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Emergenza covid, la situazione vaccini antinfluenzali in Val d'Elsa: parlano i farmacisti

Mancanza di bombole d’ossigeno e di vaccini antinfluenzali sono l’argomento all’ordine del giorno nel panorama nazionale. La situazione in Valdelsa è diversa, in parte

 FARMACIE DELLA VAL D'ELSA
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Per quello che riguarda Colle di Val d’Elsa, il Dottor. Antonio Casagli della farmacia Casagli, in riferimento alle bombole ha riferito che, «ne ho ancora una decina. Nel nostro territorio non c’è alcun problema. Parlo nello specifico di Colle e di Colle Alta. Siamo relativamente tranquilli, non solo per le bombole, ma anche in generale per i casi. L’atteggiamento generale delle persone è buono, considerando il “filtro” della farmacia, naturalmente. Certamente c’è uno stato di rassegnazione, ma anche molta disciplina nel seguire le disposizioni. Nella nostra farmacia le persone entrano due alla volta, sono molto rispettose. Nonostante ciò, la paura e l’angoscia ci sono. Denoto, in particolar modo, che invece il grande problema è la mancanza del vaccino antinfluenzale. Non si tratta di una problematica ascrivibile alle farmacie. Ciò è abbastanza grave e pericoloso, perché meno vaccinati vuol dire, anche, più diffusione dell’influenza che va a sommarsi al covid, che ha sintomi simili. Si crea, così, una sovrapposizione, scambiando il virus influenzale per il covid. Voglio, però, tranquillizzare, l’influenza non è ancora arrivata. È possibile che quest’anno non ci saranno grandi influenze, dato che ci sono meno contatti, poi dipenderà anche dal tipo di clima che ci sarà durante l’inverno».

Per la Dottoressa Alda Dinetti della farmacia Borsini di San Gimignano, la situazione è similare, «i nostri clienti sono rispettosi, soprattutto gli anziani, maggiormente impauriti. I giovani hanno un po’ più di nonchalance, però, tutti hanno la mascherina. Alcuni mesi fa qualcuno la teneva sotto il naso, ultimamente è cambiata la percezione, la consapevolezza e tutti la portano correttamente. La problematica oggi è la carenza del vaccino antinfluenzale, ma questo non dipende da noi, ma dalla Asl. Qualche zona ne ha avuti un po’ di più. Da noi, in Valdelsa c’è un po’ di carenza. Comunque sia, c’è un timore generale per il covid, che non lascia indifferenti neanche noi farmacisti. Cerchiamo di tutelarci e di non aver contatti con le persone, però certamente il rischio c’è, ma come per tutti. Cerchiamo di fare del nostro meglio, però, è comunque un problema. A San Gimignano, la situazione è preoccupante in generale. C’è molta tristezza nel vederla vuota. Lo sconcerto c’è, soprattutto per l’incertezza. Da un giorno all’altro passiamo da zona gialla, ad arancione e poi a rossa. Quassù la preoccupazione principale, però è quella del turismo».

A Casole il Dottor. Vieri Terreni della farmacia Mazzei in relazione alla situazione delle bombole di ossigeno è molto chiaro, «è vero che in tutta Italia sono alla ricerca di bombole. A Casole, però, non c’è questa mancanza. Bisogna capire come sarà la situazione tra quindici giorni. Le ditte, comunque sia, le richiedono. È anche vero che la nostra realtà è particolare. In televisione anticipano le situazioni, perché sanno che c’è una mancanza a livello generale. Per quello che invece riguarda il vaccino antinfluenzale c’è carenza, perché quest’anno c’è stata una differenziazione. Prima l’Asl li dava direttamente ai medici, ora invece sono le farmacie fanno da distributore intermedio prendendo le ordinazioni dai medici. Alcuni medici ne hanno ordinati un numero consono, invece qualcuno li ha ordinati tutti insieme, parlo di altri territori, quindi vengono a mancare. In sostanza quest’anno hanno riferito che gli ordinativi dovevano essere fatti a scaglioni, ma come accade a volte qualcuno fa il furbo. Comunque sia siamo ancora in tempo, il picco influenzale è nei mesi di gennaio e febbraio. Per quanto riguarda quelli a pagamento, ancora non sono arrivati e non si trovano in circolazione».

A Poggibonsi nella farmacia del Dottor. Max del Dottor. Carlo Alberto Aquilani, essendo un’area di frontiera con il fiorentino, la situazione si diversifica.

«Per quello che riguarda le bombole – afferma il Dottor. Aquilani – non ho la percezione di questo disagio. È vero, però, che recentemente, nel momento in cui ho fatto un ordinativo, il distributore mi ha detto che c’è penuria ed era contento della mia restituzione di otto bombole. A livello nazionale la comunicazione ufficiale consiglia di rimettere in circolo le bombole, perché in altre zone mancano. L’unico segnale che ho avuto è questo. È anche vero che in questo periodo nella nostra farmacia non abbiamo molti assisti con alti consumi. Magari qualche mese fa, però in questo momento sono abbastanza tranquillo. Mentre per i vaccini antinfluenzali c’è carenza. In verità è successo che la Regione Toscana prima di altre regioni è riuscita ad accaparrarsene una buona parte. Hanno reperito più dell’80% del preventivato. Una piccola parte è stata data alle farmacie. Erano solo 19 i vaccini per farmacia. Un numero esiguo, in due pomeriggi sono stati finiti. Anche perché Poggibonsi è una città di “confine” con l’area fiorentina e quindi cambia anche Asl. Basta arrivare a Barberino o Certaldo che cambiano i sistemi ed anche i comportamenti. In un primo momento abbiamo avuto molti clienti di quella zona».

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 21 novembre 2020

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