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Inaugurata la mostra ''Facciamo pistole che sparano caramelle''. Protagonisti i bambini siriani rifugiati

Le trenta fotografie, che resteranno esposte al teatro colligiano per un mese fino all'8 gennaio 2016, hanno come protagonisti assoluti i bambini siriani che si trovano rifugiati in Giordania. Più precisamente, nel campo profughi di Za’atari, dove Veronica è rimasta per tre giorni. Gli scatti sono stati realizzati volutamente senza troppi effetti o tecniche particolari per essere facilmente compresi e arrivare senza filtri ai visitatori. Bambini che giocano tra loro, bambini che guardano curiosi l'obiettivo della macchina fotografica, bambini che passeggiano e sorridono nonostante siano stati privati di tutto

 
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E' stata presentata ieri, martedì 8 dicembre, al Teatro del Popolo di Colle di Val d'Elsa la mostra "Facciamo pistole che sparano caramelle". Un progetto che Veronica Croccia ha realizzato collaborando con alcune ONG che operano nel settore. Un progetto, come ha rivelato lei stessa durante la presentazione, che è il frutto di un contatto continuo e diretto con la situazione siriana.

Le trenta fotografie, che resteranno esposte al teatro colligiano per un mese fino all'8 gennaio 2016, hanno come protagonisti assoluti i bambini siriani che si trovano rifugiati in Giordania. Più precisamente, nel campo profughi di Za’atari (quasi una baraccopoli), dove Veronica è rimasta per tre giorni.

Gli scatti sono stati realizzati volutamente senza troppi effetti o tecniche particolari per essere facilmente compresi e arrivare senza filtri ai visitatori. Bambini che giocano tra loro, bambini che guardano curiosi l'obiettivo della macchina fotografica, bambini che passeggiano e sorridono nonostante siano stati privati di tutto. Quei volti arrivano come un cazzotto allo stomaco di chi osserva, qualcosa che non si può guardare senza un velo di amarezza mista a incredulità, qualcosa che non può lasciare indifferenti.

La mostra è stata esposta fino ad oggi in maniera itinerante seguendo il MusicastradaFestival e in altre occasioni tra i mesi di luglio e settembre 2015, nelle piazze della provincia di Pisa. Era presente il vice sindaco del Comune di Colle di Val d'Elsa Lodovico Andreucci.

Il titolo dell'esposizione prende spunto da un'opera d'arte che un artista siriano aveva realizzato all'interno del campo. Era il dipinto di un fucile, un oggetto di cui non ci sarebbe certamente da avere paura, se sparasse, al posto dei proiettili, caramelle. Di quest'ultime è infatti piena la stanza che ospita la mostra. Bellissima l'immagine, che Veronica ci ha regalato alla fine della presentazione, dell'innocenza di un bambino che avvicina una caramella alla bocca di un altro bambino ritratto in foto. Un gesto di generosa spontaneità dal quale "noi grandi" dovremmo prendere spunto.

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 9 dicembre 2015

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