Diletta e Fulvio raccontano il loro matrimonio post covid

Ascoltando la storia dei colligiani Diletta Cinci e di Fulvio Paolini il sottofondo musicale potrebbe essere quello di una di quelle belle canzoni d’amore di Elvis, come ad esempio Suspicious Minds

 DILETTA E FULVIO
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Una storia d’amore che ha visto il periodo del confinamento come un momento durante il quale dovevano prendere delle decisioni sul loro matrimonio, fissato per l’inizio di luglio. Abbiamo intervistato Diletta per conoscere le sensazioni provate nell’attesa di avere notizie per la loro festa.

«Nel dicembre del 2018 abbiamo deciso di sposarci. Da quel momento abbiamo iniziato a cercare tutti i fornitori, pagando tutti gli anticipi e fissando la data del 4 luglio 2020. Durante la pandemia era tutto fermo, quindi ci siamo buttati un po’ giù. La persona che ci ha aiutato nell’organizzazione in quel momento ci consigliò di fermarci nei preparativi, anche se in sostanza avevamo pagato già metà matrimonio. Non arrivavano notizie e non sapevamo come muoverci. Il primo decreto che regolamentava feste e ricevimenti è arrivato a giugno. Abbiamo optato per il mantenimento della data prefissata per la cerimonia in comune. A costo di essere lui ed io con la mascherina, perché non volevamo rinunciare a sposarci quest’anno, essendo un momento preparato ed atteso da tanto tempo. Avendo interloquito con il comune ci è stato fatto presente che potevamo essere circa 20 persone, compresi noi, mantenendo le dovute distanze e con le mascherine».

«Per la festa – continua Diletta – avevamo previsto varie opzioni, due sempre nel corso del 2020, un’altra data invece nel 2021. Quando le misure si sono allentate, abbiamo deciso di fare la festa. Così abbiamo scelto una data ulteriore, quella dell’otto agosto, per la festa, confermando il luogo, il catering, etc. E’ stato tutto in divenire. L’unica certezza era quella che ci saremmo sposati io e lui, in comune, il 4 luglio e così è stato. Poteva andare in qualsiasi modo, però l’importante è stato sposarsi. Questo giorno lo avevamo pensato con 100 persone, un ricevimento fatto di baci ed abbracci, così non potrà essere, ma è stato bello ed emozionante il momento della cerimonia, il momento del sì».

«Ci siamo affacciati ad un mondo – conclude Diletta – quello dell’organizzazione dei matrimoni, che ci ha fatto capire quale può essere la crisi sotto un profilo economico. Una crisi chiaramente dovuta agli annullamenti o agli spostamenti dei matrimoni a causa dell’emergenza sanitaria».

Diletta con il suo racconto, al di là del percorso tra incertezze logistiche e di tempi – non dettate dalla mancanza di volontà di sposarsi – apre uno scenario che è quello relativo ai sostegni da parte dello Stato per gli sposi che hanno deciso di fare comunque un importante investimento per il loro giorno. Di conseguenza donne e uomini che supportano il mercato dell’organizzazione di cerimonie.

In questa situazione che abbiamo attraversato c’è una realtà che non è stata presa in considerazione ed è proprio quella di chi ha fatto un investimento importante in feste e ricevimenti e non potrà beneficiarne nella sua totalità.

Nessun “bonus”, nessun aiuto o supporto, per chi si sposerà nel 2020. Gli sposi del 2020 dovranno ringraziare solo la loro perseveranza e la loro volontà di rincorrere il loro sogno d’amore, se si sposeranno.

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 18 luglio 2020

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