Colle di Val d'Elsa, com'è andato il primo Consiglio Comunale

«Siamo tutti emozionati e molto felici di essere qui. Sentiamo molto il peso e la responsabilità di questa carica e di questo momento - ha detto il sindaco Alessandro Donati, dopo il giuramento -. Oggi ho giurato formalmente sulla Costituzione, ma credo che, tramite la mia persona, abbiamo giurato tutti, consiglieri e assessori. E' un atto molto importante e profondo che va sempre seguito costantemente e non ammette deroghe o deviazioni»

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Giovedì 27 giugno si è tenuto in Palazzone il primo Consiglio comunale della nuova legislatura di Colle di Val d'Elsa. La prima parte è stata presieduta dal consigliere 'anziano' Enrico Galardi. Dopo il voto unanime per la convalida degli eletti il sindaco ha giurato sulla Costituzione della Repubblica italiana.

«Vi voglio rubare solo pochissimi minuti, perché la serata è calda e perché credo che in questa particolare seduta si debba rimanere in un ambito di concretezza e di sobrietà», ha detto il primo cittadino. «Siamo tutti emozionati e molto felici di essere qui. Sentiamo molto il peso e la responsabilità di questa carica e di questo momento - ha aggiunto, dopo i ringraziamenti -. Oggi ho giurato formalmente sulla Costituzione, ma credo che, tramite la mia persona, abbiamo giurato tutti, consiglieri e assessori. E' un atto molto importante e profondo che va sempre seguito costantemente e non ammette deroghe o deviazioni. Prima di tutto perché lo dobbiamo a coloro che con il loro sacrificio hanno permesso in Italia di avere questa Costituzione. Come cittadini di Colle, lo dobbiamo in primis ai martiri dell'eccidio di Montemaggio. E' lì, a Montemaggio, e in altri migliaia di luoghi in Italia che è nata la nostra Costituzione e se abbiamo potuto affrontare questo momento importante dobbiamo essere profondamente riconoscenti anche a quei 19 giovani che con la loro vita lo hanno reso possibile. Bisogna ricercare le radici della nostra Costituzione in questi giovani che, al pari di molti giovani anche di oggi, lavorano per far sì che le istituzioni rimangano vive. Oggi è il primo momento di un lavoro lungo e difficile che durerà per i prossimi cinque anni, spero con tutti voi e che non ci siano defezioni». 

«La nostra azione amministrativa sarà sempre improntata alla trasparenza, alla ricerca del bene per la nostra città, una città che rivorremmo viva e operosa, una città nella quale si possa avere un'istruzione di alto livello e nella quale si possa trovare più agevolmente di adesso un lavoro - ha detto il sindaco -. Noi vorremmo una città coesa e operativa, con un'elevata qualità della vita, ricca di iniziative culturali e votata alle attività sportive. E vorremmo anche una città più sicura e cercheremo di fare di tutto anche per soddisfare questo bisogno. Per fare questo c'è bisogno di un grande sforzo comune, non possiamo essere solo noi, ce ne rendiamo conto. Bisogna che ci sia una comunanza di intenti tra i diversi componenti della nostra società. C'è bisogno quindi di un nuovo patto tra l'Amministrazione e i cittadini, tra l'Amministrazione e i dipendenti comunali, su questo non ho il minimo dubbio. In questi primi 18 giorni mi sono impegnato proprio in questa direzione ed ho ricevuto una risposta chiara da parte di tutte le persone con le quali sono venuto a contatto. A Colle c'è un estremo bisogno di una vicinanza fisica, non solo virtuale, tra amministratori e città. C'è un estremo bisogno di ascolto. C'è un estremo bisogno di manifestare le proprie esigenze e i propri suggerimenti. Moltissimi mi avvicinano per darmi dei consigli, più che per esigenze e problemi e quindi da parte nostra sarà importante trovare le soluzioni anche per le piccole cose. C'è bisogno a Colle di dare uno stimolo alle imprese attraverso tutti gli strumenti che l'Amministrazione ha a disposizione. C'è un estremo bisogno di riallacciare rapporti costruttivi, non subalterni, con il resto della Val d'Elsa, con la Provincia di Siena e con la Regione Toscana. C'è bisogno di portare a compimento tutti i progetti che sono rimasti incompiuti e di dare un aspetto alla città più che decoroso, degno di una città che è stata a lungo la capitale culturale ed economica del nostro territorio. Per questo ho scelto una squadra che è molto forte, che secondo me ci darà delle grandi soddisfazioni, con figure di grande spessore nel proprio settore. Alcuni sono più pragmatici, altri più visionari, ma tutti molto competenti e sicuramente daranno un impulso decisivo all'azione amministrativa, alla modernizzazione e alla rinascita della nostra città».

