L'intervista all'artista Renzo Rubino che sta registrando in Valdelsa

Il cantautore Renzo Rubino sta registrando a Poggibonsi il suo nuovo album, siamo stati accolti nelle "Cantine di Badia Records"

 POGGIBONSI
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Il cantautore Renzo Rubino sta registrando in Valdelsa il suo nuovo album. Siamo stati accolti nelle Cantine di Badia Records, da Giovanni Sala producer e direttore di CantinediBadia Studio, per anni docente alla scuola Mogol e da Andrea Rodini - già intervistato in occasione della sua direzione dell'orchestra di Sanremo 2021 - scopritore di talenti fra cui lo stesso Renzo Rubino, MahmoodMiele (Sanremo Giovani 2016) e Tancredi (attualmente impegnato nella trasmissione AMICI). Nel 2010 è vocal coach della squadra di Morgan ad X Factor. In squadra c’è Noemi con la quale Andrea Rodini collaborerà ancora come vocal coach a The Voice e come direttore d’orchestra nell’ultimo Festival di San Remo.

Gli studios sono allestiti nelle cantine del castello di Badia che domina Poggibonsi, a due passi dal centro. Musica, emozioni e talento artistico si incontrano con la storia, la natura e le mille bellezze di questa incantevole parte della Toscana. Un mix irresistibile per artisti e produttori di ogni provenienza. Renzo Rubino sta lavorando ad un album molto particolare, che segnerà una tappa importantissima nel suo percorso artistico. 

Rubino, qual è il suo rapporto con la Valdelsa?

«Per quanto mi riguarda la Toscana in generale mi ha cambiato la vita, perché anni fa, prima che facessi il primo Festival di Sanremo, il mio amico Andrea Rodini mi ha dato la possibilità di svagarmi, tra virgolette, lasciandomi la sua casa a Colle di Val d’Elsa. Per due anni ho vissuto in Toscana ed ho iniziato a suonare qui. Nei vari “circolini”. Tutto ciò sempre con i miei amici musicisti che sono toscani e con i quali suono da ormai dieci anni. È un rapporto davvero molto forte, che mi porta ad essere ancora qui ed a fare musica».

Un rapporto che non è mai terminato, quindi?

«Esatto. Il mio legame con il territorio non è mai terminato. È cominciato dieci anni fa e continua ancora oggi ad esserci in modi diversi».

Può anticiparci qualcosa sul disco?

«Questo è un disco nel quale mi rimetto molto in gioco. Anche perché la pandemia ha cambiato i piani di tutti quanti. Nel mio caso stavo lavorando ad un progetto molto grande da circa quattro anni. Un progetto che è stato rimandato a fine pandemia. Così, mi sono chiesto, anzi ci siamo chiesti, adesso cosa facciamo? Come occupiamo il nostro tempo? Così, tra un tentativo e l’altro. Pochissimo tempo fa abbiamo deciso di fare un disco dedicato ai bambini ed al bambino che c’è in ognuno di noi. Dedicato a quelle persone che hanno perso un po’ di fanciullezza. È un disco destinato ai bambini - e non solo - che in questo momento stanno davvero patendo più di tutti la chiusura generalizzata. Ci sembrava giusto fare un disco completamente diverso. Scritto in pochissimo tempo». 

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 20 marzo 2021

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