Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. In Toscana 101 femminicidi in dieci anni

Negli anni tra il 2006 e il 2016 le donne uccise in Toscana dal proprio partner o ex sono state 101: 75 italiane, 26 straniere. In 77 di questi casi (76,2%) l'assassino è di nazionalità italiana. Un ulteriore aspetto che emerge dall'analisi di questo fenomeno estremo è quello dei cosiddetti "orfani speciali", cioè i minori rimasti orfani di madre e, il più delle volte, privi anche della presenza del padre omicida: sono almeno 34 quelli relativi ai casi registrati tra il 2006 e il 2016

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Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita nel 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni unite per invitare governi, organizzazioni internazionali e Ong a contrastare, anche con la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, questa autentica piaga sociale e sanitaria, che non conosce confini di età, nazionalità, religione, livello sociale. La data non è stata scelta a caso: è bene ricordare che il 25 novembre del 1960, tre sorelle domenicane, Patria, Maria e Antonia Mirabal furono brutalmente assassinate dalla guardia del dittatore Trujillo per il loro impegno contro il regime. Simbolo della violenza sulle donne, proprio la Repubblica Dominicana è stata oggetto di una delle missioni internazionali cui ha partecipato la dottoressa Vittoria Doretti, fondatrice del Codice rosa insieme alla Regione Toscana e Oxfam Italia per comprendere come questo problema viene affrontato anche in altri paesi del mondo.

Lo scorso anno, in un articolo dal titolo Quante e quali sono le Sara Di Pietrantonio della Valdelsa?, avevamo riportavamo che il Centro Antiviolenza Donne Insieme Valdelsa ha soccorso ben 49 donne nel 2015. Notizie di violenza contro le donne sono purtroppo cronaca di tutti i giorni anche nel nostro territorio. Alcuni esempi? Empoli, aggredisce l’ex moglie. Arrestato dai CarabinieriColle, arrestato 30enne di Poggibonsi. Perseguitava l'ex fidanzataStaggia Senese, 30enne arrestato per violenze sulla madre. La situazione andava avanti da tempoColle di Val d'Elsa, nuovo caso di violenza e maltrattamenti in famigliaCertaldo, lite in famiglia. Marito provoca fratture guaribili in 25 giorni alla moglieViolenza e minacce verso la madre, 32enne pregiudicato arrestato a PoggibonsiCertaldo, picchiava da tempo la moglie. Uomo di 60 anni arrestato dai CarabinieriEmpoli, colpisce la compagna e poi la minaccia con un coltello. Denunciato 24enne

In Toscana 101 femminicidi tra il 2006 e il 2016. Dal 2009 al 2017, 18.939 le donne che si sono rivolte per la prima volta a un Centro antiviolenza, e nell'83% dei casi la violenza era esercitata dal partner o dall'ex. Venti le Case rifugio, che nel 2016 hanno ospitato 121 donne e 141 minori. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel nono Rapporto sulla violenza di genere in Toscana, presentato pochi giorni fa nel corso di un incontro nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati.

A partire dal 2009, l'Osservatorio Sociale Regionale della Toscana svolge il fondamentale ruolo di monitoraggio e raccolta dei dati relativi al fenomeno della violenza di genere. L'Osservatorio raccoglie ed elabora annualmente le informazioni provenienti dai Centri antiviolenza e dai Centri per uomini autori di violenze (attraverso l'applicativo web di Regione Toscana VGRT), dalla Rete regionale Codice Rosa, dal Centro di riferimento regionale per la violenza e gli abusi sessuali su adulte e minori dell'AOU di Careggi, dal Centro regionale di documentazione per l'infanzia e l'adolescenza dell'Istituto degli Innocenti, dall'Archivio regionale per le prestazioni consultoriali. Da qualche anno, inoltre, il Rapporto raccoglie ed elabora i dati relativi ai femminicidi, fenomeno est remo - ma non episodico e infrequente - che rappresenta la cosiddetta "punta dell'iceberg" di una questione che resta, ancora, in larga parte sommersa.

I femminicidi

Negli anni tra il 2006 e il 2016 le donne uccise in Toscana dal proprio partner o ex sono state 101: 75 italiane, 26 straniere. In 77 di questi casi (76,2%) l'assassino è di nazionalità italiana. Un ulteriore aspetto che emerge dall'analisi di questo fenomeno estremo è quello dei cosiddetti "orfani speciali", cioè i minori rimasti orfani di madre e, il più delle volte, privi anche della presenza del padre omicida: sono almeno 34 quelli relativi ai casi registrati tra il 2006 e il 2016.

I Centri antiviolenza

Dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2017 sono state 18.939 le donne che si sono rivolte per la prima volta a un Centro antiviolenza in Toscana, per chiedere aiuto soprattutto per una violenza reiterata nel tempo attraverso atti di persecuzione psicologica, fisica ed economica. Nell'83% dei casi la violenza è a opera del partner o dell'ex. Nell'ultimo periodo di riferimento luglio 2016 - giugno 2017 le donne che si sono rivolte ai Centri sono state 3.000, il numero più elevato da quando è iniziata la rilevazione, con un incremento del 22,5% rispetto all'annualità precedente. La maggior parte delle donne che si rivolge ai Centri antiviolenza è italiana (69,9%). Ciò che emerge nell'ultimo periodo è un aumento delle giovani ragazze, minori di 18 anni: da 11 casi del 2015-2016 a 23 nel 2016-2017; si tratta quasi esclusivamente di ragazze italiane.

