Confcommercio e Confesercenti chiedono una soluzione per affitti e fisco

''Il confronto si è incentrano sui temi relativi alle difficoltà delle imprese. Particolarmente pesante e preoccupante la tematica degli affitti, che, imposte a parte, sono il principale costo fisso. Sulla Tari si dovrà definire quale livello di intervento potrà essere messo in campo per contenere gli effetti distorsivi di una norma che ancora basa la determinazione del costo ai metri quadri piuttosto che all’effettiva produzione di rifiuti''

 SIENA
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“Arrivare ad una soluzione che permetta da un lato la riduzione degli oneri a carico degli inquilini, dall’altro un intervento che riduce il peso fiscale a carico dei proprietari, tale da agevolare la loro disponibilità a concrete rimodulazioni dei canoni”.

Questo è uno degli elementi emersi durante l’incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, tra le associazioni di categoria e alcuni dirigenti dell’Associazione Siena Ideale. Il confronto si è incentrano sui temi relativi alle difficoltà delle imprese dei settori del terziario, che il Covid ha ampliato a dismisura. Particolarmente pesante e preoccupante la tematica degli affitti, che, imposte a parte, sono il principale costo fisso di molte imprese e fonte primaria di preoccupazione di molti imprenditori. “Pur convenendo sull’importanza dell’iniziativa assunta dalla Prefettura, sugli affitti i rappresentanti di Siena Ideale hanno ribadito l’importanza di addivenire ad una soluzione che riduca il peso fiscale sui proprietari - osservano Confcommercio Siena e Confesercenti Siena - vertendo l’incontro sulle criticità del capoluogo, l’attenzione si è incentrata molto sugli aspetti di competenza dell’amministrazione comunale, a cominciare dalla Tari”.

Proprio sulla Tari - continuano le due associazioni - si dovrà definire quale livello di intervento potrà essere messo in campo per contenere gli effetti distorsivi di una norma che ancora basa la determinazione del costo ai metri quadri piuttosto che all’effettiva produzione di rifiuti, ingenerando ritorni pervasivamente negativi su imprese che di rifiuti, causa inattività forzata, ne hanno prodotti pochi o nessuno”.

Il futuro di Siena, e non solo, dipende molto dalla capacità di avviare un percorso serio di programmazione che tracci la strategia di uno sviluppo per gli anni a venire - fanno notare le due associazioni del terziario - per questo le occasioni di confronto come quella avuta con Siena Ideale, che ha visto una unità di intenti su questi temi, rappresentano momenti importanti, che ci auguriamo possano ampliarsi a tutti coloro che ritengono utile questo metodo e vedono utile soprattutto costruire un futuro per questa città”.

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Pubblicato il 21 aprile 2021

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