Inaugurata la cupola di San Regolo a Montaione per la festa del patrono

I lavori sono stati possibili grazie a un contributo prezioso, quello del lascito di Sara Scali, generosa parrocchiana che ha permesso il rifacimento della struttura. Rino Salvestrini, suo ex collega, l’ha ricordata così durante la cerimonia: «Spesso Sara, parlando di Montaione dalla Porta Grande alla Porta Piccina, si soffermava con rimpianto a parlare della cupola della chiesa di San Regolo, luccicante come la ricordava nella sua infanzia»

 MONTAIONE
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Domenica 1 settembre, festa di San Regolo, patrono di Montaione, è stata ufficialmente inaugurata la cupola della chiesa parrocchiale, il cui restauro è stato recentemente completato.

La cupola aveva subito gravi danneggiamenti durante il passaggio del fronte e, da allora, era stata protetta con un paramento di mattoni che di fatto la tenevano nascosta e ne avevano demolito la lanterna.

Tre anni fa, l'architetto montaionese Silvano Salvadori, già autore di altri progetti di restauro come il giardino monumentale ai caduti e il Parco dei Mandorli, si propose di intervenire e oggi, dopo oltre settant’anni, è finalmente visibile a tutti anche esteriormente. La cupola appare luminosa come doveva essere nel 1635, quando Scipione Ammirato il Giovane la fece quasi interamente ricostruire.

All’inaugurazione era presente il primo cittadino del Comune di Montaione Paolo Pomponi, che ha portato i saluti e i ringraziamenti dell’Amministrazione comunale, e il Vescovo Mons. Alberto Silvani per la benedizione.

Il sindaco ha ricordato quanto il parroco Don Luigi Campinoti abbia fatto durante il proprio incarico parrocchiale. Mons Silvani ha interpretato il significato religioso della cupola che si protende al cielo e verso il cielo.

I lavori sono stati possibili grazie a un contributo prezioso, quello del lascito di Sara Scali, generosa parrocchiana che ha permesso il rifacimento della struttura. Rino Salvestrini, suo ex collega, l’ha ricordata così durante la cerimonia: «Spesso Sara, parlando di Montaione dalla Porta Grande alla Porta Piccina, si soffermava con rimpianto a parlare della cupola della chiesa di San Regolo, luccicante come la ricordava nella sua infanzia, prima che fosse coperta da quel capanno protettivo nel periodo dell’ultima guerra, meravigliando gli amici che non l’avevano mai ammirata».

«Sara – ha aggiunto - diceva che il suo sogno era quello di vederla di nuovo sotto il sole come una volta, ma rimase un sogno, anzi una promessa, perché come figlia unica asseriva sempre di lasciare la sua casa, faticosamente guadagnata, alla parrocchia per riscoprire la cupola della chiesa di S. Regolo, il santo che oggi 1° settembre festeggiamo come patrono».

«Ora la promessa è stata mantenuta – ha concluso -, il sogno si è avverato, grazie all’interessamento di Don Luigi Campinoti, del Consiglio parrocchiale e dei tecnici. Ma c’era anche Sara, e noi riconosciamo il suo merito per aver proposto, sostenuto, finanziato e ottenuto di cancellare, dopo 75 anni, l’ultima traccia della guerra. Oggi celebriamo un avvenimento postumo, perché Sara è deceduta, ma forse Sara è qui con noi, guardatevi attorno certamente la potrete vedere viva nei ricordi di tante amiche e amici presenti. Ciao Sara e tante grazie per la cupola della chiesa del tuo paese».

Alle 21.30, per celebrare la giornata e la rinnovata cupola, si è tenuto il concerto dell’organista Umberto Cerini, con musiche di Gioseffo Guami, Cristoforo Malvezzi, Girolamo Frescobaldi, Johann Pachelbel e Johann Sebastian Bach.

Pubblicato il 6 settembre 2019

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