I nuovi accessi nel corso del 2016-2017 sono stati 3mila, il nunmero di donne seguite dai Centri è 4.017. I Centri antiviolenza, pur conservando il loro ruolo centrale di punto di riferimento per le donne che vivono la violenza in ambito domestico, vedono la crescita di un'utenza di tipo diverso: si tratta di donne con livello di istruzione medio alto, occupate e che subiscono violenza fuori dalle mura domestiche, dall'ex o dal partner non convivente. Per quanto riguarda le straniere, sono in aumento le donne che vivono in una situazione di estrema fragilità economica: donne sole, senza un lavoro fisso.

Dal 2009 al 2017, 16.686 ragazze/i hanno visto le proprie madri subire violenza all'interno delle mura domestiche; di questi, 12.218 erano minorenni al momento dei fatti.

Da dieci anni l’Associazione Donne Insieme Valdelsa Centro Antiviolenza lotta al fianco delle donne.

Le Case rifugio

Strettamente legate all'attività dei Centri antiviolenza vi sono poi le Case rifugio, strutture dedicate, a indirizzo segreto, nelle quali la donna, sola o con i propri figli, con il sostegno di operatrici formate sulle tematiche della violenza di genere, viene messa in sicurezza e inizia un percorso complesso di uscita dalla violenza. Nel corso degli anni è cresciuto sia il numero che la capacità ricettiva delle Case rifugio, che attualmente sono 20 (erano 18 nel 2016 e 10 nel 2013) per un totale di 158 posti letto, 78 dei quali riservati ai minori. Le donne ospitabili in contemporanea sono quindi 80, ovvero una ogni 21.185 donne residenti di 16 anni e più. Nel 2016 sono state, complessivamente, 121 le donne ospitate nelle Case rifugio in Toscana, con un incremento di 11 unità rispetto alla rilevazione condotta sull'anno 201 5; i minori ospitati sono stati invece 141.

Il progetto di potenziamento della Casa Rifugio, già esistente in Val d'Elsa, si è aggiudicato un finanziamento di 137.520 euro partecipando all’avviso pubblico della presidenza del Consiglio dei Ministri ‘per il potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli e per il rafforzamento della rete dei servizi territoriali’.

La Rete regionale Codice Rosa

Il Codice Rosa è un codice virtuale affiancato ai codici di gravità per identificare un percorso di accesso al Pronto Soccorso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambine/i e persone discriminate, secondo un approccio gender sensitive. Dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2017, gli accessi con "Codice Rosa" di donne adulte nei Pronto Soccorso della Toscana sono stati 10.219, di cui 2.577 rilevati negli ultimi dodici mesi (+6,7% rispetto al periodo 1° luglio 2015-30 giugno 2016). Gli accessi di minorenni di sesso femminile a partire dal 1° gennaio 2013 sono stati 1.136. Gli stranieri rappresetnano il 32% degli utenti adulti e il 29,2% degli utenti minorenni.

Il Centro di Riferimento regionale per la violenza e gli abusi sessuali su adulti e minori dell'AOU Careggi ha invece registrato, dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017, 44 accessi per sospetta violenza sessuale, di cui 12 da parte di minorenni; nello stesso periodo, per violenza domestica, si sono registrati 15 accessi di donne, 13 dei quali nella fascia di età tra 18 e 39 anni.

Nel 2016, nella provincia di Siena, sono stati seguiti i casi di 131 donne di cui 3 per stalking e 128 per maltrattamenti. Dieci sono stati i minori presi in carico, di questi 9 per maltrattamenti e uno per violenza. Nel 2014 il rilevamento fu di 88 donne e nel 2015 di 92.

«Il Codice rosa - spiega Vittoria Doretti, attualmente responsabile per la rete regionale del Codice Rosa oltre che per la Asl Sud Est - è un percorso riservato alle vittime di violenza che si rivolgono ai pronto soccorso degli ospedali o delle Aziende ospedaliere che hanno aderito al progetto. Il personale socio-sanitario lavora in rete con Enti e Istituzioni, nonché in sinergia con i Centri antiviolenza, che rappresentano un punto di riferimento fondamentale sul territorio per il sostegno alle vittime».

I Consultori 

Le donne che si sono rivolte ai consultori nel corso del 2016, per abuso o maltrattamento, sono 596, di cui 81 minorenni. Le prestazioni totali all'interno dell'area abuso e maltrattamento, relative al 2016, sono state 3.195: in media, quindi, ogni utente ha effettuato 5 accessi annui per casi di violenza. I maltrattamenti psicologici hanno costituito il 43,8% del totale degli accessi, i maltrattamenti fisici il 36,8%, la negligenza genitoriale (bambine/i trascurati) l'11,8% e i maltrattamenti sessuali il 7,5%.

Il testo integrale del Rapporto sul sito dell'Osservatorio sociale regionale: www.regione.toscana.it/osservatoriosocialeregionale

L'abstract del Rapporto Abstract Nono Rapporto.pdf

Illustrazione di Kia'sketches

Pubblicato il 25 novembre 2017

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