Egizia, sfuma per il momento il passaggio di proprietà. I lavoratori: «Siamo abituati a stare in bilico»

Dall'assemblea di oggi pomeriggio purtroppo non arrivano buone notizie. «Ci hanno comunicato che il passaggio che avrebbe dovuto essere fatto non è andato a buon fine - ci ha detto al telefono Cesare De Sanctis, referente Filctem Cgil Valdelsa senese - Questo purtroppo impedisce il percorso che avevamo condiviso. Dobbiamo constatare che non tutti stanno dimostrando la sensibilità necessaria, la situazione richiede a ciascuno di fare un sacrificio. E' stata una doccia fredda, siamo rimasti esterrefatti». Non tutto però è ancora perduto, dovrà esserci una nuova istruttoria, con la speranza che ci siano delle novità nei prossimi giorni

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Se sulla Val d'Elsa il maltempo sembra ormai passato, dopo il vento e i temporali degli ultimi due giorni, lo stesso non si può certo dire dell'Egizia di Poggibonsi. Sulla storica azienda valdelsana, infatti, le nubi sono ancora scure, nonostante la riunione della scorsa settimana lasciasse intravedere una speranza. La dirigenza aveva manifestato l'intenzione di riprendere l'attività produttiva con una nuova cordata, per non disperdere il patrimonio culturale del marchio, attivo da più di sessant'anni. Nell'incontro di ieri tra sindacati, lavoratori e il legale rappresentante Stefano Lucherini, era stato presentato il possibile acquirente: Sandro Moni, giovane imprenditore poggibonsese, già titolare della Volentieri Pellenc.

L'intento era quello di riprendere subito l'attività per non perdere il mercato con una parte del personale, riassumedo gli esuberi nei mesi successivi. La soluzione sembrava a portata di mano, ma dall'assemblea di oggi pomeriggio purtroppo non arrivano buone notizie. «Ci hanno comunicato che il passaggio che avrebbe dovuto essere fatto non è andato a buon fine - ci ha detto al telefono Cesare De Sanctis, referente Filctem Cgil Valdelsa senese - Questo purtroppo impedisce il percorso che avevamo condiviso. Dobbiamo constatare che non tutti stanno dimostrando la sensibilità necessaria, la situazione richiede a ciascuno di fare un sacrificio. E' stata una doccia fredda, siamo rimasti esterrefatti». Non tutto però è ancora perduto, dovrà esserci una nuova istruttoria, con la speranza che ci siano delle novità nei prossimi giorni.

Come avevamo chiarito in un precedente articolo, l'Egizia produce vasi e bicchieri in vetro e cristallo di alta qualità prevalentemente per i mercati esteri, arabi e russi in particolare; attualmente occupa 27 dipendenti, 9 impiegati e 18 operai, e di questi solo in pochi raggiungeranno nel breve periodo i requisiti pensionistici. I lavoratori hanno appeso al cancello dell'azienda uno striscione con scritto: "Siamo quelli che non cadono perché abituati sempre a stare in bilico... nonostante te!".

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 30 ottobre 2018

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