Coronavirus, Toscana ancora zona arancione i Risto&Bar di Colle: 'Valutiamo un'apertura di protesta'

'La Toscana resta arancione nonostante quasi tutta Italia sia passata in zona gialla'

 COLLE DI VAL D'ELSA
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Questo lo sfogo dei ristoratori e baristi colligiani, già da tempo impegnati in una battaglia insieme agli altri ristoratori della Toscana. L'ultima stangata è arrivata proprio pochi giorni fa quando la cabina di regia ha deciso di attendere almeno un'altra settimana per il passaggio della Regione Toscana in zona gialla: molti ristoratori e baristi avevano sperato in una riapertura, almeno a pranzo; sono stati però costretti a temporeggiare aspettando almeno domenica per le nuove decisioni delle autorità governative.

"Non capiamo il motivo per cui restiamo ancora in zona aracione dato che la Toscana è messa meglio di molte altre regioni che hanno cambiato colore, come la Lombardia, il Veneto e Piemonte", fa sapere il comitato Risto&Bar di Colle di Val d'Elsa.

"Al di là dei sistemi di rilevamento che possono essere opinabili, si tratta di un atto inspiegabile e inaccettabile la motivazione con il fatto che da noi si fanno pochi tamponi. Semplice, se non ci sono richieste non vengono effettuati! Per la nostra categoria sono giorni, ore fondamentali". 

"È inutile riaprire due giorni prima del Natale, in questo modo si bloccherebbero  tutte le prenotazioni. Passare in zona gialla significa riaprire mezza giornata( fino alle 18)quindi non riapriremo per un vero e proprio  guadagno, perché l’incasso maggiore nostro e nella fascia di orario  a cena,ma dobbiamo abituare le persone ad uscire a venire da noi in sicurezza! La ristorazione ed i bar stanno dando un grande esempio di professionalità è sicurezza. La nostra regione deve tutelarci è fare un passo avanti: se questo non avviene significa che non è al nostro fianco”.

I ristoratori hanno incontrato Eugenio Giani

I ristoratori in protesta di fronte alla sede della Regione Toscana hanno incontrato Eugenio Giani, ricevendo la rassicurazione che è allo studio un piano per mettere, a partire direttamente da febbraio, a disposizione di tutte le attività alcuni contributi a fondo perduto. Pasquale Naccari, ristoratore protavoce della protesta, ha espresso soddisfazione per la promessa di Giani. 
 
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Pubblicato il 15 dicembre 2020

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