Fotografia, gli scatti di Alberto Sinigaglia in mostra a San Gimignano

La Galleria, negli ultimi anni, come hanno avuto modo di ricordare il Sindaco e l'Assessore alla Cultura in un precedente articolo, si è aperta alla fotografia ospitando mostre di grandi maestri

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Sabato prossimo, il 25 novembre, alle ore 17.00, verrà inaugurata presso la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada" di San Gimignano la mostra “Microwave City” del giovane fotografo Alberto Sinigaglia che riflette sui contrasti di Las Vegas, città completamente fittizia che ben sintetizza la società americana. L'esposizione, organizzata dal Comune di San Gimignano e a cura di Elio Grazioli, è il secondo appuntamento della rassegna “Sguardo italiano”, la rassegna dedicata ai giovani italiani under 35 che hanno scelto la fotografia come principale linguaggio della propria espressione artistica. 

La Galleria, negli ultimi anni, come hanno avuto modo di ricordare il Sindaco e l'Assessore alla Cultura in un precedente articolo, si è aperta alla fotografia ospitando mostre di grandi maestri, quali Elliot Erwitt, Franco FontanaRobert Capa e, ultimo ma non meno importante, Henri Cariter-Bresson. «Vogliamo, con Sguardo Italiano, proseguire il connubio fra San Gimignano, questo spazio e la fotografia ospitando personali di giovani artisti che usino appunto la fotografia come linguaggio principale» fanno sapere gli amministratori. L'evento si inserisce in un contesto più ampio, quello di Fenice Contemporanea, che anche per l'edizione 2017 propone un ampio programma di iniziative mirate a coinvolgere soprattutto i giovani e gli studenti delle scuole della Valdelsa.

Fino a un certo momento, la fotografia è stata la prova della realtà e uno strumento di conoscenza oggettiva. Con la possibilità di manipolazione della stessa fotografia, è venuta meno questa convinzione ed alcuni hanno rinunciato all’oggettività o hanno accettato l’indebolimento della sua funzione conoscitiva, altri hanno pensato di rafforzarla con la testimonianza diretta o di correggerne le manchevolezze attraverso la “didascalia” e la spiegazione. L’opera di Alberto Sinigaglia raccoglie questa doppia sfida: con il montaggio delle immagini – cioè il loro inserimento in un insieme, che sia un libro o un’esposizione – intende smascherare l’uso manipolatorio o censorio che è stato fatto della confusione o del nascondimento della differenza tra reale e finzione; con un uso differente e positivo inoltre ne recupera la funzione conoscitivo-immaginativa in versione visiva. Per farlo la strategia è innanzitutto quella di far leva su tutte le caratteristiche, anzi i caratteri, e le possibilità dello strumento. E dunque, per esempio: ecco una foto documentaria, un paesaggio, una scena, un oggetto; poi ci sono materiali appropriati, cioè che l’artista ha rifotografato, materiali d’archivio, copertine o pagine di libri; ci sono anche fotografie di materiale fotografico, come scatole Kodak o di altra marca; ci sono foto di testi; ci sono foto in negativo, altre che sembrano rielaborate. 

Nel progetto Microwave City, la “città a microonde” è Las Vegas, una città singolare, quasi più immaginaria che reale, o città dell’immaginario, quello del gioco, dello spettacolo, del divertimento e del piacere, una città, come sostiene lo stesso artista “ effimera dove tutto deve essere facilmente e velocemente voluto-ottenuto-consumato, un luogo che per sua stessa natura è basato sulla messa in scena e sull’esasperazione e dove non è possibile creare una netta linea distintiva tra realtà ed artificio”. Così vediamo le tipiche “copie” di edifici famosi che caratterizzano Las Vegas, i casinò, le insegne, le pubblicità, le offerte sessuali, immagini e scritte sparse che decontestualizzate vengono fatte alludere ad altro, spesso al significato opposto a quello per cui sono state usate.

Il progetto su Las Vegas ha anche un altro motivo:  cresciuta dal niente, ai margini del deserto, una delle prime attrazioni di Las Vegas in realtà furono i test atomici atomiche che si tenevano non lontani dalla città, tanto che i turisti accorrevano per vederli, e fotografarli, dalle terrazze delle camere d’albergo. Le diverse “nuvole” che fanno parte dell’insieme di Microwave City sono quelle delle esplosioni. Alberto Sinigaglia  ha selezionato alcune immagini di test atomici dall’archivio di Los Alamos e le ha rilavorate “al fine di produrre innocue, morbide, misteriose nuvole sospese nel cielo”, dice. “La bomba è lì ma è mimetizzata, il fruitore ne può percepire la presenza, ma la bomba è nascosta dal potere mistificatorio della fotografia”. Il “microonde” del titolo allude anche a questo, al forno microonde che ciascuno ha in casa e che è un derivato della scienza dell’energia e della tecnologia militare. Così l’immagine di Microwave City, l’altra faccia di Las Vegas, è rielaborata come fosse “cotta” al microonde, e quasi radioattiva.

L'artista, come riportato sul sito del Metronom, è nato a Vicenza nel 1984, dove vive e lavora. Ha ottenuto la laurea in architettura presso l'Università Iuav di Venezia, proseguendo poi la sua formazione a Milano nell'ambito della fotografia. Successivamente ha frequentato inoltre il Photoglobal Program presso la School of Visual Art di New York. È tra i fondatori dello studio Kassel&Wassel e, parallelamente, del progetto MAIBSH. Sinigaglia è inoltre tra i finalisti del Premio Fabbri per le Arti Contemporanee (sezione Fotografia) sia nel 2013 che nel 2014; nell'ultimo anno è inoltre tra i vincitori della 98ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, ed è finalista del programma Review Santa Fe (New Mexico). Ha partecipato a mostre in Italia e all'estero e il suo volume dedicato al progetto Big Sky Hunting è stato pubblicato nel 2014 da Editions du Lic / Skinnerboox. Nel 2015 è stato finalista del premio Fotografia italiana under40 e del Premio Basilico, oltre a ricevere una menzione speciale al Premio Graziadei di Roma. Nel 2016 è stato invitato a partecipare al Brighton Photo Fringe e alla collettiva Look At the Sky a Barcellona, oltre al progetto Agenda Independent, inserito nella programmazione di Arte Fiera a Bologna. 

La mostra sarà visitabile dal 25 novembre 2017 al 4 marzo 2018.

Per informazioni e biglietti
0577/286300
prenotazioni@sangimignanomusei.it

Pubblicato il 21 novembre 2017

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