Lutto per il colligiano Giovanni De Vivo, Arcivescovo della diocesi senese

La Chiesa senese si stringe in preghiera accanto alla Chiesa di Pescia per la scomparsa del Vescovo, monsignor Giovanni De Vivo. L’Arcivescovo 76enne si è spento all'alba di domenica 20 settembre, nella sua abitazione in curia. Forte è il legame con la diocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino dove venne ordinato prima presbitero e poi vescovo. Malato da tempo, aveva onorato il suo ruolo finché le condizioni di salute gliel'avevano permesso.

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Nato a Siena il 20 marzo 1940 da genitori abitanti a Monteroni d’Arbia, dopo le medie inferiori nel Seminario di Colle Val d’Elsa e gli studi ginnasiali e liceali nel Pontificio Seminario Pio XII di Siena, ha terminato la formazione al Sacerdozio nel Seminario Romano Maggiore, frequentando la Pontificia Università Lateranense e conseguendo la licenza in Sacra Teologia.

Ordinato Sacerdote il 15 marzo 1964 da Mons. Francesco Niccoli, ultimo Vescovo di Colle Val d’Elsa, riceve l’incarico di insegnare Filosofia al Pontificio Seminario Regionale Pio XII di Siena. Nel frattempo consegue la laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Firenze. Ha dedicato all’insegnamento i primi 25 anni della vita sacerdotale, impegnandosi appieno anche nell’attività pastorale sia in parrocchia sia nel settore della pastorale giovanile e familiare. Parroco di Strove dal 1969 al 1974, vice Parroco in S. Caterina a Colle Val d’Elsa dal 1974 al 1977, poi fino al 1989 a Castellina Scalo. Nel 1987, dopo l'unificazione delle Diocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, viene nominato Vicario Episcopale per la zona di Colle Val d’Elsa.

Nell’aprile del 1990 Mons. Gaetano Bonicelli, che da tre mesi guida la Diocesi, lo nomina Vicario Generale. In contemporanea ha retto le due piccole parrocchie di Mensano e Collalto. Il 18 dicembre 1993 viene nominato vescovo di Pescia dall’allora Papa Giovanni Paolo II. L’ordinazione episcopale si svolge nel Duomo di Siena il 23 gennaio 1994 per le mani dell’arcivescovo Gaetano Bonicelli, co-consacranti l’arcivescovo Mario Jsmaele Castellano e il vescovo Fernando Charrier. Fa il suo ingresso in diocesi il 6 marzo dello stesso anno con il motto «In spe fundati». Nella conferenza episcopale toscana era delegato per il laicato.

Malato da tempo, aveva onorato il suo ruolo finché le condizioni di salute gliel’avevano permesso. Le dimissioni a marzo, dopo 20 anni di episcopato, nel frattempo esercitava il ruolo di reggente nell’attesa della nomina del nuovo vescovo.

Un punto di riferimento per credenti e laici è ricordato ancora oggi, con affetto e stima, da tantissimi senesi e colligiani. L’arcivescovo di Siena, monsignor Antonio Buoncristiani e il clero diocesano si stringono accanto ai familiari di monsignor De Vivo, sempre «amato da chi possedeva il dono della fede e rispettato dai laici». La nostra Chiesa rende grazie a Cristo Buon Pastore per avercelo donato come sacerdote zelante, attento soprattutto alla formazione dei giovani, come assistente dell’A.C., e del laicato cattolico, secondo lo spirito del Concilio. La salma rimarrà esposta in Cattedrale a Pescia fino alla celebrazione delle esequie, che avverrà in piazza Mazzini, in data ancora da definire.

Pubblicato il 20 settembre 2015

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