La Certaldo segreta e il poggio del Boccaccio

"Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castello di Val d'Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque piccolo sia, già di nobili uomini e d'agiati fu abitato" (Boccaccio, Decameron)

 POGGIO DEL BOCCACCIO
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Tra i misteri e le leggende legate a Certaldo, ce n’è uno, forse, particolarmente interessante. Intorno all’anno 1000 d. C. pare che la popolazione del borgo, avesse iniziato degli scavi. Scavi che andavano a costituire una serie di percorsi e gallerie sotterranee, che si ramificavano nel sottosuolo. Questi cunicoli, sempre secondo la leggenda, dovrebbero tracciare perfettamente il perimetro di Certaldo, consentendo di muoversi da una parte all’altra del paese. Ma la funzione delle gallerie presto si rivelò diversa.

Gli anziani raccontano che all’interno di questi cunicoli si nascondano svariati tesori, ma anche oggetti di uso comune dell’epoca, che oggi avrebbero grande valore. Pare che vi siano oggetti personali di Boccaccio stesso. L’accesso a queste gallerie non è semplicissimo. Stando alla leggenda ci sono alcuni punti strategici all’interno del borgo, come i pozzi d’acqua, botole nascoste e infine un ingresso segreto all’interno di Palazzo Pretorio.

Gli ultimi testimoni raccontano di essere riusciti ad accedere a queste gallerie, ma non sono riusciti a proseguire a lungo. Hanno dovuto abbandonare la loro missione a causa della mancanza d’aria, dovuta alla millenaria chiusura dei cunicoli.

Ma dove finisce questo intreccio di corridoi sotterranei?

Sempre secondo i racconti giunti fino a noi, il reticolo di gallerie dovrebbe culminare sotto il famoso “poggio del Boccaccio”, una collina trapezoidale poco fuori dal borgo. La peculiarità di questo poggio è proprio la forma perfettamente geometrica. La base e la cima della collina sono piane e parallele l’una all’altra, mentre i due lati hanno la medesima inclinazione, ma anche in questo caso la leggenda ha una spiegazione. La collina dovrebbe nascondere al suo interno un’antichissima piramide, che venne inizialmente ricoperta e successivamente riscoperta dalla natura stessa.

Come la maggior parte delle leggende, anche questa, è arrivata fino a noi attraverso la trasmissione orale e non tramite prove scritte. La mancanza di prove scritte non ridimensiona lo spirito mistico, quasi esoterico che aleggia ancora oggi tra le mura di Certaldo alto.

Lorenzo Castelli

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Pubblicato il 11 aprile 2021

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