M5S: «Dov'è finito il piano regionale per la tutela dell'Amianto? Il caso di Poggibonsi evidenzia un ritardo di quasi 2 anni»

La legge regionale n.51 del 2013 stabilisce che il consiglio regionale avrebbe dovuto approvare il piano regionale per la tutela dall'amianto entro 180 giorni dalla entrata in vigore della legge, quindi entro il 25 settembre 2013. M5S: «Purtroppo si prende atto che ad oggi, con quasi 2 anni di ritardo, sono state approvate solo le azioni preliminari»

 
  • Condividi questo articolo:
  • j

La legge regionale n. 51 del 2013 all'articolo 9 stabilisce che il consiglio regionale avrebbe dovuto approvare il piano regionale per la tutela dall'amianto entro 180 giorni dalla entrata in vigore della legge, quindi entro il 25 settembre 2013. «Purtroppo si prende atto che ad oggi, con quasi 2 anni di ritardo, sono state approvate solo le azioni preliminari all'elaborazione del piano». Questa la critica mossa dalla candidata consigliere regionale del M5S, Monica Sottili, al presidente Rossi, cui fa sponda la deputata M5S in Commissione agricoltura, Chiara Gagnarli, che da tempo segue il caso dell'area ex-fornace "Le Piaggiole" a Poggibonsi (leggi l'articolo).

«L'area in questione, da molti anni in stato di abbandono totale, contiene circa 15mila metri quadrati di coperture in eternit in cattivo stato. Per questo - dichiara Gagnarli - insieme al consigliere comunale di Poggibonsi abbiamo chiesto di conoscere lo stato attuale e le varie opere di controllo e bonifica che ci sono state, ma fino ad ora nessuna risposta. In compenso, a marzo 2015, la ASL ha commissionato una perizia di valutazione sullo stato delle copertura di cemento amianto nell'aera in questione; peccato che ad effettuarla sia stato un tecnico incaricato dai proprietari dell'area».

«La perizia - segnalano gli attivisti di Poggibonsi - riporta prove inequivocabili sul grave e pericoloso stato delle coperture in amianto dell'area, tanto da poter ritenere che vi siano numerose fibre di amianto già in aerodispersione e quindi pericolose soprattutto per le persone che abitano gli edifici attorno. Tuttavia - proseguono - la perizia assegna alla struttura un punteggio di pericolosità basso, rimandando a una nuova valutazione per una eventuale rimozione all'anno 2018, in conformità al decreto del Ministero della salute risalente al 06/09/1994».

«Non vogliamo polemizzare sulla perizia - conclude la deputata M5S - anche se sarebbe stato preferibile fosse stata affidata a terzi, tanto per mettersi al riparo da critiche. Vogliamo tuttavia sottolineare che nulla impedirebbe all'amministrazione comunale di procedere, in più breve tempo, ad una completa bonifica dell'area, senza dover aspettare il 2018, in attuazione del principio di cautela della salute dei cittadini. Chiediamo quindi la massima celerità sia al presidente Rossi che al sindaco, ognuno, nei propri ambiti di competenza, può contribuire a risolvere il caso di Poggibonsi, che purtroppo non è isolato. Se non lo si farà celermente, sarà solo una scelta politica, ancora una volta lontana dalle richieste dei cittadini».

Pubblicato il 28 maggio 2015

  • Condividi questo articolo:
  • j

Potrebbe interessarti

Torna su