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Incendio doloso, Maria Angela Guerra (Lega): 'Dov'è la solidarietà civica che meriterebbe una donna offesa?'

L'intervento della consigliera poggibonsese della Lega

 POGGIBONSI
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Giusto una settimana fa, un'auto posteggiata in un cortile interno di un condominio in via Risorgimento a Poggibonsi prende fuoco. Sul posto intervengono i Vigili del fuoco che, estinto l'incendio, ravvisano la distruzione di quell'auto e il danneggiamento di altre due vetture. Qualificano immediatamente l'incendio come doloso. Intervengono anche i Carabinieri che il giorno successivo tendono a escludere una traccia politica, pur confermando il dolo. Proprietaria dell'auto è una cittadina residente a Poggibonsi, convivente di un candidato in lizza per le elezioni regionali.

"Proprio perché abbiamo massima fiducia nell'operato delle autorità intervenienti - sostiene Maria Angela Guerra, responsabile femminile della Lega per la Valdelsa -, prendiamo per buono tutto ciò che è stato reso pubblico e quindi concludiamo che una settimana fa è stato perpetrato un atto di violenza inaudito, e con probabile contenuto intimidatorio, ai danni di una donna poggibonsese". 

"Quando in un paese accade un atto grave e penalmente rilevante come dare fuoco ad un'auto (qualsiasi sia il motivo), sarebbe doveroso da parte del Sindaco (Primo Cittadino e organo responsabile della Sicurezza sul territorio) mostrare solidarietà, soprattutto se l'atto è stato compiuto nei confronti e ai danni di una donna. Il protocollo sulla violenza sulle donne che è stato firmato lo scorso novembre dal Sindaco insieme ad altre istituzioni vale anche per atti ignobili come questo e vale per tutte le donne, oppure devo pensare che ci sono cittadini/donne di serie A e di serie B?"

"Abbiamo atteso un tempo congruo per interpretare messaggi di responsabilità e solidarietà che non sono giunti - conclude Maria Angela Guerra -. Non so se fa più male il crimine commesso da questi ignoti delinquenti o il silenzio-assenso del Sindaco Bussagli e della sua giunta comunale (composta anche da donne). Evidentemente la loro voce è forte e chiara solo per parlare di fascismo. Oppure essi danno credito a quella "pista politica" all'inizio scartata e sono pronti a tollerarla? Di certo mai come su questa vicenda si può dire che il silenzio sia fragoroso". 

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Pubblicato il 15 settembre 2020

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