Il Premio Città di Colle assegnato a Boreno Cigni, uno degli ultimi incisori di cristallo

«C'è qui a Colle, di fronte alla chiesa di Santa Caterina un vicolo, il 'Vicolo delle fontanelle', che inizia poco dopo palazzo con una lapide con scritto 'Qui abitò Aonio Paleario', personaggio che per i colligiani è meno noto di Boreno Cigni, persona straordinaria e indimenticabile nell'arte delle incisioni, che ha il suo laboratorio proprio in fondo a quel vicolo», ha detto il prof. Mezzedimi. Boreno Cigni, nato a Firenze ma colligiano praticamente da sempre, è uno dei pochi incisori di cristallo rimasti. Figlio d'arte, ha insegnato a molti artigiani, diventando un modello al quale ispirarsi e rubare il mestiere

 COLLE DI VAL D'ELSA
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E' stato consegnato a Boreno Cigni il "Premio Città di Colle", istituito negli anni Settanta e conferito ogni anno a chi ha avuto il merito di valorizzare la città valdelsana. La premiazione, promossa dalla Pro Loco di Colle di Val d'Elsa con il patrocinio dell'Amministrazione, si è tenuta ieri nel palazzo comunale. Alla celebrazione hanno partecipato il sindaco Alessandro Donati, il presidente della Pro Loco Mario Provvedi Meris Mezzedimi, membro dell'associazione, che ha letto la motivazione ufficiale. 

«C'è qui a Colle, di fronte alla chiesa di Santa Caterina un vicolo, il "Vicolo delle fontanelle", che inizia poco dopo palazzo con una lapide con scritto "Qui abitò Aonio Paleario", personaggio che per i colligiani è meno noto di Boreno Cigni, persona straordinaria e indimenticabile nell'arte delle incisioni, che ha il suo laboratorio proprio in fondo a quel vicolo», ha detto il prof. Mezzedimi. 

Boreno Cigni, nato a Firenze ma colligiano praticamente da sempre, è uno dei pochi incisori di cristallo rimasti. Figlio d'arte, ha insegnato a molti artigiani, diventando un modello al quale ispirarsi e rubare il mestiere. Oggi è in pensione, ma si diletta ancora a creare oggetti di cristallo di rara bellezza.

Il sindaco di Colle ha letto la motivazione per la quale è stato assegnato il riconoscimento a Boreno Cigni: «per la sua instancabile opera di incisore iniziata nel solco della tradizione dei valenti maestri colligiani, sorretta da una continua ricerca di soluzioni espressive originali e personali, tradotte prima su vetro e successivamente su cristallo, e per le sue indiscutibili qualità artistiche, che gli hanno permesso di diffondere il nome di Colle di Val d'Elsa in Italia e nel mondo». «Anche per le sue qualità umane, che credo siano anch'esse indiscutibili», ha aggiunto alla fine.

In un'intervista di Marzia Tempestini, uscita su Il Tirreno il 22 luglio del '99, Boreno Cigni ha detto: «Non copio niente elaboro le immagini che conosco, vi trasferisco le mie emozioni e scavo. Mano a mano che vado avanti, le figure prendono forma e si muovono nella luce del cristallo. L'arte dell'incisione non concede ripensamenti e insieme alla tecnica bisogna avere le idee chiare. Vede questo vaso qui da completare? Sulla sua superficie ci sono incisi tre decori e deve essere ancora completato, ma aspetto il momento giusto dell'ispirazione e allora disegno e incido. Ogni volta un'emozione nuova, come se fossela prima volta».

Pubblicato il 11 novembre 2019

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