Il Comitato per la Tutela e la Difesa della Valdelsa: «Terremoti e trivellazioni in Toscana, facciamo un appello alle istituzioni»

Il Comitato: «Gli importanti eventi sismici che nei giorni scorsi hanno riguardato la Garfagnana, hanno nuovamente acceso i riflettori sulla natura altamente sismica del nostro Paese e della Toscana in particolare. Quando si parla di terremoti un'attenzione particolare deve essere rivolta all'attività dell'uomo e agli effetti che essa ha sul territorio»

 
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«Gli importanti eventi sismici che nei giorni scorsi hanno riguardato la Garfagnana, hanno nuovamente acceso i riflettori sulla natura altamente sismica del nostro Paese e della Regione Toscana in particolare. Quando si parla di terremoti un'attenzione particolare deve essere rivolta all'attività dell'uomo e agli effetti che essa ha sul nostro territorio». Così interviene il Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d'Elsa.

«Sono sempre maggiori gli studi scientifici - spiega la nota del Comitato - che dimostrano che le attività di perforazione e trivellazione del sottosuolo aumentano i rischi sismici. Ebbene, la "Relazione sullo stato dell'ambiente in Toscana 2011" dell'ARPAT precisa che tutti i 287 Comuni della Toscana sono stati classificati sismici con l'approvazione della Deliberazione di GR n. 431 del 19/06/2006 e la maggior parte di essi ricade nelle zone a maggiore sismicità. E attualmente in Toscana sono state rilasciate concessioni di trivellazioni per geotermia sulle province di Grosseto per ettari 14mila, Siena 14mila e 200 Ha, Pisa 20mila e 900 Ha. A ciò si devono aggiungere i permessi di ricerca che interessano le province di Grosseto per oltre 173mila Ha, Siena 62mila e 900 Ha, Pisa 88mila 900 Ha, Livorno 15mila e 500 Ha, Firenze quasi 3.000 Ha, Prato 700 Ha. Insomma, un'imponente attività di sfruttamento e di trivellazione del nostro territorio regionale per un totale di 393mila ettari, che non accenna a fermarsi, ma che, al contrario, è in continua crescita».

Il Comitato per la Tutela e la Difesa della Valdelsa, considerato il quadro descrittivo di enorme preoccupazione, si è fatto carico anche di questa causa e ha partecipato al procedimento di elaborazione del nuovo "PAER Toscana" (Piano Ambientale Energetico Regionale), inviando le proprie osservazioni alla Regione e chiedendo che vengano ridotte le attività di geotermia e di trivellazione per lo sfruttamento del sottosuolo.

«Anche la Valdelsa - ricorda il Comitato valdelsano - è oggetto di sfruttamento. Sommersa, in silenzio, da istanze di trivellazioni che interessano i Comuni di Casole d'Elsa, Colle di Val d'Elsa, San Gimignano, Gambassi Terme e Montaione. Mentre a Certaldo sono in corso le procedure per la realizzazione di una centrale mineraria che porterà alla realizzazione di pozzi di estrazione di anidride carbonica (CO2), il gas responsabile dell'effetto serra. A Montespertoli, invece, inizierà a breve l'attività di estrazione di CO2, poiché è già stata rilasciata la relativa concessione».

Questo l'appello del Comitato alle Amministrazioni Comunali direttamente interessate e a quelle confinanti: «Siete a conoscenza del nuovo scenario di trivellazioni? Avete informato i Vostri cittadini? Avete spiegato loro i vantaggi e gli effetti collaterali? Cosa ha deciso il popolo? Noi vogliamo una "green economy", cioè un'economia ecologica che riduca il consumo delle risorse naturali e che eviti i danni ambientali, che abbatta le emissioni di gas serra, che riduca l'inquinamento locale e globale. Un'economia che utilizzi risorse realmente rinnovabili come l'energia eolica, l'energia solare e l'energia idraulica. Il Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d'Elsa continua ad esprimere la propria contrarietà a tali progetti, che ritiene scellerati, che distruggeranno uno dei paesaggi più amati e invidiati al mondo, e, rivolgendosi al presidente della Regione Enrico Rossi e alla sua Giunta, fa loro appello, affinché prendano in considerazione una politica energetica libera dalle trivellazioni e dallo sfruttamento del sottosuolo, così da essere in armonia con il territorio e il paesaggio».

Pubblicato il 30 gennaio 2013

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