Bonus vacanze, ecco come i valdelsani lo hanno utilizzato

Sul sito dell'Agenzia delle Entrate è previsto un “Bonus vacanze” per l'estate 2020. Si tratta del famoso contributo attuato con il decreto rilancio del 17 maggio

 VAL D'ELSA
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È un tentativo del governo per far ripartire uno dei comparti più importanti del nostro Paese, ovvero il settore del turismo. Sostanzialmente il bonus è un contributo per il pagamento dell’alloggio nel periodo fra il primo luglio e il 31 dicembre del 2020. Il valore massimo è di 500 euro e può essere richiesto da tutte le famiglie con un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 40.000 euro.

Abbiamo chiesto a due valdelsani che hanno utilizzato il bonus il loro pensiero e se è stato facile utilizzarlo.

Per G.R. è stata una possibilità positiva, che ha utilizzato insieme alla sua famiglia:

Crede che sia uno stimolo positivo?

«Il bonus vacanza è un buon incentivo per favorire il turismo di prossimità e quindi in Italia ed evitare che la nostra economia stagni ancor di più in uno dei settori più colpiti e trainanti del nostro Paese».

Perché ha deciso di servirsene?

«Ho ritenuto un'opportunità usufruirne anche per una mini vacanza. Mi ha invogliato a visitare posti a portata di mano (senza aerei e troppi spostamenti) ed anche a poco costo. Lo ritengo giusto perché penso che abbia dato la possibilità di fare vacanze e far girare l’economia. È un incentivo buono per me e per molti altri come me che altrimenti avrebbero evitato di spendere anche se poco per il superfluo».

Dove andrà?

«Andrò in un appartamento per quattro giorni in Garfagnana. Per me è stata una bellissima idea, utile ed anche facile, perché già in possesso di Isee e di Spid».

Come si compone il bonus?

«Si compone di una parte da cedere alla struttura ricettiva che lo accetta e di una che rimane al titolare del buono da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi 2021. Personalmente non ho riscontrato difficoltà. Avevo letto su internet che una problematica era quella di trovare una struttura che lo accettasse. Per me e la mia famiglia è stato tutto facile. Abbiamo chiamato tre strutture prima di decidere e tutte e tre accettavano il bonus».

Anche per M.C. il bonus è stato un buon incentivo per decidere di fare le valigie e partire:

Ha avuto alcune complicazioni per richiedere il bonus?

«L’unico aspetto un po’ più complesso è stato fare tutti i vari passaggi. perché oltre ad avere l’ISEE, devi avere il riconoscimento d’identità digitale cioè lo Spid, poi registrarti su alcuni siti, fare dei passaggi e poi mettere l’App dei servizi di pubblica amministrazione. Dopodiché sono riuscita ad avere il buono».

Crede sia stato un giusto incentivo?

«Credo proprio di sì. Perché anche parlando con la proprietaria dell’albergo nel quale ho alloggiato, mi ha detto che negli anni precedenti pagavano molte commissioni ai vari siti di prenotazione, mentre in questo modo anche se a volte la contribuzione è minima è un incentivo per rimanere altre notti. Credo che sia opportuno anche pensare che in questo modo viene saltato tutto il passaggio delle prenotazioni tramite i portali dedicati, che solitamente si prendono una bella fetta del pagamento e nella maggior parte dei casi hanno la sede fuori dall’Italia. In questo modo invece la commissione non c’è, sono risorse che rimangono in Italia e che sono scaricabili dalle tasse».

Dove ha fatto la sua vacanza?

«Solitamente io vado in vacanza all’estero. Questo bonus è stato anche il modo per farmi rimanere in Italia. Quest’anno, appunto, ho deciso di rimanere in Italia, andando in Abruzzo».

Lodovico Andreucci 

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Pubblicato il 16 agosto 2020

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