Born to be green: nasce a Casole il nuovo comitato di giovanissimi in difesa dell'ambiente

«Questa nostra iniziativa è partita nell'ambito scolastico - ha detto Camilla, una delle giovani ambientaliste -, grazie ai professori, che durante l’anno ci hanno sensibilizzato sulle tematiche che riguardano la tutela dell’ambiente, e al movimento di Greta, che ci ha fatto capire che pure noi ragazzi possiamo avere voce in capitolo su questi argomenti, anche se non sappiamo niente di politica»

Casole d'Elsa
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Non è passato neanche un anno dal 20 agosto 2018, quando la giovane svedese Greta Thunberg, decise di saltare la scuola per la prima volta, sedendosi fuori con un cartello con scritto “Sciopero scolastico per il clima” per chiedere al Governo di ridurre le emissioni di carbonio. Ogni venerdì ha continuato a manifestare sulla scia delle parole #FridaysForFuture, fino alla chiamata a raccolta dello scorso marzo, che ha portato in piazza oltre un milione e mezzo di ragazzi di oltre 2mila località in 125 Paesi del mondo. Tutto per dire no all’inquinamento in difesa dell’ambiente.

Su queste basi, quelle della salvaguardia del territorio e della lotta contro emissioni e gas serra, si è costituito a Casole d’Elsa il gruppo giovanile “Born to be green”, presentato ufficialmente giovedì 13 giugno in occasione della proiezione del documentario di Leonardo Di Caprio Punto di non ritorno: La scienza è chiara, il futuro no, organizzata dal Comitato Difensori della Toscana.

“Born to be green” è formato da ragazzi che si impegnano a fare campagne di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, vogliono promuovere l’adozione di buone pratiche da parte dei cittadini all’interno del territorio del comune casolese per ridurre rifiuti plastici e promuovere progetti specifici per i giovani.

«Si stanno adoperando con impegno e dedizione alla raccolta fondi per poter acquistare per il plesso scolastico delle medie di Casole, un depuratore di acqua ad osmosi inversa, così che nessuno degli studenti sarà più costretto ad usare bottigliette in plastica», avevano fatto sapere gli organizzatori.

Il 15 giugno sono andati a Firenze per partecipare all’importante incontro pubblico “I cittadini e la difesa dell’ambiente in Toscana” e per fare il loro appello alla Regione. Davanti ad un numeroso pubblico hanno ricevuto applausi e complimenti non solo per l’iniziativa da loro intrapresa, ma anche per la loro spontaneità e capacità di parlare in pubblico.

«Questa nostra iniziativa è partita nell’ambito scolastico – ha detto Camilla, una delle giovani ambientaliste -, grazie ai professori, che durante l’anno ci hanno sensibilizzato sulle tematiche che riguardano la tutela dell’ambiente, e al movimento di Greta, che ci ha fatto capire che pure noi ragazzi possiamo avere voce in capitolo su questi argomenti, anche se non sappiamo niente di politica. Gli articoli della stampa e le statistiche mondiali dicono che le persone più attive, pronte a fare qualcosa per l’ambiente siamo noi ragazzi. Infatti ci sentiamo come la responsabilità di fare qualcosa non solo per noi stessi ma per la collettività. Le stesse statistiche dicono però che solo un ragazzo su quattro è veramente informato su questi argomenti e solo il 10% dei giovani sa cos’è lo sviluppo sostenibile, mentre l’80% è poco interessato dalle associazioni che sono attive su questi temi. Noi crediamo che questa disinformazione sistematica crei confusione e superficialità».

«Per questo vorremmo sensibilizzare le persone, facendo loro vedere un piccolo cambiamento nella vita quotidiana e speriamo che questo cambiamento aiuti a fare degli acquisti corretti, sia per l’uomo che per l’ambiente. Abbiamo già in mente dei progetti», hanno aggiunto.

«Crediamo che i numeri sulla quantità dei rifiuti plastici e sul loro impatto ambientale – concludono - siano oramai noti a tutti. L’Italia è tra i maggiori consumatori di bottiglie di plastica e il nostro Mar Mediterraneo è tra i mari con più presenza di micro plastiche. Noi vogliamo dare il nostro piccolo contributo per risolvere questo terribile problema e vorremmo chiedere alla dirigenza scolastica di installare un depuratore di acqua nella nostra scuola. Il depuratore ad osmosi inversa permette il filtraggio dei metalli pesanti e la pulizia dagli agenti chimici regolando i sali minerali. Tale apparecchiatura quindi permetterebbe a tutti noi ragazzi non solo di non usare più le bottiglie di plastica ma anche come secondo non trascurabile beneficio di poter bere un’acqua di ottima qualità».

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 21 giugno 2019

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