Colle di Val d'Elsa, ultima seduta consiliare deserta

Ieri sera, alle 17.30, si sarebbe dovuta tenere in Palazzone l'ultima seduta del Consiglio Comunale di questa legislatura di Colle di Val d'Elsa, ma un'ora e cinque minuti più tardi l'adunanza è stata dichiarata deserta per non aver raggiunto il numero minimo di consiglieri necessario per deliberare, come recita l'art. 47 comma 3 del Regolamento (c'erano sette consiglieri, sindaco compreso, su 17)

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Assenti del gruppo di maggioranza Su per Colle Simone Luise, Filippo Berti e Francesco Nencini (che hanno fatto sapere di non poter partecipare per improvvisi motivi lavorativi) e Cristiana Legnaioli (che ha giustificato la sua assenza per problemi familiari). Risultano assenti all'appello i consiglieri di opposizione: Miriana Bucalossi, Filomena De Marco, Stefano Nardi, Gianni Rabazzi e Keti Biancucci del Pd e Antonietta Oliviero del Movimento 5 Stelle.

La convocazione era stata inviata per posta elettronica e per PEC il 5 aprile. Tra i punti all'ordine del giorno, oltre all'approvazione dei verbali della precedente seduta consiliare, e alle comunicazioni del Presidente del Consiglio comunale e del Sindaco, l'alienazione dell'appezzamento di terreno posto in Via Romano Bilenchi, la variante del Regolamento urbanistico comunale a Campolungo, la donazione modale di un immobile da parte della Corale Vincenzo Bellini e, infine, la concessione dell'impianto natatorio Piscina Olimpia (indirizzi finalizzati alla sottoscrizione di contratto di transazione con rinegoziazione delle condizioni contrattuali e contestuale preliminare di compravendita).

«Le minoranze ieri hanno deciso di rimane fuori dalla porta del Consiglio Comunale - commenta Su per Colle in una nota stampa condivisa su Facebook -, nonostante i consiglieri di minoranza fossero presenti, scegliendo così di non garantire il numero legale e quindi di non consentire i consueti lavori. Sin da subito è stata chiara l'intenzione di non voler neanche discutere argomenti importanti e fondamentali per tutta la cittadinanza. Il ruolo dell'opposizione dovrebbe essere quella di trovare modi e forme per migliorare le azioni amministrative. Ieri abbiamo assistito da parte di tutti e anche da parte del Presidente del Consiglio Comunale, che ha convocato lei stessa il consiglio, la volontà di non voler neanche discutere delle proposte. Ci dispiace. Il rammarico è grande, non credevamo di assistere a tutto questo, nonostante sia in atto la campagna elettorale e questo fosse stato l'ultimo consiglio comunale».

«Ieri sera si è chiusa la fallimentare esperienza di Canocchi e della sua maggioranza, il consiglio comunale non si è svolto perché la maggioranza stessa non è stata in grado di garantire il numero legale - spiega invece il segretario del Pd Stefano Nardi -. Nel corso degli anni situazioni simili si sono verificate più volte, con senso di responsabilità abbiamo sempre garantito il numero legale. Oggi non è stato così. Abbiamo deciso di non partecipare perché a nostro avviso non ci sono più le condizioni. Oggi abbiamo preso atto della fine di questa esperienza che, seppur avesse generato grandi aspettative in città nel 2014, oggi mostra tutte le sue debolezze».

«Su per Colle - prosegue - non è più in grado di mantenere la maggioranza viste le divisioni interne ed è ormai arrivata al capolinea. Un triste epilogo che certifica quanto detto da noi: una maggioranza divisa, non più in grado di governare. Ci chiediamo come possano due figure di questa maggioranza, il vicesindaco Andreucci e la capogruppo Bargi, garantire una qualsiasi prospettiva per la nostra città, in quanto protagonisti del dramma a cui abbiamo assistito. Credo che una situazione del genere non si sia mai verificata nella storia della nostra città. Purtroppo c'è sempre una prima volta e anche questo ci è toccato sperimentare e rimarrà un ferita nella nostra storia recente, che sancisce la fine di questa lunga e triste esperienza a guida Su per Colle. Chiamatela se volete agonia. Sono andati in onda i titoli di coda, per Colle è giunto il tempo di voltare pagina».

«Le opposizioni sono uscite ma la maggioranza di Su per Colle non aveva i numeri per poter votare i punti all'ordine del giorno, a dimostrazione della spaccatura all'interno di Su per Colle - ha chiarito la candidata pentastellata Monica Sottili -. Voglio chiarire alcune cose. Le motivazioni di uscita del consigliere M5S dall'aula sono serie, concrete ed incentrate soprattutto alla presentazione di una proposta di transazione riguardante il credito vantato nei confronti della Polisportiva Olimpia, che tutti si guardano bene dal nominare. Una proposta dell'ultimo minuto per quanto ci riguarda irricevibile, priva di qualsiasi parere contabile e tecnico, piena di incongruenze e strani giri di compravendite e donazioni, atta a voler maldestramente sanare una malagestione che proviene dal lontano 2011».

«C'è un'associazione in ginocchio e un servizio pubblico a forte rischio di chiusura: grazie perché dal 2011 nessuno ha fatto niente per risolvere la situazione - conclude -. Nessuno ha iniziato e portato a termine i lavori di efficientamento energetico degli impianti della Piscina. Nessuno si è confrontato collaborativamente con la gestione del servizio, generando un debito che ricade sui cittadini e che all'ultimo tuffo, dopo anni di immobilità nonostante i nostri solleciti, si tenta di rimuovere con condizioni non supportate da nessun dato oggettivo».

 

Pubblicato il 11 aprile 2019

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