Castelfiorentino, alla rotatoria di via dei Profeti l'opera di Bruna Scali e Silvano Salvadori

«Una Felice sintesi – si legge nella valutazione della Giuria - tra l’identità territoriale e la dinamicità della visione di una rotonda, con le diverse visioni prospettiche». In particolare, «l’inserimento del cotto è stata sicuramente un’idea vincente», in quanto si ricollega in modo virtuoso alla vocazione produttiva del territorio, come dimostra la presenza in numerosi edifici residenziali e anche in alcuni poli museali come il Be.Go

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Un manufatto che raffigura il Giglio, simbolo del legame plurisecolare di Castelfiorentino con la Città di Firenze. Sarà posizionato entro due mesi sulla rotatoria di via dei Profeti, completando così – anche sotto il profilo del decoro urbano – un importante snodo viario che agevola il transito veicolare sulla circonvallazione a valle. L’opera, proposta da Bruna Scali e Silvano Salvadori, è risultata infatti vincitrice del concorso bandito lo scorso mese di settembre per valorizzare la creatività degli artisti locali, e nel contempo realizzare un bel “biglietto da visita” per chi arriva a Castelfiorentino, una sorta di “benvenuto” in grado di rappresentare quella “cultura del bello” che costituiva la finalità principale del concorso.

Il manufatto proposto, un Giglio inserito in 4 lastre di acciaio circolari che ne preservano inalterata la visione prospettica, ha convinto pienamente la Commissione giudicatrice, che ha apprezzato anche il richiamo all’identità territoriale ben presente in tutti i suoi elementi costitutivi: la base in cotto, che si ricollega all’attività delle fornaci (in passato vero e proprio cardine del tessuto economico e produttivo di Castelfiorentino), l’acciaio che richiama la storia del “Ferruzzino” (un’industria di reti metalliche e profilati in acciaio), e infine il vetro, legato a doppio filo alla presenza della vetreria e a una tradizione di lavoro femminile un tempo molto diffusa, come le fiascaie.

«Una Felice sintesi – si legge nella valutazione della Giuria - tra l’identità territoriale e la dinamicità della visione di una rotonda, con le diverse visioni prospettiche». In particolare, «l’inserimento del cotto è stata sicuramente un’idea vincente», in quanto si ricollega in modo virtuoso alla vocazione produttiva del territorio, come dimostra la presenza in numerosi edifici residenziali e anche in alcuni poli museali come il Be.Go. «Anche sotto il profilo della sicurezza – conclude la Giuria – l’opera sembra fornire tutte le garanzie richieste, sia in termini di certificazioni che di assenza di ostacoli alla visione per la circolazione».

Il premio, che vale come compenso per la realizzazione del manufatto, è di 5mila euro, e l’opera dovrà essere completata entro due mesi. Ma non è finita. La Giunta ha intenzione infatti di utilizzare la graduatoria del concorso per eventuali investimenti futuri.

«Siamo veramente soddisfatti per i risultati di questo concorso – sottolinea il Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi – perché ha colto in pieno il duplice obiettivo che ci eravamo proposti, ovvero un progetto per il miglioramento del decoro urbano in grado di coinvolgere le energie creative e artistiche che sono presenti nel nostro territorio. Siamo seriamente intenzionati – prosegue Centi – a utilizzare questa graduatoria per ulteriori interventi di riqualificazione sulle rotatorie, le quali rappresentano da sempre un buon biglietto da visita per una comunità, e che grazie anche a questi manufatti sono in grado di richiamare le nostre tradizioni artigianali, la nostra storia e l’identità stessa di Castelfiorentino».

Pubblicato il 31 ottobre 2018

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