La Giunta

Il sindaco Alessandro Donati ha ufficialmente presentato la Giunta. La squadra risulta composta da: Stefano Nardi, vice sindaco, con deleghe al Bilancio, al Patrimonio, alla Politica fiscale, ai Lavori pubblici, alle Società; Vincenza Severina Errico, che si occuperà di Politiche sociali, Politiche abitative, Pari opportunità, Politiche di genere, Sanità e Associazionismo; Cristiano Bianchi, che si dedicherà a Cultura, Promozione e sviluppo turistico del territorio, Relazioni internazionali, Gore e parco dell'acqua; Serena Cortecci con deleghe a Istruzione e scuola, Sport e Politiche giovanili; Grazia Pingaro, che si occuperà di Attività produttive, Commercio e Politiche ambientali partecipate e alla Trasparenza amministrativa. Al primo cittadino le deleghe all'Urbanistica, al Personale, alla Polizia Municipale, alla Protezione Civile e al Cantiere Comunale. 

Il Consiglio comunale

Quattro membri della Giunta risultavano eletti anche in Consiglio comunale e per questo motivo si è dovuto ricorrere a delle surroghe. Giacomo Landi, Dalina Barbullushi, Caterina Secchi e Dario Ceccherini hanno preso il posto rispettivamente di Stefano Nardi, Cristiano Bianchi, Vincenza Errico e Serena Cortecci. Il Consiglio è pertanto composto da: Alessandro Donati, sindaco; Enrico Galardi, Samuela Boldrini, Nico Ferrandi, Annarita Aceto, Massimo Pazzagli, Giacomo Landi del Partito Democratico; Dario Ceccherini della lista La Sinistra per Colle; Roberto Pianigiani, Caterina Secchi, Dalina Barbullushi per la lista Colle in Comune; Angela Bargi per SìAmo Colle; Josè Eduardo Calò per Lega per Colle; Lodovico Andreucci e Francesco Cavalieri della lista Su per Colle; Monica Sottili per il Movimento 5 Stelle; Francesco Di Gennaro eletto con Io Cambio - Insieme si può.

La commissione elettorale è composta dai membri effettivi Lodovico Andreucci, Giacomo Landi e Dalina Barbullushi e dai membri supplenti che sono Annarita Aceto, Massimo Pazzagli e Monica Sottili.

La commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari è composta da Nico Ferrandi e Francesco Cavalieri.

La questione del Presidente del Consiglio

Enrico Galardi e Annarita Aceto, entrambi del Partito Democratico, sono stati eletti Presidente e Vice presidente del Consiglio, su proposta della maggioranza, mentre invece dall'opposizione erano stati suggeriti rispettivamente i nomi di Francesco Cavalieri (Su per Colle) e Dalina Barbullushi (Colle in Comune). Questa decisione ha subito suscitato qualche perplessità tra i membri della minoranza. Monica Sottili ha detto: «Veniamo da cinque anni di amministrazione di Su per Colle, un'amministrazione che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo molto criticato, ma cinque anni fa ci fu una grande apertura, un grande segnale di democrazia, perché la presidenza del consiglio fu offerta all'opposizione. Questa volta non è accaduto».

