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Economia: perchè le criptovalute hanno successo nei paesi in via di sviluppo

L’impatto delle criptovalute nei Paesi in via di sviluppo è argomento oggetto di numerose correnti di pensiero, soprattutto in virtù delle analisi di mercato da cui emerge che proprio quei Paesi che si trovano in condizione di incertezza economica sono tra i principali fautori della diffusione delle valute digitali

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L’impatto delle criptovalute nei Paesi in via di sviluppo è argomento oggetto di numerose correnti di pensiero, soprattutto in virtù delle analisi di mercato da cui emerge che proprio quei Paesi che si trovano in condizione di incertezza economica sono tra i principali fautori della diffusione delle valute digitali. Ma in che modo le criptovalute stanno impattando su queste realtà?

Il panorama attuale

Intorno al complesso e perennemente in fermento settore delle criptovalute non è affatto inusuale imbattersi in apparenti contraddizioni che, almeno inizialmente, potrebbero apparire ostiche da comprendere, tra queste rientra sicuramente la differenziazione geografica in termini di considerazione.

Nel mondo occidentale le criptovalute rappresentano senza alcun dubbio un fenomeno finanziario dalla portata enorme, e in questa direzione si può ascrivere l’interesse dei governi dei vari Paesi nel cercare di regolamentare l’intero settore. Tuttavia è indubbio che le valute digitali vengano osservate con una certa titubanza laddove se ne parli come un vero e proprio investimento.

Sono diverse le analisi di mercato che mostrano come la volatilità e la speculazione che affliggono le criptovalute sono fattori più che sufficienti a spingere molte persone a non considerarle come una tipologia effettiva di diversificazione del proprio patrimonio, l’esatto opposto di quello che sta accadendo nei Paesi in via di sviluppo in cui le monete digitali sono ormai entrate a far parte della quotidianità della popolazione. Ma a cosa è dovuta questa sostanziale differenza?

La situazione nei Paesi in via di sviluppo

Dal Sud America all’Africa, nei Paesi in via di sviluppo l’adozione delle criptovalute sta conoscendo un vero e proprio boom, tanto che, secondo i dati riferiti da Kaiko, in Nigeria i volumi di scambi sono aumentati del 128%, mentre in Turchia del 143%.

Situazione ancora più chiara in Vietnam, attualmente al primo posto tra i Paesi con il maggiore utilizzo di criptovalute secondo la classifica di Chainalysis, senza arrivare all’emblematico caso dell’Africa sub-sahariana che ha addirittura oltrepassato il Nord America in termini di volumi di scambi.

Come ricordano gli esperti di Bitcoin Profit, le ragioni sono diverse ma principalmente tutto nasce da una condizione di fortissima instabilità delle valute nazionali ed è ovvio che in una situazione simile una realtà come le criptovalute, del tutto indipendenti, crittografate e facilmente accessibili, rappresentano un’alternativa destinata a diventare la prima scelta.

Non solo, particolare importanza la riveste anche la disponibilità di effettuare transazioni potendo contare su commissioni nella maggior parte dei casi abbastanza contenute, elemento fondamentale in Paesi dall’alto tasso di povertà. Poi c’è anche la questione legata alla facile reperibilità delle criptovalute. In Paesi come l’America latina in cui secondo un’analisi di McKinsey solo il 30% della popolazione possiede un tradizionale conto in banca, una realtà come le criptovalute, facilmente accessibili persino tramite smartphone, viene ovviamente vista con grande soddisfazione.

Infine, non è affatto da trascurare l’internazionalità delle valute digitali. Un’ipotetica azienda posta in un Paese in via di sviluppo, contando sulle criptovalute, può facilmente interfacciarsi con le realtà occidentali per stipulare accordi commerciali e inviare o ricevere pagamenti con un’altissima usabilità.

Conclusione

Recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha espresso tutto il suo scetticismo sull’adozione di valute digitali nei Paesi in via di sviluppo, allertando le popolazioni locali sulla pericolosità di un asset così soggetto a volatilità, però le cose sembrano ormai andare verso una direzione ben precisa.

Certamente l’inflazione, il sistema bancario deficitario o del tutto assente, l’incertezza socioeconomica e normativa, la possibilità di eventuali controlli sui capitali, questi e altri fattori presenti in determinati Paesi fa sì che l’avvento delle valute digitali possa essere considerato come una sorta di ancora di salvezza il cui futuro è ancora da scrivere.

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Pubblicato il 27 dicembre 2021

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