Intervista a Monica Sottili, candidata Cinque Stelle a Colle per le prossime Amministrative

Sono passati cinque anni ormai dal ballottaggio che decretò la vittoria di Paolo Canocchi alle Amministrative a Colle di Val d'Elsa e comincia ormai a delinearsi lo scenario politico delle prossime elezioni. Il nome del primo candidato ufficiale è quello di Monica Sottili per il Movimento 5 Stelle, secondo la decisione presa all'unanimità dal gruppo colligiano. L'abbiamo intervistata per farci raccontare meglio chi è e cosa pensa di realizzare per la sua città

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Sono passati cinque anni ormai dal ballottaggio che decretò la vittoria di Paolo Canocchi alle Amministrative a Colle di Val d'Elsa e comincia ormai a delinearsi lo scenario politico delle prossime elezioni. Il nome del primo candidato ufficiale è quello di Monica Sottili per il Movimento 5 Stelle, secondo la decisione presa all'unanimità dal gruppo colligiano. L'abbiamo intervistata per farci raccontare meglio chi è e cosa pensa di realizzare per la sua città.

Quali sono le motivazioni che hanno portato alla tua candidatura?
«Per essere precisi, nessuna motivazione particolare se non il voto del gruppo del Movimento 5 Stelle, perché noi, come sempre, decidiamo tutto a maggioranza. È stato un voto all'unanimità. La decisione di presentarsi come gruppo era scontata, perché in questi cinque anni abbiamo lavorato sodo, in maniera certosina. Io ho esaminato tutti gli atti che il Comune ha prodotto, nonostante le difficoltà, il lavoro, la famiglia, ecc. Abbiamo scoperchiato tante cose. Io mi sono avvicinata alla politica tardi e, anche se immaginavo che ci fossero situazioni non regolari, vedere certe cose mi ha fatto veramente male. In questi anni abbiamo studiato tanto. Abbiamo fatto delle proposte: spesso sono state bocciate, alcune sono state approvate ma non messe in atto. Abbiamo aiutato i cittadini a presentare delle istanze, dando anche la possibilità all'Amministrazione comunale di tornare sui suoi passi su certe cose. Per il caso di Piazza Bartolomeo Scala ce l'abbiamo parzialmente fatta, per il parco dell'Agrestone purtroppo no». 

Chi è Monica Sottili?
«Io sono nata a Livorno da padre livornese e madre colligiana. Nel '63 sono tornata a Colle, dove avevo i miei nonni, e sono rimasta sempre qui. Ho frequentato l'istituto magistrale, poi mi sono iscritta ad Architettura all'Università di Firenze. Non mi sono laureata, perché sono rimasta incinta della mia prima figlia e ho scelto di cercare un lavoro che mi permettesse di poter dedicare più tempo alla famiglia. Sono 32 anni che lavoro alla Asl di Poggibonsi, sono un collaboratore amministrativo esperto (Ds). Mi sono occupata nel tempo di tante cose, dalla segreteria di direzione alla gestione del personale dell'Ospedale di Campostaggia. Mi sono occupata dei progetti speciali finanziati dalla Regione e attualmente seguo la salute in carcere (tutta l'area della Toscana Sud Est)». 

Com'è nata la passione per la politica?
«Sono una cittadina normale, che era un po' stufa di tutto. Nel 2013 mi sono iscritta al Movimento 5 Stelle, non mi ero mai avvicinata a nessun partito politico prima. La situazione, anche a livello nazionale, non mi piaceva più. Le cose non andavano e me ne rendevo conto anche lavorando nel pubblico. Ho collaborato col gruppo di Colle quando c'è stata la presentazione dell'altra lista (con candidato sindaco Roberto Galgani ndr) e sono diventata un'attivista come tanti altri. Ho cercato di portare il mio apporto e la mia esperienza di tipo amministrativo e giuridico». 

Perché pensi che i cittadini di Colle dovrebbero sostenerti?
«Io spero che i cittadini abbiano voglia davvero di un cambiamento sostanziale, perché, bene o male, per quello che ho sentito, nelle liste che si preannunciano all'orizzonte ci sono sempre i soliti riciclati della vecchia politica. Credo che Colle abbia bisogno di un cambiamento di rotta netto». 

Quali sono secondo te le principali criticità?
«Innanzitutto dobbiamo intervenire sul decoro urbano, questa è la prima cosa, perché le strade sono in condizioni pietose, il Centro commerciale naturale è un disastro, manca completamente l'offerta turistico-culturale. Riconosco che il restauro del centro storico di Colle di Val d'Elsa è stato fatto bene, quando fu fatto, però è rimasta una cosa morta, perché non c'è mai stato l'interesse da nessuna Amministrazione a costruire una proposta sia turistica che culturale da promuovere sia in Italia che all'estero. Questo è essenziale, anche per rimettere in moto il commercio. Il turista non può capitare per caso a Colle perché l'ha sentito dire o perché andando nei paesi vicini ci è passato. Poi dobbiamo intervenire sulla partecipazione dei cittadini alle scelte del Comune. La sicurezza, perché comunque viviamo in un momento in cui non ci sono telecamere di video sorveglianza all'ingresso della città e i furti nelle case sono aumentati. Infine dobbiamo cercare di rimediare agli sperperi, perché ci sono». 

Avete già un programma definito?
«Il programma è in fase di evoluzione. Se andremo a governare la città, avremo una squadra di assessori competenti, grandi professionalità che non appartengono solo al Movimento 5 Stelle, ma anche alla società civile. Abbiamo ascoltato i cittadini per cinque anni, quindi sappiamo più o meno quali sono le urgenze e i bisogni. Abbiamo intenzione di fare questo percorso in maniera continuativa e non soltanto in campagna elettorale, creando dei comitati di quartiere: questa è la cosa più importante. Quello che hanno da dire i cittadini a noi interessa».

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 27 febbraio 2019

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