I fratelli Taviani premiati con il “Giglio d’Oro”

Una serata intensa e ricca di emozioni, iniziata nella splendida cornice di Villa Meleto e conclusa al Teatro Gat di Castelnuovo d’Elsa (Castelfiorentino) con la consegna del Giglio d’Oro ai fratelli registi Taviani e la proiezione del film “Cesare deve morire”, vincitore dell’Orso d’Oro di Berlino 2012. L’atto finale (ieri 25 ottobre) della lunga maratona cinematografica dedicata ai due maestri del cinema italiano (iniziata lo scorso 24 settembre a Montaione) ha richiamato numerosi appassionati di cinema e soprattutto tanti estimatori dei film dei due maestri originari di San Miniato (Pisa)

 
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Una serata intensa e ricca di emozioni, iniziata nella splendida cornice di Villa Meleto e conclusa al Teatro Gat di Castelnuovo d’Elsa (Castelfiorentino) con la consegna del Giglio d’Oro ai fratelli registi Taviani e la proiezione del film “Cesare deve morire”, vincitore dell’Orso d’Oro di Berlino 2012. L’atto finale (ieri 25 ottobre) della lunga maratona cinematografica dedicata ai due maestri del cinema italiano (iniziata lo scorso 24 settembre a Montaione) ha richiamato numerosi appassionati di cinema e soprattutto tanti estimatori dei film dei due maestri originari di San Miniato (Pisa).

A causa dell’incidente occorso sabato scorso a Vittorio (il maggiore dei due), alla cerimonia ha presenziato soltanto Paolo. Durante la cena il maestro Taviani si è messo a disposizione di tutti i presenti, autografando il volume “Sotto il segno dei Tavini. I film: 1962-2014” pubblicato in occasione della rassegna e rispondendo alle numerose domande e curiosità sulle loro pellicole. Particolarmente piacevole è stato l’incontro tra Paolo Taviani e la studentessa universitaria Sabrina Pili, laureanda in Storia e critica del cinema all’Università di Pisa che sta preparando la tesi di laurea proprio sul film “Cesare deve morire”.

La serata si è poi spostata nel Teatro di Castelnuovo dove il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni (presente anche l’assessore alla cultura, Claudia Centi) e il direttore artistico del circolo del cinema l’Angelo Azzurro, Jaurès Baldeschi, hanno consegnato a Paolo Taviani il prestigioso riconoscimento, il cui disegno è stato realizzato dall’artista castellano Paolo Buggiani, considerato uno dei più maggiori esponenti della street art.

Il regista, ricevendo il Giglio d’Oro, ha speso parole di riconoscenza nei confronti degli organizzatori. «Ringrazio soprattutto Baldeschi – ha detto Paolo Taviani –. Una di quelle poche persone rimaste in Italia che credono ancora nella cultura e nel cinema. Ha preparato e allestito la rassegna che celebra la nostra opera artistica con cura certosina. Ci è piaciuta sia la scelta dei film sia la bella pubblicazione arricchita con i contributi di tanti critici cinematografici. Inoltre – ha aggiunto il regista – mi ha molto sorpreso la mostra dei manifesti dei nostri film presenti sulle pareti della sala. Molti di questi non li ricordavo. Ricevo con estremo piacere, anche a nome di mio fratello, il Giglio d’Oro che il comune di Castelfiorentino e l’Angelo Azzurro hanno voluto conferirci».

Prima di abbassare le luci in sala per la proiezione di “Cesare deve morire”, lo stesso regista, insieme ai critici Tullio Masoni e Claudia Geminiani hanno fatto una breve presentazione della pluripremiata pellicola. Girata in uno stile docu-drama, narra la messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare da parte dei detenuti del carcere di Rebibbia diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. «Un film nato dal caso – ha raccontato Taviani – da una proposta di una cara amica, Daniela Bendoni, che da tempo ci chiedeva di andare a Rebibbia a vedere gli spettacoli teatrali messi in scena dai carcerati. Pensavamo alla solita bella filodrammatica, non avevamo molta voglia. Ma dopo un bel po’ che ce lo chiedeva, siamo andati. Non conoscevamo Fabio Cavalli, il regista che lavora nel carcere. Siamo andati e siamo rimasti travolti da questa realtà. Travolti non solo emotivamente come può esserlo chiunque. Travolti come chi intravede la possibilità di esprimere quell’emozione che sta provando. Abbiamo deciso che bisognava raccontare questa emozione».

Nella foto di gruppo: Jaurés Baldeschi (direttore artistico), Tullio Masoni (critico), Paolo Taviani (regista), Alessio Falorni (sindaco del comune di Castelfiorentino), Claudia Geminiani (critico)

Pubblicato il 26 ottobre 2015

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