''Arte al banco'': come l'arte rinasce dopo il Covid

L’iniziativa vede la partecipazione di una quindicina di esercizi commerciali della cittadina valdelsana

 COLLE DI VAL D'ELSA
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A seguito delle chiusure di gallerie d’arte e musei, con "Arte al banco" nasce l’idea di spostare le opere d’arte verso quei luoghi che in questi complessi mesi di emergenza non hanno smesso di esercitare la loro attività commerciale, diventando per molte persone non solo occasione d’incontro, ma anche unico momento di interazione sociale. Non è una novità per l’arte contemporanea. Oramai da molti anni ristoranti, librerie, negozi di abbigliamento e i più svariati esercizi commerciali ospitano esposizioni personali, collettive o anche singole opere.

"Arte al banco" non è solo una mostra d’arte, ma si trasforma in qualcosa di più grande: un percorso di valorizzazione di quelle attività che contribuiscono a rappresentare la comunità colligiana e che in questi mesi, nonostante le difficoltà, sono riuscite a mantenere in funzione i loro servizi. Si tratta di esercizi che hanno superato generazioni, vinto abitudini, mode e importanti sfide nel tempo; altri sono recenti concretizzazioni di sogni e intelligenze, diventati riferimenti produttivi e sociali, che determinano la qualità del territorio e collaborano alla sua ricchezza.

Il progetto prevede la realizzazione di una esposizione diffusa con opere di Mauro Pellizzi coinvolgendo alcune delle attività commerciali di Colle di Val d’Elsa, circa una quindicina, che hanno risposto positivamente all’iniziativa. Ogni esercizio ospita un’opera concordata con l’autore per il periodo che va dal 13 febbraio al 13 marzo 2021 ed è visibile a frequentatori e clienti nel normale orario di apertura. Il periodo è stato scelto intenzionalmente: a circa un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia e dei lockdown che hanno scandito abitudini e relazioni sociali, la mostra si pone come piccola terapia alla necessità di definire una nuova normalità. Per la prima volta sono esposti a Colle di Val d’Elsa, dove l’autore vive e lavora, dipinti e sculture realizzati negli ultimi dieci anni. 

La ricerca di Mauro Pellizzi si basa sul linguaggio del corpo e le sue molteplici potenzialità espressive. L’autore usa soprattutto il legno, materiale della tradizione che viene da lui riattualizzato attraverso un appassionato lavoro di intaglio, al quale affianca l’utilizzo della pietra, del ferro, del marmo, del cemento e della tela, a volte sperimentando la loro combinazione. Un ruolo determinante è assegnato alla parola scritta, mezzo per facilitare la voglia di raccontare, che in forma di didascalia o commento contribuisce a dar forma a quell’immaginario, insieme ironico e malinconico, delicato e forte, tipico delle opere di Mauro Pellizzi. 

La mostra ha avuto il patrocinio del Comune di Colle di Val d’Elsa.

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Pubblicato il 8 febbraio 2021

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