La strada del rocker Marco Pisaneschi a ritmo di rock and roll

La storia, il racconto e l’intervista. Pisaneschi entra nel gruppo “Il Rovescio Della Medaglia” ed arriva subito un nuovo Album

 MARCO PISANESCHI
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Un percorso fatto di successi quella del rocker Marco Pisaneschi entrato da poco nel gruppo “Il Rovescio Della Medaglia”. Si sono appena concluse le registrazioni del loro nuovo album. Abbiamo deciso di intervistarlo per scoprire qual è stata la sua strada a ritmo di rock and roll.

Com’è iniziata la sua passione per la musica?

«La mia passione per la musica nasce fin dalla tenera età, poiché fortunatamente in casa c’è sempre stata musica grazie a mio padre ed ai miei fratelli. Mi sono invece avvicinato alla batteria a 12 anni grazie a mio fratello Paolo che ne portò una a casa chiedendomi se volevo imparare a suonarla. Da lì mi sono appassionato, ho iniziato a studiare lo strumento prima con un insegnante privato, poi per qualche anno nella scuola di musica di Colle, che all’epoca era prima al vecchio Cennini (Palazzone) e poi al Teatro dei Varii. Successivamente ho preso lezioni private a Firenze. A differenza della batteria, non ho mai preso lezioni di canto. Uso la voce così come viene e mi piace così».

Ci racconta chi c’era prima delle sue attuali band, ovvero prima dei Jaguari?

«Prima dei Jaguari ci sono stati 20 anni di musica. All’inizio con i primi gruppetti della scuola, poi col mio primo gruppo “serio” i Valium fino ad approdare nei Ratoblanco, grazie ai quali ho iniziato a suonare in tutta Italia. Con i “Rato” ho avuto bellissime esperienze sia live che in studio registrando 3 album ed aprendo concerti di artisti prestigiosi come Matia Bazar, Bandabardo’, Paola Turci, Max Gazze’ ed i Modena City Ramblers. È stato un gran bel periodo. Poi sono arrivati i Jaguari, la mia Rocknroll Party Band. Un power trio che richiama il periodo d’oro del rock’n’roll ovvero gli anni 60 suonando brani di Beatles, Stones, The Who, Creeedence ed Elvis Presley. Come dico sempre una band con pochi fronzoli, chitarra, basso e batteria, che ha all’attivo ormai circa 700 concerti dal 2010 fino ad oggi e che ha avuto l’enorme fortuna di registrare un album di pezzi originali a Londra, nei mitici Abbey Road Studios».

Abbiamo visto che ha iniziato anche la sua esperienza da solista come procede?

«Ho iniziato un’esperienza solista da questa estate, un po’ per necessità ed un po’ per mettermi alla prova. Avevo bisogno di fare qualcosa di mio, qualcosa di diverso ed ho iniziato a fare serate da solo voce e chitarra».

Parlaci del Rovescio della Medaglia, storica progressive band italiana, come hai fatto ad entrare nella band e quali sono i progetti per il futuro?

«Conosco Il Rovescio da quando ero ragazzino, ho iniziato a suonare la batteria sui loro dischi ed entrare nella band per me è stato veramente un sogno. Il Rovescio della Medaglia ha fatto la storia del Prog italiano assieme ad Area, PFM, Banco del Mutuo Soccorso e New Trolls, quindi, è stata una doppia soddisfazione da estimatore del genere. La Band capitanata da Enzo Vita, storico fondatore del gruppo si stava rinnovando, Enzo mi ha chiamato di persona ed io ho accettato subito con entusiasmo. Abbiamo appena finito le registrazioni del nuovo album che sarà la rivisitazione in inglese del primo storico LP del 1971 “La Bibbia” ed uscirà a fine estate. Nel frattempo stiamo preparando lo spettacolo live appena la situazione ce lo permette saremo on stage e da animale da palco quale sono, non vedo l’ora».

Qual è stato il concerto più bello? 

«Concerti belli ce ne sono stati tanti. Mi ricordo di un Ratoblanco e Modena City Ramblers a Firenze in un Tenax stracolmo e di un Ratoblanco e Bandabardo’ all’Obi Hall sempre a Firenze. Indimenticabile il capodanno 2016 con i Jaguari in Piazza del Campo a Siena davanti a circa 20.000 persone e nel cuore un concerto privato a Londra negli Abbey Road Studios per i ragazzi dell’Abbey Road Institute suonando i brani leggendari dei Beatles».

Lodovico Andreucci

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Pubblicato il 27 marzo 2021

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