La violenza delle parole nei tanti modi per dire mignotta: la mortificante guida di Stefano Bartezzaghi

Come ci dimostra questa lunga serie di espressioni, la violenza spesso e volentieri inizia proprio con le parole. Una guida chiara e diretta al maschilismo linguistico della nostra società

 STEFANO CALVANI
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Il linguaggio è ciò che distingue gli essere pensanti. Esso concretizza i pensieri nella realtà, distingue concetti oppure li accomuna. E’ la nostra bussola per orientarci nel mondo reale, ci da la possibilità di rendere partecipi gli altri dei nostri pensieri. Proprio per questo tutti i vocaboli ed i modi di dire utilizzati da una società sono frutto sia del senso comune che della cultura di un popolo: insomma, ritraggono alla perfezione anche il nostro modo di pensare.

Ed è proprio da qui che inizia la riflessione di Stefano Bartezzaghi, studioso linguista e giornalista: insomma, uno che con le parole è abituato ad averci a che fare. Sono convinto che, esattamente come me, una volta letto questo elenco vi stupirete della sconcertante banalità con cui molte frasi (o modi di dire) che tutti noi abbiamo pronunciato almeno una volta con presunzione di innocenza, nascondono una innata vocazione maschilista, discriminatoria, sessista. Vedrete che al maschile assumono un significato mentre invece una volta posti al genere femminile si rivolteranno in violenze verbali vere e proprie.

“Un cortigiano: un uomo che vive a corte. Una cortigiana: una… mignotta.

Un massaggiatore: un cinesiterapista.

Una massaggiatrice: una… mignotta.

Un uomo di strada: un uomo del popolo. Una donna di strada: una… mignotta.

Un uomo disponibile; un uomo gentile e premuroso. Una donna disponibile: una… mignotta.

Un passeggiatore: un uomo che cammina. Una passeggiatrice: una… mignotta.

Un uomo con un passato: un uomo che ha avuto una vita, in qualche caso non particolarmente onesta, ma che vale la pena di raccontare. Una donna con un passato: una …mignotta

Uno squillo: il suono del telefono. Una squillo: …dai non la dico nemmeno.

Un uomo di mondo: un gran signore. Una donna di mondo: un gran…mignotta.

Uno che batte: un tennista che serve la palla. Una che batte: …non dico manco questa.

Un uomo che ha un protettore: un intoccabile raccomandato. Una donna che ha un protettore: una…mignotta.

Un buon uomo: un uomo probo. Una buona donna: una…mignotta.

Un uomo allegro: un buontempone. Una donna allegra: una…mignotta.

Un gatto morto: un felino deceduto. Una gattamorta: una …mignotta.

Uno zoccolo: una calzatura di campagna. Una zoccola: …”

Occorre riflettere tutti insieme in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Su quanto possa sentirsi violata una donna che è stata apostrofata anche soltanto una volta nella propria vita con una di queste frasi. Dobbiamo rifletterci senza alcuna leggerezza. Dipende solo da noi.

Stefano Calvani

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Pubblicato il 25 novembre 2020

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