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L'8 marzo in libreria a Poggibonsi: due autrici si alternano sul tema della violenza sulle donne

L’8 marzo alle 18.00, tra saggistica e narrativa, si alterneranno le scrittrici senesi Maria Alessandra Soleti e Alessandra Cotoloni sul tema della violenza contro le donne, oggi come in passato

 
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Un nuovo appuntamento presso la libreria Il Mondo dei Libri, questa volta dedicato alla festa della donna. L’8 marzo alle 18.00, tra saggistica e narrativa, si alterneranno le scrittrici senesi Maria Alessandra Soleti e Alessandra Cotoloni sul tema della violenza contro le donne, oggi come in passato.

La serata sarà introdotta e moderata da Sarita Masai, insegnante e scrittrice. Interverrà la counselor Marianna Semeraro e le letture saranno interpretate dalla voce di Angela Carlini. Nell'occasione, sarà possibile ammirare alcuni scatti di Giulia Mancianti e la tela della pittrice Laura Grasso che si è ispirata al tema della violenza contro le donne. Al termine della serata verrà offerto ai partecipanti un piccolo rinfresco. Iniziativa della libreria Il Mondo dei Libri con il Gruppo Scrittori Senesi e con il patrocinio del Comune.

Alessandra Cotoloni, “L’anima sgualcita” (Editore Progetto Cultura)
Le poesie rappresentano la colonna sonora vocale di questo romanzo, ben cogliendo l'essenza dell'anima della protagonista, Clelia. Sono le parole della sua coscienza sempre latente, timorosa e accoccolata con le braccia raccolte attorno alle gambe serrate al petto, vocaboli appena sussurrati, timidi. Dai versi si intuisce che la donna è relegata a sottostare alle regole di una ragione indotta in una sorta di prigionia psicologica, ma i battiti dell'anima scalpitano, recalcitranti, e sono disposti a resistere, non rassegnati. E arriverà un'alba nuova, che porterà mani tese ad accogliere ed asciugare le lacrime aspre e salate" (dalla Prefazione di Mita Feri).

Maria Alessandra Soleti, “Mediatrici di sapienza. Il riflesso della tradizione profetica e femminile in Christine de Pizan” (Orthotes Editrice)
Sola perché unica, scandalosa perché fuori dalla scena, sono solo alcuni dei tratti messi in rilievo nell’agire di Christine de Pizan: la sua parola si fa militante, per essere qui sezionata, ascoltata e seguita fino al suo canto finale. Il “cammino di lungo studio” è però percorso a ritroso, dall’ultima composizione in versi della poetessa si attraversa una parte della sua ricca produzione. Si avanza l’invito a cercare segni e idee condivise con precedenti figure femminili. Una trama densa di fili da intrecciare, ne risulta un ritratto inedito della Pizan, una lettura innovativa dei suoi testi. Prima donna che compose in volgare per professione, che giunse a rappresentare sé nell’atto di scrivere in splendide miniature.

Pubblicato il 3 marzo 2016

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