Cosa resterà di questa ''quarantena''

Raf cantava "cosa resterà di questi anni '80…". Invece io mi sono chiesta: cosa resterà di questa lunga quarantena per colpa di questo "bellissimo" virus?

 MARY PICCIRILLO
  • Condividi questo articolo:
  • j

E così, non sapendo più realmente cosa fare (mi sono messa addirittura a fare l’uncinetto), ho deciso di provare a stilare una lista dei miei personali “cosa resterà” di questo periodo.

Sicuramente resteranno le autocertificazioni che non so più quante volte siano cambiate. Resterà Flixbus che all’ultimo mi cancellava le corse per risalire in Toscana. Resterà mia zia che, all’inizio di questa quarantena, mi aveva abituato a mangiare due primi e due secondi. Resterà mio zio che “e bevi, tanto dopo mica devi uscire”. Resterà la mia quasi nipote di un anno che ascoltava continuamente canzoncine che pure di notte mi sognavo. Resteranno le poche videochiamate che ho fatto e le altre che ho evitato soprattutto perché Serena le voleva fare quando iniziava Big bang theory. Resterà Word Domination e Bea che non sono quasi mai riuscita a battere. Resteranno gli indovinelli che io e Alice mandavano a Stefano e lui mannaggia li sapeva tutti perché “questa è roba dei miei tempi”. Resterà Sonia che mi ha fatto conoscere il fantastico mondo di “Riverdale”. Resterà Carla e tutti i commenti post-Casa di carta, vista in meno di un giorno. Resteranno tutti i fantastici meme su “La casa di carta”. Resteranno le nottate a guardare Riverdale che stranamente non ho finito in meno di tre giorni. Resterà “Elite” che ho visto metà a casa di mia zia e metà a casa mia. Resteranno le 11 ore di viaggio per tornare a Colle. Resteranno le dirette di Conte e le sue lunghe attese. Resterà soprattutto l’edizione straordinaria del tg prima che iniziasse “Il commissario Montalbano” la sera del 9 marzo 2020. Resterà l’8 marzo, ultimo giorno in cui ho visto alcuni miei amici. Resteranno i vasetti su Instagram. Resterà la serie “Dark” che ovviamente mi è stata consigliata da Carla e che mi ha fatto superare il mio quasi “razzismo” contro i film tedeschi. Resteranno gli arancini e tutti gli altri fritti fatti da mamma. Resterà il tronco al cioccolato, unico dolce fatto perché io non amo particolarmente i dolci. 

Resterà babbo che tornava dalla spesa con il barattolo di Nutella e io che “perché l’hai comprato, lo vedi che sto ingrassando”, ma che poi finivo in meno di una settimana. Resterà Mattarella e il suo Giovanni. Resterà che mi sono fatta la tintura tipo di un biondo scuro, giusto per perdere tempo. Resterà il punto a croce, che è durato solo due giorni perché farlo mi dà fastidio agli occhi. Resterà il mio corso online di giornalismo inglese. Resterà il tempo passato a commentare le storie Instagram di altri con Sonia e Bea sul nostro amato gruppo Whatsapp in cui abbiamo messo come foto profilo una di Cristiano Malgioglio. Resteranno i ricordi che ogni giorno Facebook ti propone e ti fa ricordare momenti che sembrano di una vita fa. Resterà Angela che la mattina mi scriveva “ehi come va, che fai” e io che puntualmente mi ero appena svegliata. Resteranno i sogni strani, ma veramente strani. Resterà il libro dei sogni di Alice. Resteranno i circuiti per fare ginnastica che con il passare dei giorni ho piano piano abbandonato. Resteranno le mie povere unghie che sognano di essere ricolorate di rosa. Resterà Serena che parla al telefono con mamma e discutono di ricette. Resteranno le challenge su Instagram. Resteranno tutti i giochini condivisi su Facebook e che Stefano era pronto a commentare, arrivando una volta a 123 commenti (con il supporto di Alice). Resterà davvero il fantastico mondo di Internet che in questo periodo ha dato il meglio di sé. Resterà la pagina “Le bimbe di Conte”. Resterà l’appuntamento del venerdì sera con la saga di Twilight, ormai giunta al termine. 

Resterà che in casa mia si parla in dialetto campano (e anche con qualche amica) e quindi nelle conversazioni sempre di più mi spunta una parola non italiana. Resterà Angela che mi chiede se ho letto la mail di Robertino. Resteranno le canzoni di Liberato ascoltate di continuo. Resterà il nuovo colore della mia stanza (adoro) che piace veramente a poche. Resterà il cibo a domicilio che per adesso abbiamo ordinato solo due volte. Resteranno tutti i soldi risparmiati della benzina e delle bevute ai pub di Poggibonsi. Resterà il gioco “nomi, cose e città”, in cui stavolta riuscivo a battere Bea, ma non Sonia. Resteranno Pasqua, Pasquetta, il primo maggio e San Lucchese trascorsi a casa. Resteranno le canzoni estive ascoltate e che ti mettono tanta nostalgia addosso. Resterà la mia chitarra che ho ritirato fuori anche se solo per pochi giorni. Resterà la strana voglia che avevo perso per ricominciare l’Università ad ottobre. Resterà che dopo quasi 24 anni ho iniziato a mettere braccialetti, pur stando a casa. Resterà il mio amato sito online che anche in questo periodo è stato puntuale e Carla che ogni mattina mi chiedeva “ci sono info sul fronte orientale?”. Resterà l’emozione di quando il primo di maggio dopo oltre un mese e mezzo ho lasciato il mio quartiere per fare una lunga passeggiata. Resterà la paura di aver preso la macchina dopo due mesi (non che prima guidassi bene). 

Resterà il “rituale del libro rosso” che Elena non vuole manco vedere. Resteranno anche tutti gli altri video inquietanti/divertenti di Gianmarco che sempre Carla mi ha fatto scoprire. Resteranno i miei vicini che in 13 anni che vivo qui non avevo mai visto. Resteranno i sabati sera a guardare Paolo Bonolis. Resterà che tra un mese esatto è il mio compleanno e quest’anno, dopo tanti anni, avevo deciso pure di festeggiare. Resterà Saretta che il lunedì mi manda le foto di Stefano De Martino in onda su Rai 2 e anche le foto della sua Queen. Resteranno le mille dirette Instagram. Resteranno le partite a scopa con mamma alle ore 19. Resterà la Play 2 che ho ritrovato e il gioco di Dragon Ball. Resteranno le ricerche sul web per capire chi sono i congiunti e gli affetti stabili. Resterà mia madre che ha comprato non so più quante piante da Flora. Resteranno gli aperitivi arrangiati fatti a casa. Resteranno le pulizie fatte in ogni angolo remoto dell’appartamento. Resterà il volume dello stereo che babbo non mi fa alzare perché metto canzoni napoletane. Resterà che sono due mesi che non uso trucchi.

Per me resterà questo e molto altro.

P.s i nomi sono stati modificati, tranne due in cui ho usato i diminuitivi, mentre gli altri li ho cambiati in base alla loro lettera iniziale.

P.p.s Un ringraziamento a Cristiano Malgioglio, Liberato, Raf, Gianmarco e a Stefano De Martino per la loro straordinaria partecipazione.

Mary Piccirillo
 

Potrebbe interessarti anche: Imprevista interruzione idrica nel comune di Poggibonsi

Torna alla home page di Valdelsa.net per leggere altre notizie

Pubblicato il 13 maggio 2020

  • Condividi questo articolo:
  • j
Torna su