L'avvocato Bozzi sui negazionisti del Covid

In molti si appellano alla Costituzione, l'Avvocato colligiano chiarisce la questione in punta di diritto

 ANDREA BOZZI
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L’avvocato Andrea Bozzi di Colle di Val d’Elsa con il suo studio legale nella ex stazione ferroviaria in pieno centro ha deciso di intervenire sulla questione, che per praticità giornalistica, potrebbe essere definita dei “negazionisti”. C’è in previsione anche per il 25 Aprile una manifestazione in tal senso contro le disposizioni anti-contagio.

Bozzi, ci sono stati dei casi anche in provincia di forme di protesta senza mascherina con molte persone assembrate. Avvocato cosa ne pensa?

«Pur essendo di orientamento politico libertario - ndr l’avvocato ha collaborato con l’Istituto Bruno Leoni - sono da sempre convinto che la salute pubblica sia un bene che debba essere tutelato senza limiti. Credo che le proteste dei no mask siano del tutto ingiustificate e gli stessi, in caso di contagio di massa cagionato da una manifestazione non autorizzata e da comportamenti non conformi, sarebbero comunque passibili di sanzioni penali da tre a dodici anni di reclusione. Credo che siano persone in cerca di visibilità, che esprimono un’opinione che assolutamente non condivido».

Si appellano alla Costituzione, è giusto?

«Questi signori si appellano al secondo comma dell’art. 32 della Costituzione che statuisce: “…Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge…”. L’interpretazione che viene data dai no mask a tale norma è del tutto estensiva e viene volutamente travisata. Innanzitutto, l’obbligo della mascherina non costituisce in alcun modo un trattamento sanitario. Non solo, la Carta costituzionale all’art. 32 tutela in primis la salute pubblica, affermando che “…La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…”. Pertanto, persino un obbligo vaccinale, se stabilito per legge, sarebbe da ritenersi conforme al dettato costituzionale, figuriamoci l’obbligo di indossare la mascherina. E poi, molte persone quando la indossano ne guadagnano in stile! - ndr l’avvocato ride».

Secondo il Tribunale di Roma i decreti che limitano le nostre libertà sono "viziati da molteplici profili di illegittimità", per questo sono "caducabili", cioè da annullare. Lei cosa ne pensa?

«Penso che tale affermazione costituisca una pericolosa inesattezza giuridica. La sentenza del Tribunale di Roma a cui si fa riferimento, nonostante abbia affrontato in modo incidentale l’illegittimità dei Dpcm, non lo ha fatto per annullare una qualsiasi sanzione a chi ha violato le restrizioni, ma per consentire la convalida dello sfratto nei confronti di una persona che non pagava il canone di locazione e che proprio nella pandemia aveva trovato la scusa per non adempiere. Inizialmente anche una pronuncia del giudice di Pace di Frosinone, qualche mese fa, ha ritenuto illegittimi i Dpcm di Conte, annullando in questo caso una sanzione fatta ad un tale che era uscito di casa nonostante il lockdown. Tali pronunce, peraltro isolate, hanno effetti esclusivamente sul caso concreto in quanto, ogni norma, per essere riformata, necessita quanto meno di un passaggio dinanzi alla Corte Costituzionale, che dovrebbe ritenerla contraria a dei principi della nostra Carta suprema. Ciò, chiaramente, ad oggi non è avvenuto».

Avvocato, uno dei tempi più discussi in Toscana è stato quello del vaccino agli avvocati. Qual è il suo pensiero?

«Personalmente mi sono vaccinato con Astrazeneca quando si poteva. Frequentando le aule di Giustizia si notano molti assembramenti e quindi è giusto che non vengano vaccinati solo i magistrati, che a gran voce richiedono tale inoculazione in tutta Italia, bensì tutto il personale del comparto Giustizia. Diverso è il caso delle persone fragili, che a mio parere dovrebbero avere priorità assoluta anche sulla nostra categoria».

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 20 aprile 2021

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