Fns Cisl: ''La Polizia Penitenziaria di Firenze pretende rispetto e tutele''

Lettera Aperta al Ministro della Giustizia

 FIRENZE
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"Nei giorni scorsi le cronache giornalistiche hanno ampiamente diffusa la notizia relativa a provvedimenti giudiziari cautelari a carico di alcuni appartenenti al Reparto di Polizia penitenziaria di Firenze, per fatti che sarebbero avvenuti nel 2018 al carcere di Sollicciano. Non serve che ricordiamo la fiducia che le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria ripongono nella Magistratura, sul fatto che si faccia presto nel valutare tutti gli atti processuali e si decida su chi ha fatto - se ha fatto - chiamandoli a rispondere delle proprie responsabilità se eventualmente avesse sbagliato. Per il Personale e anche per questa Organizzazione sindacale rappresentativa questo è ovvio!"

"Ma il motivo per cui ci rivolgiamo a Lei Ministro Bonafede è che ogni volta che, anche una sola persona detenuta decide di farlo, se denuncia un Poliziotto di aver ecceduto, di aver abusato del ruolo, parte la gogna mediatica contro l'intera Categoria dimenticando che - invece - ogni giorno ( anche a Firenze ) accadono violenze verbali e/o fisiche che i Poliziotti penitenziari subiscono silenti da parte di detenuti violenti e poco inclini al rispetto dello Stato e di questi Rappresentanti delle Istituzioni".

"Ogni volta - a partire da varie Associazioni e da taluni Garanti dei detenuti - partono veleni e subdole insinuazioni su una presunta ingiustificata indole violenta della Polizia penitenziaria, teoria accolta ed amplificata da una parte di Organi d'Informazione, ignorando invece quanto viene fatto in ogni momento (giorno e notte) da parte delle donne e degli uomini dei "Baschi Azzurri" per salvare vite, visti i frequenti tentativi di suicidio e/o di atti autolesionistici registrati tra la popolazione detenuta, ma anche per evitare il perpetrarsi di violenze da parte dei detenuti su altri detenuti, dimenticando così con "apparente ingenuità" che i penitenziari non si popolano prevalentemente di "persone per bene", ma nella maggioranza dei casi di chi ha violato le leggi e le regole della civile convivenza, spesso senza una loro concreta disponibilità a partecipare a percorsi rieducativi e riabilitativi".

"Ci si dimentica Signor Ministro di quali difficoltà vivono gli Appartenenti alla Polizia penitenziaria, nel gestire una situazione di grave sovraffollamento nelle presenze di detenuti, con tipologie diverse di reati, di diverse culture, di diverse provenienze culturali e religiose, aggravato il tutto nell'ultimo anno dall'emergenza COVID che in carcere - alla stregua di altre Comunità Pubbliche quali d esempio le RSA - è stato difficilissimo ed ancora lo è da gestire, contestualmente alla normale mission istituzionale da garantire nell'interesse del Paese, nell'interesse dei Cittadini".

"Ed allora chiediamo a Lei di scendere in campo, di pretendere il rispetto che è dovuto a queste donne e questi uomini che così tanto s'impegnano, nonostante riconoscimenti economici inadeguati ai rischi ed alle responsabilità, nonostante le lacune strutturali dei penitenziari ed alle carenze di mezzi e strumenti. Spetta a Lei Signor Ministro Bonafede - quanto al nostro impegno sindacale - assicurare adeguate tutele a queste Lavoratrici e Lavoratori in Uniforme che assolvono, inoltre, alle carenze del sistema penitenziario improprie rispetto alle loro dirette competenze; a Sollicciano ( identicamente proporzionale alla situazione nazionale ) circa 480 unità di polizia penitenziaria (comprese circa 95 che assolvono al servizio di traduzioni ai processi e tra carceri, oltre ai piantonamenti di detenuti negli ospedali) si occupano di circa 700 detenuti ( 90 sono donne) con solo n. 6 Educatori dell'Amministrazione penitenziaria... motivo per il quale può bene immaginare quante attenzioni questa situazione porta nell'operare, essendo queste donne ed uomini in uniforme gravati non solo di controllare, di custodire, ma anche di ascoltare, consigliare, assistere con grande professionalità una presenza di centinaia di persone detenute".

"Basta con la denigrazione della Polizia Penitenziaria. Alle Istituzioni il compito di non lasciare soli chi così impegnato per la Sicurezza Collettiva".

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Pubblicato il 11 gennaio 2021

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