Colle: bufera sul lavoro del vice sindaco per il consigliere Bezzini

«E' vero quanto rilevano la consigliera Bargi e la consigliera Sottili - spiega Nardi -. Nel curriculum depositato in effetti manca la dichiarazione della mia posizione di lavoratore dipendente. Una mancanza dovuta ad una svista, una leggerezza che ho compiuto quando ad aprile ho presentato la documentazione da allegare alla mia candidatura a consigliere comunale nella lista del Pd a sostegno di Alessandro Donati. Una svista compiuta in totale buona fede»

 COLLE DI VAL D'ELSA
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Durante l'ultima seduta consiliare, quella del 30 settembre, le consigliere Angela Bargi (SìAmo Colle) e Monica Sottili (Movimento 5 Stelle) hanno presentato un'interrogazione "in merito al curriculum vitae del vice sindaco e determinazione di mandato del suddetto" (decimo punto dell'ordine del giorno. Chi vuole può vedere la discussione direttamente sul canale YouTube dell'Amministrazione, a partire dal minuto 56).

L'interrogazione

«E' dovere di trasparenza e anche ciò che ci impone la legge "spazzacorrotti"», premette la Sottili. La consigliera fa riferimento alla delibera della Giunta n.122 del 25 luglio 2019, nella quale il vice sindaco Nardi viene dichiarato "dipendente non in aspettativa", anche se il suo curriculum vitae non presenta traccia di alcun impegno lavorativo da dipendente. Viene chiesto pertanto al vice sindaco di informare il Consiglio e la cittadinanza circa il suo lavoro da dipendente, specificando quale e da quando (questo perché se è lavoratore da prima del 26 aprile 2019 avrebbe dovuto inserire nel curriculum quest'informazione al momento della presentazione della lista di cui faceva parte; viceversa, avrebbe dovuto comunque aggiornare quanto dichiarato, perché la delibera fa riferimento a un dato non dichiarato nel cv).

La risposta di Nardi

«E' vero quanto rilevano la consigliera Bargi e la consigliera Sottili - spiega Nardi -. Nel curriculum depositato in effetti manca la dichiarazione della mia posizione di lavoratore dipendente. Una mancanza dovuta ad una svista, una leggerezza che ho compiuto quando ad aprile ho presentato la documentazione da allegare alla mia candidatura a consigliere comunale nella lista del Pd a sostegno di Alessandro Donati. Una svista compiuta in totale buona fede, confermata dal fatto che, al momento della Deliberazione di Giunta citata, ho fatto presente la mia posizione di lavoratore dipendente e quindi l'ufficio ha proceduto a riconoscermi il diritto all'indennità ridotta. Ho un contratto di lavoro dal primo giugno 2018, a tempo indeterminato come collaboratore familiare domestico con la mansione di autista inquadrato a livello B del CCNL con il signor Simone Bezzini. Chiedo pertanto scusa al Consiglio e alla cittadinanza per questa svista. Nei prossimi giorni invierò alla segreteria il mio cv aggiornato». 

Bargi replica che «chi è in buona fede lo dice prima. Mi viene il sospetto che, se non ci fosse stata l'interrogazione, la cosa non sarebbe mai emersa». Chiede poi che Nardi spieghi a tutti cosa fa di professione Simone Bezzini. Il vice sindaco risponde: «Il motivo del rapporto di lavoro che lega me e Simone Bezzini, che oggi ricopre il ruolo di consigliere regionale, credo che non debba riguardare questo consiglio. Credo che ci siano anche questioni di riservatezza che non dipendono da me». Spiega inoltre di aver compilato regolarmente il modulo relativo all'indennità, con l'intenzione di modificare il cv quanto prima, senza poi riuscirvi per i troppi impegni.

La discussione si accende e scivola su altri temi. Il presidente del consiglio Enrico Galardi richiama più volte i consiglieri coinvolti, definendo l'interrogazione "al limite".

L'intervento di Bezzini

La polemica si è spostata successivamente sui social, complice anche un articolo uscito su Valdelsasette lo scorso venerdì dal titolo Opposizione scatenata sul vicesindaco "badante". È lo stesso Simone Bezzini a intervenire sull'accaduto, spiegando con un lungo post su Facebook la situazione.

«Qualcuno si stupisce perché avrei un “autista”, cosa peraltro di dominio pubblico - scrive -. Non c’è da stupirsi proprio di nulla, purtroppo per me. Ne avrei fatto volentieri a meno. Nel febbraio 2018 a causa di un problema alla vista non ho più potuto guidare la macchina. Dovevo smettere di vivere? Di fare politica? Di girare in lungo e in largo la provincia e la regione per essere presente in tutti territori? Di incontrare i cittadini? Certo, è un handicap, e non è stato facile abituarsi alla nuova vita senza patente, e non è l’unico disagio comportato da questo problema fisico. Come ho risolto? In tre modi: 1. grazie alla mia famiglia e agli amici che spesso mi danno un passaggio; 2. utilizzando quotidianamente i mezzi pubblici, come migliaia di pendolari, lavoratori e studenti fanno ogni giorno; 3. trovando una persona che mi potesse dare una mano per accompagnarmi nei miei spostamenti laddove non esista la possibilità di usare il mezzo pubblico». 

«Quella persona è Stefano Nardi - aggiunge -, allora studente universitario e oggi anche vice sindaco di Colle. Stava completando gli studi e non aveva un lavoro, gli ho chiesto se era disponibile a darmi una mano e lui ha accettato e per questo lo ringrazio. Gli ho fatto un regolare contratto di lavoro da collaboratore domestico con funzione da autista, su questo sfido chiunque a mettere in dubbio la mia correttezza e il mio rigore. In più, dato che usiamo la sua macchina (una Punto), oltre allo stipendio gli conferisco i rimborsi secondo le tabelle ACI. Cosa c’è di strano? Che c’è chi, evidentemente a corto di contenuti e argomenti seri, cavalca una polemica strumentale che attacca le persone nella loro sfera più intima, e questo non può essere accettato. Non entro nel merito dell’interrogazione consiliare alla quale ha risposto Stefano nella sede opportuna. Stefano che, da vicesindaco, percepisce indennità dimezzata rispetto al totale previsto proprio perché ha un contratto di lavoro dipendente con me. È sempre triste quando si strumentalizzano a fini di polemica politica gli handicap e i problemi delle persone, con la complicità di certa stampa che pur di vendere qualche copia in più spara titoloni fuorvianti e offensivi. Ho problemi alla vista che mi impediscono di guidare, ho assunto un collaboratore con regolare contratto e c’è chi specula su questo. Essere attaccato per aver fatto un regolare contratto di lavoro è quantomeno paradossale. Per fortuna i fatti hanno la testa dura e la verità è sempre rivoluzionaria».

 

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 7 ottobre 2019

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