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La segnazione: ''Niente visite nella Val d'Elsa senese per i residenti di Barberino Tavarnelle''

Lorella Carli al nostro giornale: ''C'è la necessità di poter accedere anche ai servizi sanitari di un'altra provincia se vicina''

 BARBERINO TAVARNELLE
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Sono diverse le difficoltà che si sono venute a creare, nel settore sanitario, per i residenti delle zone limitrofe al Comune di Poggibonsi ma appartenenti alla provincia di Firenze. Una situazione sgradevole, che deve il suo sviluppo all’obbligo del dover usufruire di certi servizi solo nelle strutture appartenenti al territorio della propria provincia di residenza, nonostante, come in questo caso, ci si trovi a pochi passi da quelli di un comune appartenente ad un altro ente territoriale.

Capita spesso che gli abitanti di queste zone chiamino il CUP di Siena per prenotare un appuntamento e venga negato loro un servizio perché residenti in altra provincia, questo sia per analisi di routine ma anche per visite d’urgenza, fatti che possono sfociare in complicanze per persone di per sé in stato non ottimale e bisognose di un rapido aiuto. Un servizio di prenotazione che è certamente vittima di uno stato confusionale, in quanto spesso occorrono più telefonate a strutture diverse per capire cosa dover fare per ottenere un appuntamento. Certo è che il servizio pubblico sanitario, soprattutto nell’era post covid, si trovi ricco di richieste e di sovraffollamenti, creando liste di attesa infinite, motivo per cui alle volte, per i servizi più richiesti, vengono dati appuntamenti a date appartenenti all’anno successivo, provocando disagi enormi a chi più ne necessita e non può avvalersi del servizio pubblico.

A far presente di questa situazione è Lorella Carli, residente a Barberino Tavarnelle, comune in provincia di Firenze ma limitrofo al Comune di Poggibonsi: "La situazione si sta facendo grave. Recentemente per anticipare un appuntamento preso per una vaccinazione antitetanica ho dovuto fare 4 telefonate a 2 strutture differenti ricevendo direttive diverse e confuse, cosa inaudita per un settore fondamentale come quello sanitario", poi prosegue: "C’è la necessità di poter accedere anche ai servizi sanitari di un’altra provincia se vicina. Mi è capitato di chiamare per fissare una visita alle ore 15.45, entrando come novantaduesima persona in attesa, e dopo un’ora ad essere ancora la numero settantadue, credo fermamente che nessuno abbia così tanto tempo a disposizione da impiegarci durante una giornata". La stessa Carli per i motivi appena citati, ha deciso di scrivere una lettera direttamente all’assessore regionale Bezzini, per provare ad arrivare ad una soluzione, in cui fa notare diversi aspetti: l’ingestibilità della sua situazione e quella dei suoi compaesani, l’impossibilità, come detto, di usufruire dei servizi della zona, la difficoltà nel fissare un appuntamento nel settore pubblico e l’importanza del poter fissare visite urgenti nel minor tempo possibile.

Andrea Belli 

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Pubblicato il 24 novembre 2022

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