Intervista a Marco Salvi. Mercoledì 20 giugno a Colle uno spettacolo in suo onore

Varie compagnie teatrali legate dal filo rosso della solidarietà si alterneranno sul palco per uno spettacolo divertente che farà dimenticare la sofferenza della persona a cui è dedicato

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Colle Val d'Elsa, l'antico borgo medievale, il Museo del Cristallo, il Palazzo dei Priori, le antiche dimore di Colle Alta con la Val d'Elsa pittoresca che le fa da sfondo. E' in questo contesto, meta di turisti da ogni parte del mondo, che prende vita una storia che stride con la scenografia in cui si svolge ma, per certi versi, ne condivide la bellezza. Ai colligiani non c'è bisogno di raccontare chi è Marco Salvi, è uno di loro da sempre, colligiano innamorato della sua città e coordinatore degli eventi Telethon da anni, oltre che appassionato collezionista di adesivi di emittenti radio e tv. Marco vive una quotidianità che definire difficile è estremamente riduttivo. A cinquantadue anni, età in cui la maggior parte dei suoi compagni di scuola ha un lavoro, una famiglia a cui dedicarsi e figli da crescere, Marco vive la sua giornata su una sedia a rotelle davanti ad un computer dotato di un mouse dedicato a chi non ha più l'uso delle mani, salvo che per due dita che gli permettono ancora di interagire con amici virtuali, scambiare pensieri e saluti sui social, leggere quotidiani online, guardare film e seguire la sua squadra del cuore.

Basta entrare nel suo studio per rendersi conto che Marco è uno di quei tifosi comunemente chiamati "Gobbi". Ovunque intorno a lui gagliardetti, cimeli, portafortuna di colore bianconero che inevitabilmente riportano a quella "Vecchia Signora" che per Marco ha ancora un fascino irresistibile. Nel soggiorno un grande schermo al plasma davanti al quale gli amici di sempre, con una pizza e una birra, si ritrovano per condividere con lui gli eventi calcistici più importanti. «Anche il giorno dopo la morte del mio babbo sono venuti - dice -, mi avevano telefonato dicendo che quella partita non l'avremmo vista tutti insieme come sempre, ma ho voluto che mi fossero vicini soprattutto quella sera».

Marco Salvi convive con la Sclerosi Laterale Amiotrofica fin dalla nascita, sfidando le più autorevoli previsioni che prevedevano per lui una vita breve. Oggi la malattia è ad uno stadio avanzato e la sua vita va avanti grazie all'amore e alle cure di quanti lo assistono, una vita fatta di attimi, di piccole gioie passeggere, del terrore di perdere la mamma, di paure riferite al suo futuro, di difficoltà legate al quotidiano che riguardano anche  la gestione economica delle tre badanti che si alternano al piano terra di questa modesta casa popolare che accoglie due persone unite dall'amore e dalla disabilità, ma paradossalmente si può dire che Marco è un uomo fortunato. La sua fortuna è quella di avere tanti amici che non lo abbandonano alla sua sorte, come le ragazze della Associazione GRG la Badia diretta da Fabrizio Baldini che dal 1990 collabora con l"UILDM" Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Tra i tanti amici colligiani ci sono Patrizia Belli e Francesca Bocci che in questi giorni stanno organizzando il Varietà della Solidarietà che si svolgerà al Teatro del Popolo di Colle Val d'Elsa il 20 giugno alle ore 21.00. Si tratta di un evento nato dall'idea di queste due donne che da qualche mese dedicano il proprio tempo libero dal lavoro ad un progetto destinato alla raccolta fondi in favore di Marco. Varie compagnie teatrali legate dal filo rosso della solidarietà si alterneranno sul palco per uno spettacolo divertente che per qualche ora farà dimenticare il disagio e la sofferenza della persona a cui è dedicato. L'incasso sarà devoluto interamente a Marco Salvi grazie anche al Patrocinio del Comune e alla disponibilità dei Vigili del Fuoco che garantiranno la sicurezza. I biglietti numerati sono in vendita presso la biglietteria del Teatro, mentre quelli liberi vengono venduti dall'edicola Anita. Sarà una serata in cui la musica e il sorriso si trasformeranno in un inno all'amicizia.

Marco come passi la tua giornata?

«In passato ho avuto delle esperienze lavorative part-time, compatibili con la mia condizione, al Comando dei Vigili Urbani e negli uffici della Asl di Colle Val d'Elsa. Oggi il computer è l'amico insostituibile che mi fa compagnia tutto il giorno, ma mi è utile anche per la ricerca e lo scambio di  adesivi di emittenti RADIO E TV.  Ho iniziato la collezione nel 1982 nella mia città, poi, grazie ad un indirizzo trovato casualmente, ho conosciuto un collezionista che mi chiedeva di corrispondere con lui e di iniziare un assiduo scambio di adesivi che continua ancora oggi. Nel 1988 ho partecipato a un convegno organizzato a Milano, all'interno della mostra IBTS, esperienza che ho ripetuto anche l'anno successivo. Da allora ho organizzato meeting di scambio per collezionisti all'interno della Mostra del Cristallo di Colle di Val d'Elsa, mentre da qualche anno il meeting si svolge annualmente in concomitanza della manifestazione Telethon nei primi 15 giorni di dicembre. Questo è diventato un appuntamento da non perdere per molti collezionisti italiani ed europei».

Una parete della stanza è occupata da un numero incredibile di inserti che raccolgono 42.500 adesivi perfettamente catalogati negli anni con l'aiuto di amici e collaboratori.

Marco, se fosse possibile esprimere un desiderio, quale sarebbe il tuo?    

Lo sguardo di Marco si perde nel vuoto alla ricerca delle sue priorità, poi con un sorriso chiede se può approfittare ed esprimerne due invece di uno.

«Il più importante riguarda la mamma, vorrei che ritornasse ad essere quella che era prima dell'Ictus che l'ha colpita nel 2015, vorrei che potesse continuare a farmi da mamma e da babbo, visto la tragica scomparsa di mio padre di dodici anni fa. Oggi mamma è nella condizione di dover essere accudita giorno e notte ma sono contento che sia ancora con me. Nonostante tutto ho il terrore di perderla, lei è tutta la mia famiglia».

E il secondo desiderio?

«Vorrei tornare a Torino a vedere una partita della Juve, i miei amici mi hanno già portato ma mi piacerebbe tanto poterci andare ancora una volta!».

Antonella Lomonaco 
Foto in alto da Facebook

Pubblicato il 13 giugno 2018

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