La band valdelsana ''Generazione di sconvolti'' incontra Vasco Rossi

La tribute band di Vasco valdelsana "Generazione di Sconvolti" composta da Paolo Ciaravella (Voce e chitarra acustica), Luca Tomassetti (Batteria), Paolo Parnetti (Chitarra elettrica), Arianna Franchi (Basso), Gionatan Caradonna (Tastiera), Maurizio Giordano (Chitarra elettrica), Elena Lanfredini e Paola Guarducci (Cori), alcuni giorni fa hanno avuto l’occasione di incontrare il loro idolo. Abbiamo intervistato la voce della band Paolo Ciaravella per farci raccontare le emozioni provate durante l’incontro

 GENERAZIONE DI SCONVOLTI
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Qual è stato il motivo dell’incontro?

«Tutta la band al completo è andata da Vasco, sostanzialmente perché lo scorso abbiamo suonato al locale storico di Zocca, nel quale Vasco ha iniziato a suonare per le prime volte. Il motivo è stata la partecipazione ad un contest, tutti i sabati si esibiva una cover band di Vasco. Noi siamo andati a suonarci il 13 Aprile del 2019, abbiamo suonato per un paio d’ore, un vero e proprio concerto. Il premio del contest consisteva in un incontro con Vasco e la possibilità di risuonare nel locale storico, ma causa Covid ancora non è stato possibile. Il mese scorso ci è stato comunicato di essere i vincitori del contest, a quel punto ci siamo sentiti con gli organizzatori e ci hanno riferito, che non appena Vasco sarebbe ritornato a Zocca ci avrebbero richiamato per un incontro. Siamo stati ricontattati e ci hanno fatto andare un giorno infrasettimanale per incontrarlo nel locale, perché lui nel pomeriggio solitamente è lì a giocare a carte».

Può raccontarci com’è andato l’incontro?

«Siamo andati a Zocca ed alle ore 18.00 Vasco è arrivato in moto, con uno scooter enorme. C’era tantissima gente che lo aspettava per salutarlo. È entrato nel locale dall’ingresso secondario, andando a farsi la sua solita partita a carte. Dopo un po’ è uscito il manager insieme ad un buttafuori. Ci hanno riconosciuto subito, perché avevamo una maglietta creata per l’occasione, che ci siamo fatti autografare. Entrati nel locale lo abbiamo visto e stava realmente giocando a carte. Finita la partita è venuto verso di noi. Ci ha salutato e siamo stati circa mezz’ora insieme a lui. È stato veramente molto disponibile. Personalmente ero emozionatissimo, era il mio sogno conoscerlo in un modo così».

Gli avete portato qualcosa dalla nostra terra?

«In effetti gli avevamo portato anche un regalo, ovvero cantucci e vin santo».

Di quali tematiche avete parlato?

«Abbiamo parlato, naturalmente, di musica. Gli ho portato un mio cd, perché io ho anche scritto dei pezzi. Lui ha voluto sapere se oltre a suonare le cover avevamo anche dei pezzi nostri, così ho colto l’occasione. Successivamente si è interessato a com’era la situazione relativa all’emergenza sanitaria nelle nostre zone ed anche in riferimento alla ripartenza della musica live. Ha voluto, inoltre, sapere la nostra storia musicale».

Ha avuto qualche indiscrezione su concerti o altro?

«Gli ho chiesto se ha intenzione di pubblicare un nuovo album e mi ha risposto di sì, ma dopo il tour».

Quali sono state le emozioni che avete provato in questa esperienza?

«Abbiamo avuto la soddisfazione enorme di aver vinto e di averlo incontrato. Il nostro obiettivo era solo di avere la possibilità di suonare nel locale storico di Zocca. È un grande appagamento per appassionati di musica come noi».

Secondo lei perché avete vinto?

«Fin da subito ci hanno detto che siamo riusciti a differenziarci, perché la maggior parte delle altre cover band nell’esibizione crea una sua imitazione ed invece noi saliamo sul palco a modo nostro, con le nostre caratteristiche ed anche con i nostri arrangiamenti. Il nostro obiettivo è quello di rendere un omaggio non fare un’imitazione. Questo, sicuramente per noi è un stato punto di partenza, non di arrivo».

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 25 luglio 2020

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