Baratto tra mamme in Val d'Elsa: quando la necessità incontra l'etica (su Facebook)

«Come tante belle cose tutto è nato per caso - sottolinea Erika - e la soddisfazione di osservare che cosa immensa sia scaturita da quella prima intuizione, non smette di rendermi felice. Perché il baratto è una pratica virtuosa, perché con la "scusa" dello scambio ho trovato tante amiche, perché insieme abbiamo scoperto o riscoperto i valori di aiuto e solidarietà di cui a volte ci dimentichiamo»

 
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Tecnologia e etica, binomio non sempre facile. Ma in Val d'Elsa qualcosa si è mosso e Facebook è diventato la piazza ideale per scambiare abiti, scarpe e accessori usati che ormai non stanno più: così il "baratto" non è solo la forma più antica di compravendita ma è anche un esempio di etica morale di cui tutti abbiamo bisogno.

L'inizio di una bella storia. Alla fine del 2012 Erika Cherubini, sangimignanese, si rende conto che con l'arrivo del cambio stagione doveva comprare nuovamente il guardaroba per il figlio. La spesa sarebbe stata consistente, così decise di fare un annuncio in un gruppo di mamme valdelsane su Facebook. In pochissimo tempo gli sono arrivate tante risposte: in casa molti avevano i vestiti dei loro bambini ormai cresciuti e che avrebbero volentieri barattato con altri articoli per i loro figli. Da lì, l'idea del gruppo "Scambio abitini scarpe etc." è nata naturalmente. Quindi iniziarono a creare dei veri e propri eventi dove si riunivano e ognuna portava ciò che aveva in casa. 

«Il primo scambio credo risalga a febbraio 2013. Eravamo circa dieci/dodici mamme quasi tutte di San Gimignano, ma fin da subito ci rendemmo conto che ognuna di noi aveva tante cose da barattare -  dichiara Erika -. Quel primo incontro mi spinse subito a rendere la cosa periodica e nel frattempo anche il gruppo Facebook, parallelamente, diventò non solo uno spazio di raccordo tra le mamme partecipanti allo scambio, ma una vera e propria bacheca virtuale in cui scambiare ogni giorno singolarmente».

Adesso il gruppo conta più di mille contatti e sono innumerevoli i post di scambio giornalieri

Visto il grande successo, Erika è aiutata da altre mamme: Serena Fedeli si occupa dello smistamento delle rimanenze, collocando i vestiti non barattati a mamme che ne hanno bisogno e che non hanno potuto partecipare all'incontro; Claudia Mugnaioli gestisce il complicato districarsi delle tante inserzioni del gruppo; poi ancora Michela, Sladiana e Rossella aiutano nella gestione del gruppo. Infine, per dare spazio a chi non abita vicino alla Valdelsa, Barbara Jedrusiak ha creato un sotto gruppo per le mamme senesi e per abiti da adulti, organizzando incontri a Ville di Corsano.

«Come tante belle cose tutto è nato per caso - sottolinea Erika - e la soddisfazione di osservare che cosa immensa sia scaturita da quella prima intuizione, non smette di rendermi felice. Perché il baratto è una pratica virtuosa, perché con la "scusa" dello scambio ho trovato tante amiche, perché insieme abbiamo scoperto o riscoperto i valori di aiuto e solidarietà di cui a volte ci dimentichiamo».

Veronica Di Leonardo

Pubblicato il 9 ottobre 2015

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