Dello stesso avviso anche Francesco Di Gennaro: «Il Presidente del Consiglio dovrebbe essere un organo di garanzia e, anche per una questione di "galateo istituzionale", sarebbe stato opportuno concederlo all'opposizione, o almeno fare in modo che la candidatura fosse stata condivisa e discussa preventivamente. Ci sono quindi due appunti: uno per il merito e uno per il metodo, che non depongono a favore di una sana collaborazione tra maggioranza e opposizione. Mi auguro che in futuro ci possa essere una maggiore collaborazione nell'interesse comune dei cittadini di Colle». «Il mio appunto non riguarda la sua persona -, aggiunge poi, rivolgendosi al presidente del Consiglio -. Naturalmente non posso esprimere alcun giudizio senza averla prima vista all'opera. La ma critica riguarda solo come è stata formulata questa scelta. Visto che veniamo da una campagna elettorale molto accesa, forse sarebbe stato un gesto di buona volontà offrire perlomeno una discussione».

«Se il buongiorno si vede dal mattino... non è che siamo partiti troppo bene. La maggioranza fu aperta cinque anni fa, dando la possibilità di decidere insieme tante cose», ha detto Lodovico Andreucci, che manifesta anche altre perplessità come il fatto che non siano state presentate le linee programmatiche. Altri appunti vengono poi riportati in un lungo post su Facebook, nel quale aggiunge il ritardo della Giunta in termini temporali e le deleghe "da assessore" del sindaco. 

 

«La nostra è stata una scelta ponderata, una scelta difficile, una scelta politica - ha replicato il consigliere Pazzagli -. Non è vero che per consuetudine la Presidenza del consiglio venga attribuita alla minoranza; è successo nell'ultima legislatura. Abbiamo ritenuto per una serie di situazioni che abbiamo valutato al nostro interno di presentare la candidatura di Enrico, perché, al di là della valutazione personale, siamo sicuri dell'imparzialità e della correttezza del lavoro che verrà svolto. Per il resto, capisco che possa essere stata considerata una "forma", ma anche la scelta da parte dell'opposizione del Vice Presidente della maggioranza non è stata una scelta proprio lineare. La scelta è stata fatta sulla base di valutazioni che portano a una preparazione e al curriculum delle persone da noi presentate e, forti di questo, ci siamo mossi. Grazie comunque, io sono convinto che avremo correttezza da parte dell'opposizione».

«La campagna elettorale è stata molto accesa, forse troppo, e secondo me per qualcuno non è ancora finita - aggiunge Donati -. E' chiaro che nelle nostre scelte c'è un po' anche questa problematica. Non credo che una scelta politica come quella che è stata fatta sia criticabile più di tanto. Per quanto riguarda le linee programmatiche, sono contenute nel discorso odierno in maniera sintetica e verranno fatte nella prossima seduta».

«Volevo fare un apprezzamento sulla dottoressa De Marco - ha detto Angela Bargi -, che ha svolto il ruolo di Presidente del Consiglio nella precedente legislatura, perché, al di là dell'aspetto politico e delle polemiche che possono essere sorte adesso, ci abbiamo collaborato sempre bene, sia da un punto di vista tecnico che umano, nonostante fosse un consigliere di minoranza. Questo per dire che mi sento di spezzare una lancia in favore di Galardi perché nessuno ha messo in dubbio la trasparenza di un ragazzo. Credo che gli interventi che mi hanno preceduto dell'opposizione abbiano solo voluto sottolineare la possibilità di un aspetto democratico di scelta. Fa strano dirlo, visto la campagna elettorale sulla consigliera che sta parlando. Nessuno ha messo in dubbio la personalità, la qualità, la competenza e soprattutto l'onestà del Galardi».

«Durante la seduta sono stato tradito un po' dall'emozione, da tanti aspetti formali e tecnici che mi servirà molto tempo per imparare - ha concluso il presidente -. Volevo dire una cosa prima, la dico adesso a maggior ragione: sarò il Presidente di tutti, della maggioranza e dell'opposizione, come è giusto che sia e come impone questo ruolo, super partes. Imparerete a conoscermi e io a conoscere meglio voi e a confrontarci anche dal punto di vista umano. Non mi sono assolutamente offeso per i giudizi espressi».

Da parte di tutta la minoranza l'augurio al sindaco e all'Amministrazione per un buon lavoro e l'impegno a una critica costruttiva, nell'interesse di tutta la comunità.

Pubblicato il 28 giugno 2019

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