Come viaggiare negli Stati Uniti al tempo del coronavirus

Nonostante l’allentamento delle restrizioni nel nostro paese, dovute anche all'avanzare della campagna vaccinale, il coronavirus sta ancora avendo pesanti ripercussioni sui viaggi all’estero

 VIAGGIARE NEGLI USA E COVID
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E uno dei paesi su cui gli occhi sono puntati è di certo gli Stati Uniti d’America, meta che fino al 2019 era molto ambita da tutti gli italiani e dagli abitanti dell’Unione Europea più in generale. Ma andiamo a vedere nel dettaglio le modalità di accesso agli USA e successivamente gli utilizzi del certificato ESTA. 

Covid è viaggi negli Stati Uniti: ecco cosa c’è da sapere

Per quanto riguarda i viaggi negli USA è tuttora sospeso l’ingresso a coloro che, nei 14 giorni prima, siano stati in un paese dell’area Schengen, in REgno Unito, Irlanda, Brasile, Sudafrica e Cina o Iran. Le eccezioni al divieto di ingresso riguardano sostanzialmente i cittadini statunitensi ed i residenti permanenti oppure i loro familiari che sono titolari di visto diplomatico o altri. Altre eccezioni riguardano invece i titolari oppure i richiedenti di alcune tipologie di visto che potranno rientrare in quella categoria di ingressi che è definita dalle autorità locali come di ‘interesse nazionale’

Viaggiare negli Stati Uniti con l’ESTA 

È’ necessario richiedere l’ESTA che si configura come una vera e propria certificazione digitale per il viaggio negli USA ed è obbligatorio per chi intende recarsi in visita oppure transitare proprio negli Stati Uniti. L’Esta può essere richiesto interamente online, senza la necessità di recarsi fisicamente presso il consolato. Il certificato Esta, una volta rilasciato ha validità di due anni è può essere utilizzato illimitate volte per recarsi negli Stati Uniti per motivi di turismo oppure affari. L’ESTA verrà controllato ad ogni passeggero prima della partenza con navi oppure aerei. Inoltre è possibile anche fare transito negli USA con un ESTA

Ingressi negli Stati Uniti per i vaccinati

 Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) ha previsto di dover effettuare comunque un test per il coronavirus (tampone molecolare oppure antigenico) entro tre giorni prima della partenza per tutti i passeggeri sopra ai due anni che sono in arrivo negli USA con voli dall'estero. Inoltre, le autorità hanno previsto anche un nuovo test che verrà effettuato tra i tre ed i cinque giorni dall’arrivo negli Stati Uniti senza però l’isolamento. 

Ingresso negli Stati Uniti d’America per i non vaccinati 

Anche in questo caso vige l’obbligo di effettuare un test di tipo virale (molecolare oppure rapido) entro tre giorni prima della partenza. Dopodichè è necessario effettuare anche il test all’arrivo, sempre nel periodo che va dai tre ai cinque giorni. Nel caso in cui questo ultimo test fosse negativo l’isolamente viene ridotto a sette giorni se invece il test non viene effettuato i giorni di isolamento si estendono a dieci, tre in più. Certo è che per avere informazioni sempre aggiornate e puntuali il consiglio è quello di consultare regolarmente i siti dei Dipartimenti della salute degli Stati in cui si intende recarsi oltre ovviamente al sito web dell’Ambasciata italiana a Washington, della Casa Bianca del nostro Ministero della Salute e del Center for Disease Control and Prevention dedicato all’emergenza.

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Pubblicato il 4 agosto 2021

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