Cinema, breve tour dei set che hanno portato la Val d'Elsa sul grande schermo. Prima parte

Oltre alle guide turistiche, alle bellissime cartoline e ai documentari sui nostri paesaggi, la nostra terra è stata portata sul grande schermo da tanti tantissimi registi. La Val d'Elsa è stata infatti scenario di diversi set e ispirazione di lungometraggi molto noti in Italia e all'estero, a partire dal dopoguerra fino ad oggi. In questa prima parte alla scoperta della Val d'Elsa al cinema prenderemo in esame alcuni dei film ispirati al filone della guerra

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Oltre alle guide turistiche, alle bellissime cartoline e ai documentari sui nostri paesaggi, la nostra terra è stata portata sul grande schermo da tanti tantissimi registi. La Val d'Elsa è stata infatti scenario di diversi set e ispirazione di lungometraggi molto noti in Italia e all'estero, a partire dal dopoguerra fino ad oggi.

In questa prima parte alla scoperta della Val d'Elsa al cinema prenderemo in esame alcuni dei film ispirati al filone della guerra.

Un tè con Mussolini

Molte famose scene di Un tè con Mussolini sono state girate a San Gimignano. Il cast vanta interpreti del calibro di Joan Plowright, Cher, Judi Dench, Massimo Ghini. L'opera di Franco Zeffirelli del 1999 è la storia biografica di un bambino di nome Luca, che, rimasto orfano, viene cresciuto da un gruppo di raffinate signore che adorano Mussolini, fino a quando non vengono confinate nella città turrita. Sotto una foto scattata in Piazza della Cisterna.

Il deportato

Al contrario di quello che si può immaginare dal titolo, è un simpatico film ispirato a un protagonista della malavita americana, Lucky Luciano, il quale si ritrova proprio in pieno centro a Colle di Val d'Elsa per fare un nuovo colpaccio. L'uomo trova subito l'occasione per approfittare della situazione di povertà e confusione causata dalla guerra. L'opera, per la regia di Robert Siodmack, risale al 1950. In questa scena, presa da YouTube, si distingue nettamente la vecchia stazione colligiana, Piazza Arnolfo, le mura sopra il Bacìo,

L'uomo che verrà (nella foto in alto)

Il film, prodotto da Arancia Film e diretto da Giorgio Diritti, già autore del pluripremiato “Il vento fa il suo giro” (2005), narra, attraverso le vicende dei protagonisti Montesole e Marzabotto, i brutali accadimenti di quegli anni terribili, passando anche dallo sguardo ingenuo dei bambini di allora, quando la violenza nazifascista portò in quelle terre la morte per centinaia civili tra cui anziani, donne e bambini. Molte scene sono state girate nel piccolo borgo di Radicondoli.

Cari fottutissimi amici

Lo stravagante film di Mario Monicelli, con riprese ad Abbadia a Isola e a Monteriggioni, è ambientato nell'agosto 1944. Il signor Dieci, un ex manager di boxe, compone una squadra pugilistica. Ha un'idea vincente: organizzare una tournée di pugilato per guadagnare dei soldi ma soprattutto per mangiare qualcosa. La tournée inizia e in guerra si fanno dei curiosi incontri. In questa scena, presa da YouTube,

 

Pubblicato il 22 novembre 2016

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