Castelfiorentino, un bando per far riaprire le botteghe nel centro storico

«Riportare le botteghe nel paese alto - sottolinea il Sindaco, Alessio Falorni - è un elemento importante per far rivivere questa parte del paese; una attività aperta consente di avere un flusso di persone, una presenza fissa che comporta sicurezza e luminosità, e un luogo vissuto e quindi più curato. Abbiamo avuto la possibilità straordinaria di prevedere un aiuto davvero consistente per chi investe su Castello Alto, grazie alle risorse messe a disposizione dal Governo nell'ambito del bando per la riqualificazione delle periferie

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Un investimento senza precedenti per incentivare la riapertura delle "botteghe" in Castello Alto. E' quello contenuto nel nuovo bando relativo al progetto "La strada dei mestieri", in pubblicazione da ieri (scadenza: 10 novembre), che prevede ben 110mila euro di contributi a fondo perduto per l'avvio di nuove attività, compatibili con la destinazione prevalentemente residenziale della zona, come spacci aziendali, negozi di "filiera corta", artigianato di servizio, commercio in genere, servizi, ecc…

Obiettivo del bando, che è promosso dal Comune di Castelfiorentino grazie a un finanziamento del Governo nell'ambito del programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie (coordinato dalla Città Metropolitana di Firenze), è la rivitalizzazione del centro storico alto attraverso la ripresa del tessuto commerciale e artigianale, lungo la principale dorsale viaria che da sempre lo contraddistingue: Via Tilli, Piazza del Popolo, Via Pompeo Neri, Via Ferruccio.

In quest'area, le nuove attività (che possono essere anche attività esistenti, trasferite nelle vie e piazze suddette) potranno concorrere alla concessione di un contributo fino all'80% delle spese ammissibili, in ogni caso non superiore a 18mila euro. In pratica, tenuto conto anche delle limitazioni di spesa per taluni voci di investimento (quali gli arredi o le attrezzature) o legate alla superficie dell'immobile, si conta di poter finanziare l'avvio di una decina di attività. Le tipologie di spesa finanziabili sono le più varie: si va dalle opere murarie agli adeguamenti sugli impianti, dalle vetrine agli arredi, dalle attrezzature strumentali ai macchinari, oltre all'eventuale canone di locazione (per un massimo di 24 mesi).

La concessione del finanziamento avverrà sulla base della predisposizione di una apposita graduatoria, sulla base del punteggio assegnato ad ogni domanda pervenuta. Il punteggio sarà assegnato privilegiando la residenza dell'impresa (o del neoimprenditore) nel Comune di Castelfiorentino, il cofinanziamento richiesto (a un tasso di cofinanziamento minore corrisponde un punteggio maggiore), l'ampliamento dell'organico con almeno un giovane di età compresa tra i 18 e i 29 anni, l'orario di apertura al pubblico oltre quello minimo del bando (previsto in almeno 20 ore settimanali). Particolare rilievo - in termini di punteggio - viene dato alle attività "che utilizzano/promuovono/valorizzano prodotti tipici come spacci aziendali, negozi di filiera corta" o comunque attività volte alla "promozione di specificità anche immateriali/culturali tipiche locali", e inoltre "apertura di sportello per servizio pubblico o insediamento di attività di recupero sociale". Per le modalità di erogazione del finanziamento concesso e altri aspetti si rinvia ad una lettura integrale del bando.

«Riportare le "botteghe" nel paese alto - sottolinea il Sindaco, Alessio Falorni - è un elemento importante per far rivivere questa parte del paese; una attività aperta consente di avere un flusso di persone, una presenza fissa che comporta sicurezza e luminosità, e un luogo vissuto e quindi più curato. Abbiamo avuto la possibilità straordinaria di prevedere un aiuto davvero consistente per chi investe su Castello Alto, grazie alle risorse messe a disposizione dal Governo nell'ambito del bando per la riqualificazione delle periferie. Con i 110mila € disponibili, abbiamo deciso di privilegiare le botteghe e gli spacci che vendono prodotti tipici del nostro territorio, o magari attività che promuovono le nostre specificità, anche di natura immateriale o culturale; degna di essere sottolineata anche l'attenzione riservata dal bando all'imprenditoria locale e all'occupazione giovanile. Sappiamo che c'è interesse per questa opportunità: ci sono tutti i presupposti perché il rilancio del Paese alto, su cui sono in arrivo cospicui investimenti sul versante del patrimonio pubblico, possa diventare una prospettiva reale e concreta anche per quanto riguarda il tessuto commerciale e artigianale. E' un progetto senz'altro ambizioso, quello di riqualificare il centro alto, ma sappiamo che è essenziale, se non vogliamo consegnare al degrado quello che è il cuore storico del paese».

Pubblicato il 10 ottobre 2017

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