbia (29 agosto 2016), Vescovado di Murlo (7 agosto 2017), San giovanni D'Asso (4 settembre 2017), Sant'Angelo in Colle (18 ottobre 2017) e San Rocco a Pilli (6 novembre 2017)

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C’è voluto tempo, metodo e pazienza, ma alla fine i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Siena sono riusciti a ricostruire i vari episodi e sono giunti al "capo della matassa". Ieri notte hanno arrestato un pugliese di 47 anni, residente a Grosseto, un vero professionista delle rapine in banca. Ieri notte è stato catturato nel capoluogo maremmano dai Militari senesi con la collaborazione dei colleghi grossetani. L'uomo, tra il 2016 e il 2017, aveva compiuto ben sei colpi in provincia di Siena, tutte ai danni di filiali abbastanza isolate del Monte de' Paschi di Siena, per un bottino complessivo di oltre 100mila euro. Aveva cominciato a Rosia (25 luglio 2016), poi Arbia (29 agosto 2016), Vescovado di Murlo (7 agosto 2017), San giovanni D'Asso (4 settembre 2017), Sant'Angelo in Colle (18 ottobre 2017) e San Rocco a Pilli (6 novembre 2017).

Aveva sempre operato in solitaria, approfittando della sua carnagione olivastra aveva preso l’abitudine di simulare un’origine maghrebina, imitando il particolare l’accento nordafricano, storpiando volontariamente la lingua italiana, chiedendo informazioni sul come poter inviare bonifici in Marocco. Agiva preferibilmente in orario di chiusura quando nelle piccole filiali degli istituti bancari di paese è difficile incontrare clienti, operando sempre a volto scoperto per aver facile accesso all’obiettivo, estraeva una pistola forse finta ma tremendamente verosimile e minacciava gli impiegati così da farsi consegnare il denaro in cassa. Completava poi l’operazione ammanettando di schiena con fascette di plastica le sue vittime, che venivano rinchiuse all’interno del bagno della filiale, in maniera da avere il tempo di allontanarsi a piedi verso un’autovettura che lo attendeva nelle strade viciniori. 

Nell’episodio di San Rocco a Pilli un passante era riuscito finalmente ad annotare la targa della macchina del rapinatore, sbagliandosi però sul modello. I Carabinieri vista la successione degli episodi e la collocazione degli obiettivi avevano immaginato che il rapinatore potesse provenire dalla Provincia di Grosseto. Quella targa era stata però fondamentale perché con una certosina ricerca delle telecamere operanti lungo l’ultimo percorso di fuga gli investigatori giungevano davvero a Grosseto. Quell’autovettura era provento di furto e recava la targa di un altro mezzo rubato. Aveva girato la Provincia maremmana e questo aveva consentito ai Militari con alcuni ingegnosi escamotages di identificare il personaggio. Era seguita una meticolosa ricerca in termini di geolocalizzazione dell’uomo e della macchina. Vi erano poi stati i riconoscimenti da parte delle vittime. Erano stati cristallizzati chiari riscontri su una stecca ad un dito della mano sinistra e su una fasciatura al braccio destro che avevano contraddistinto il rapinatore solitario. Erano stati così raccolti elementi probatori incontrovertibili e copiosi che avevano consentito di arrivare alla proposta che il PM Marini, sulla base dell’accurata ricostruzione del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siena, aveva inoltrato al Gip Malvasi. 

È stata data così esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal Procuratore Capo Salvatore Vitello, dal PM Nicola Marini, emessa dal Gip Roberta Malvasi. Durante la perquisizione domiciliare, sono saltate fuori le chiavi dell’auto rubata e l’abbigliamento utilizzato per le rapine. Così il rapinatore solitario, recentemente rientrato da una vacanza nelle Antille, in attesa del processo che si terrà presso il Tribunale di Siena, dovrà affrontare un meno gradito soggiorno nel carcere di Grosseto. 

 

Pubblicato il 1 febbraio 2018

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