Cosa vogliono dire ''sentiero'' e ''viaggiare'', cosa vogliono dire sei mesi a Nijmegen. Il racconto di Lavinia

«I Sentieri si costruiscono viaggiando». Questa frase di Franz Kafka racchiude il senso della mia esperienza in terra straniera, sempre che nell'epoca in cui ci troviamo si possa parlare di ''straniero''. Nella mia idea il "sentiero" cui faccio riferimento è il mio percorso individuale da intendersi come l'insieme delle varie esperienze

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«I Sentieri si costruiscono viaggiando». Questa frase del celebre scrittore Franz Kafka racchiude il senso della mia esperienza in terra straniera, sempre che nell'epoca in cui ci troviamo si possa parlare di "straniero". Cosa intendo per "sentiero" e per "viaggiare"? Nella mia idea il "sentiero" cui faccio riferimento è il mio percorso individuale da intendersi come l'insieme delle varie esperienze, siano esse umane o professionali (spesso tra l'altro connesse), che hanno contribuito e contribuiscono tuttora alla mia crescita. Il "viaggiare" rappresenta quell'elemento imprescindibile all'evoluzione di un individuo che non solo permette di conoscere una realtà diversa, nuova e di aprirsi a nuovi orizzonti, ma anche di capire la realtà da cui veniamo e spesso di criticarla o apprezzarla maggiormente. Ecco quindi perché al termine del mio percorso di studi ho deciso di volare nei Paesi Bassi, e precisamente a Nijmegen, per sei mesi.

Sicuramente, già dall'atterraggio in aeroporto si poteva ben intuire la differenza con il nostro Paese, non solo per il clima... Tutto sembrava essere una novità e il piacere della scoperta prendeva il sopravvento, lasciando anche poco spazio alla nostalgia di casa. Già l'ingresso all'Università pareva ricordare uno di quei telefilm americani ambientati in college enormi che ti lasciano senza parole: ingresso faraonico, segretari in divisa, mensa (tralasciamo la qualità del cibo) efficientissima e grandissima, coffee room, computer per ogni studente, aule immense e supertecnologiche. Per non parlare poi della strumentistica di laboratorio: macchinari costosissimi venivano considerati normali oggetti facenti parte della strumentistica di routine. Talvolta, usati per alcune analisi specifiche, ci si dimenticava anche della loro esistenza. Fuori dall'Università sicuramente il viaggio ha assunto la sua valenza più importante, permettendomi di affrontare una realtà extra lavorativa estremamente stimolante. La residenza universitaria in cui alloggiavo pullulava di studenti da tutte le realtà europee e non. Era quindi possibile incontrare gente di ogni cultura, condividere allegri momenti insieme anche grazie alle numerose attività che l'università organizzava per gli studenti Erasmus. Immancabili, chiaramente, gli studenti italiani con cui, presi dall'astinenza per il "buon cibo", organizzavamo delle rimpatriate aperte a tutti per deliziare di tanto in tanto il nostro palato.

Sono stati mesi molto intensi. A ripensarci, sembrano davvero volati in un istante lasciandomi però un ricordo unico, che farà per sempre parte del mio "sentiero". L'aver conosciuto tanta e diversa gente, l'aver condiviso molte esperienze, l'aver conosciuto una realtà lavorativa e umana molto diversa dalla nostra, ha contribuito ad aggiungere dei tasselli molto importanti alla mia personalità. Questa esperienza mi ha anche permesso di conoscere aspetti della mia personalità che prima ignoravo, o addirittura pensavo di non avere. Ho scoperto una grande capacità di adattamento, un'autonomia inaspettata e una buona resistenza fisica (gli spostamenti anche su lunghe distanze avvenivano con la bicicletta). Ne sono quindi uscita rafforzata e ho anche iniziato, conoscendomi più a fondo, a volermi più bene, a capire i miei limiti e i miei punti di forza. Consiglierei quindi a tutti, alla luce di quanto detto, di intraprendere una simile esperienza.

Lavinia

Chiunque voglia contribuire e raccontare la sua storia può scrivere a redazione@valdelsa.net.

Pubblicato il 7 luglio 2014

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