Coronavirus: in giro in macchina nonostante i divieti, due giovani multati dalla Finanza

Alla richiesta dei militari sulle motivazioni circa lo spostamento dalle proprie abitazioni, i due soggetti, di 27 e 20 anni, non erano in grado di addurre motivazioni valide. Sanzionati entrambi

 SIENA
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Al fianco dei cittadini corretti e rispettosi delle regole, così i finanzieri del Comando Provinciale di Siena, sulla scorta delle indicazioni ministeriali ricevute, hanno intensificato i controlli in tutta la provincia allo scopo di prevenire qualsiasi comportamento che astrattamente possa rivelarsi non conforme alle misure di contenimento del contagio previste dall’ultimo Decreto Legge del 25 Marzo scorso, nei confronti tanto delle attività commerciali, quanto delle persone fisiche.

In particolare, proprio durante uno di tali controlli effettuato nel capoluogo, una pattuglia delle Fiamme Gialle senesi ha fermato una autovettura al cui interno erano presenti due giovani, di 27 e 20 anni, i quali, sprovvisti della prevista autodichiarazione, non erano in grado di giustificare lo spostamento.

Solo dopo diversi minuti, uno dei due ha provato a motivare genericamente l’uscita con la necessità di “fare spesa”, tentando in tal modo di eludere le restrizioni imposte dalle disposizioni vigenti. Tuttavia, il posto di controllo effettuato dai militari era molto distante dalla abitazione dei due soggetti ed in una zona in cui non erano presenti nelle vicinanze alcun market.  Oltretutto a specifica richiesta, tesa a verificare la veridicità di quanto affermato, i due non erano in grado di precisare neanche presso quale supermercato avessero intenzione di recarsi.

Per tali motivi, il loro spostamento non è stato ritenuto giustificato da nessuno dei motivi previsti dal Decreto Legge del 25 Marzo scorso. Si rammenta, infatti, che lo spostamento all’interno dello stesso comune è ammesso esclusivamente per “situazioni di necessità”, “motivi di salute” e “comprovate esigenze lavorative”. Si è proceduto, pertanto a contestare ad entrambi la violazione del D.L. 25 marzo 2020 n.19 che prevede il pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro.

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Pubblicato il 31 marzo 2020

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