Casa Rifugio: un'esperienza da consolidare

Importante partecipazione all'evento di sensibilizzazione e formazione dedicato alla violenza di genere e alla Casa Rifugio, che si è svolto venerdì 16 febbraio al Politeama di Poggibonsi. Sono state oltre le persone presenti, appartenenti alla rete nelle sue varie articolazione. Presente il Centro Antiviolenza, le forze dell'ordine, i servizi sociali, la Polizia Municipale dei Comuni, l'Avvocatura, la Prefettura, il Tribunale di Siena

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Importante partecipazione all'evento di sensibilizzazione e formazione dedicato alla violenza di genere e alla Casa Rifugio, che si è svolto venerdì 16 febbraio al Politeama di Poggibonsi. Un evento promosso dal Centro Pari Opportunità Valdelsa (comuni di Poggibonsi, Colle di Val d'Elsa, San Gimignano, Casole d'Elsa, Radicondoli) con la collaborazione del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati della Provincia di Siena, il Centro Antiviolenza Dive (Donne Insieme Valdelsa) e l'associazione Atelier Vantaggio Donna.

«La Valdelsa ha iniziato un percorso venti anni fa per dare una risposta non emergenziale ad un problema come quello della violenza di genere - ha sottolineato Lucia Coccheri, presidente CPO - L'apertura della Casa Rifugio, due anni fa, rappresenta un salto di qualità ulteriore per tutta la rete di protezione e messa in sicurezza presente sul territorio. Un'esperienza che va consolidata insieme alla promozione di strumenti di semi autonomia in uscita dalla struttura».

Sono state oltre le persone presenti, appartenenti alla rete nelle sue varie articolazione. Presente il Centro Antiviolenza, le forze dell'ordine, i servizi sociali, la Polizia Municipale dei Comuni, l'Avvocatura, la Prefettura, il Tribunale di Siena. Presente il mondo del volontariato e della scuola, che è il luogo della prevenzione primaria. «La rete nel nostro territorio nasce per affrontare questo tema - ha detto Angela Gerardi, coordinatrice del tavolo Valdelsa - Ciascun soggetto della rete è portatore di azioni e valutazioni che incidono sulla prevedibilità e la possibilità di evitare conseguenze gravi e la possibilità per le donne e dei minori di vivere fuori dalla violenza». 

Numerosi e approfonditi gli interventi che si sono susseguiti. L'avvocata Francesca Garofalo, coordinatrice del team di avvocate del Centro Antiviolenza, ha illustrato, facendo riferimento alla sperimentazione della Casa Rifugio, i nodi su cui occorre lavorare per il buon esito delle vicende giudiziarie e del percorso di uscita dalla violenza. L'avvocata Titti Carrano ha sottolineato che fare rete, essere tempestivi, valutare il rischio e comprendere la vulnerabilità di chi è in una situazione di violenza sono elementi imprescindibile per un intervento efficace. Ornella Galeotti, PM della Procura di Firenze, ha illustrato gli strumenti giuridici presenti, in particolare la direttiva europea che compie una rivoluzione copernicana nell'ordinamento giuridico. Trasversale a tutti gli interventi l'aver sottolineato la necessità di formazione specialistica e continua per gli operatori della rete.

Nella foto da sinistra: Francesca Garofalo, Lucia Coccheri, Angela Gerardi, Titti Carrano, Ornella Galeotti

Pubblicato il 23 febbraio 2018

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